Salvano l’Italia i gol di Pirlo e De Rossi

C’è chi non se lo sarebbe mai immaginato che un giorno il futuro dell’Italia sarebbe finito in mano ad un pirlo qualunque. Io no di sicuro. E, invece…. Sono giorni di grande tensione e le iniziative per non rimanere fuori dall’europa si moltiplicano. Ma ecco stasera due azioni grandissime. Non si sa come, visto come si chiama, ma al 25esimo un certo calciatore segna il primo gol. Incoraggiato, De Rossi fa il secondo al 62esimo. E vaiiii. Nel frattempo la Romania non ha vinto. Echemazzo…. Con questa gioia nel cuore può passare anche il provvedimento salva-premier, ci potrebbero aprire pure un’altra discarica oltre a quella prevista a Chiaiano-Marano (pare si decida qualcosa domani, dopo il falso allarme di oggi) e potremmo anche versare un qualche obolo in più per apparare le casse comunali senza l’ici delle case di lusso.  Tanto che ce ne importa…. Abbiamo fatto gooool. Donadoni da grande xxx è diventato un grande tecnico. Bastano due reti per riabilitarsi, qua. Peccato che quelle dei pesci non siano servite a salvare gli immigrati là, al largo delle coste libiche…forse non erano tifosi.

L’Italia incontrerà la Spagna domenica. L’Italia paese, invece, la Spagna non se la sogna proprio.

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20 Pensieri su &Idquo;Salvano l’Italia i gol di Pirlo e De Rossi

  1. Cara Tonia,
    penso che l’attuale gruppo di calciatori che fa parte del team Italia, nel momento in cui decide di scendere in campo con la necessaria concentrazione, sia solo un esempio da seguire in termini di “voglia di vincere”; un gruppo che si è rialzato dalle delusioni della finale Euro 2000, persa al 119° minuto con la Francia, dalla disfatta contro la Korea del Sud ai Mondiali del 2002 e da “postumi gastrointestinali del biscotto vikingo…avariato” inghiottito a Euro 2004, competizione in cui gli Azzurri sono usciti di scena senza mai essere sconfitti e solo per sfavorevole classifica avulsa nei confronti della Svezia di Ibra e della anonima Danimarca. Insomma, questa è gente con gli attributi, quelli veri, e che, tra l’altro, ha avuto anche un altro grande merito: quello di far sentire a proprio agio, nel corso degli anni, anche i nuovi arrivati. E, giusto per rimanere in tema di campionati europei, mi auguro solo che contro la Spagna si svegli Toni, il quale è stato maldestro nel 1° tempo contro l’Olanda, sfortunato contro la Romania e altalenante ieri, in quanto, al grande stop di palla su lunghissimo lancio di Pirlo (non uno qualunque, ma quello che ha fatto cose strabilianti sia ai mondiali 2006 che nella sua carriera col Milan, al punto da essere soprannominato dagli spagnoli “Leonardo”…), ha aggiunto una serie di imprecisioni sotto porta che hanno fatto preoccupare (e non poco) qualche illustre commentatore sportivo (e non solo lui). Insomma, secondo me sta sprecando troppo in area di rigore a causa di un’ansia eccessiva di far gol. Eppure, uno come lui, che negli ultimi 10 mesi col Bayern Monaco ha segnato 39 reti, certe sofferenze dovrebbe risparmiarcele… In tutto questo non si può dimenticare Cassano, l’unica stella che, con i suoi dribling, è riuscita a brillare già a Euro 2004. A proposito, il folletto barese oggi rappresenta per me un piccolo Maradona. E’ uno che davvero può fare la differenza. Su questo tema si è espresso anche un grande attaccante olandese che l’anno scorso è stato suo compagno al Real Madrid e che…ci ha regalato la prima “gioia” di questi Euro 2008, grazie al suo gol in netto fuorigioco….
    Ad ogni buon conto, spero che quella della Nazionale possa rappresentare semplicemente la metafora per un’inversione di tendenza del Belpaese; anche se, al riguardo, sono scettico, in quanto penso che la nostra nazione in questa fase storica viva una forbice (ampia ed estremamente deleteria) tra espressioni italiche posizionate ad altissimi livelli internazionali (vedi il calcio, la pallavolo, la Formula 1, il motociclismo, il cinema, le forme artistiche e letterarie, la gastronomia, la moda, ecc.) ed altre meno edificanti, praticamente da Medioevo (vedi la politica, la cultura dell’illegalità, lo spirito reazionario a tutto ciò che “è nuovo, è interessante… ma può intaccare ‘qualche’ interesse ben consolidato”, ecc.). Insomma, per certi aspetti questo è ancora un Paese da “stati e staterelli”, nel quale sono dominanti “corporazioni, arti e mestieri”; un paese nel quale il “particulare”, per dirla con Guicciardini, è fin troppo radicato nel Dna di tante persone. Chissà se ciò avviene per avidità, disonestà e/o incapacità intellettuale a cambiare registro o perché l’incubo della povertà materiale aleggia nelle menti di troppi cittadini, anche di quelli apparentemente “ricchi” ma provenienti dalla dura esperienza bellica e post-bellica. Probabilmente tutte queste chiavi di lettura hanno una loro validità.
    In ogni caso, penso che “yes we can” è un motto che dalle nostre parti si può concretizzare solo se maturano una sensibilità di squadra-Italia, un reale senso di appartenzenza e una concreta volontà politica finalizzata a ridurre questa forbice evidente tra i pochi che “possono, sono in grado di…” e i molti che “sono in grado di…ma non possono, o – peggio – non possono e…non sono in grado di…”.
    Insomma, urge che in Italia maturi quanto prima a vari livelli (istituzionali e non) una sensibilità di squadra che i ragazzi di Velasco prima e quelli dell’era Lippi-Donadoni poi sono riusciti a concretizzare. E, se è vero che è più semplice il compito di un allenatore rispetto a quello di un premier, è pur vero che quest’Italia – diciamocelo francamente – può rinascere solo se impara a far tesoro dei talenti sparsi nei vari settori, non solo in quelli sovracitati.
    Cordiali saluti.

    PS: Sul tema rifiuti penso di essermi già espresso nei 26 minuti del mio reportage

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  2. carissima T’onia..io penso che i commenti negativi e super positivi si rincorrono in un circolo vizioso..io credo che noi italici continentali abbiamo una grande qualità..il voltabandierismo…con la capacità di dimenticare e di nascondere il nostro passato…tanto da esserne convinti….ora sappiamo che ci siamo slvati ed abbiamo superato la francia…come tutto..anche come produttività ed esportazioni…basta una goal(leggi obiettivo)riuscito per far segnare tutti insieme i nostri obiettivi arenati,sconfitti ed aimè..dimenticati..perche seppelliti dal nostro nuovo risultato….in fondo è la nostra cultura che ci rispecchia nel nostro premier……”io non ho mai detto”…..ma anche no..non abbiamo mai detto o fatto…sono glia ltri che fanno biscotti..noi adesso siamo salvi..siamo in europa

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  3. Certo dovrebbe essere quantomeno confortante scroprire che ci sono alcune persone che formano le tue stesse associazioni di pensiero… Ed effettivamente quando abbiamo l’effimera vittoria di questo paese su una nazione come la Francia che ancora oggi riesce quantomeno a “guardarsi dentro” e ad avere un sussulto di amor Patrio … non limitato a 90 minuti…. pensi con tanta depressione agli idioti che ancora oggi, dopo tonnellate di carta stampata, mi individuano e mi dicono: “..ma quando dovremo aspettare perchè i chiaianesi si convincono che una discarica a Napoli è indispensabile…???..”.
    Il Pirlo ei Pirla riusciranno sempre a salvare le sorti di questo paesaccio dove un ErmeteRealaci.. gioca apparentemente al “ministro ombra..” e di fatto fa il “ministro scimmia..” e come tale simula grottesacamente i suoi omologhi… E dove veramente ,come diceva Totò..” poi dicono che uno si butta a destra.. o a sinistrra… ” e non sappiamo più dove “buttarci e “buttare la monnezza…” che è rimasta “tal quale” nelle “cape ” della gente… Veramente spero che questo brutto sogno svanisca e ci sia qualcuno o qualcosa che mi faccia ritornare la fiducia nell’avvenire… Come è successo in Spagna… perchè fino a che non avremo la forza di concludere i processi di chiarimento (quelli giudiziari, ormai, quando sono “pericolosi” li chiudono d’imperio…), non potremo più avere la forza di guardarci in faccia… E sarà inutile che un giornalista, o un Avvocato, o unj Giudice, o un Prete, o un Carabiniere, o un imprenditore, etc…isolato e “contro tutti” muoia .. qando non avremo la forza di “scciogliere le contraddizioni..” e i “problemi non risolti..” come si fa in psico-terapia..” anche e specialmente quando questi provengono da lontano o sono legati a lontane problematiche… Vogliamo provarci???….
    Ho sempre avuto l’abitudine di appuntare gli argomenti e le problematiche che mi accadono, per avere chiarezza sul da farsi a livello personale e profesionale.. Spesso questa “terapia” mi è servita….E chissà ,se ne può trarre un percorso utile non solo a me… Mi aiutate??? Forse riusciremo a venire a capo di qualcosa…..
    E comunque, almeno per il momento: Viva l’Italia.. rotonda, quadrata o “nel pallone”, via Napoli e abbasso l’italidiozia e il napoletanume…
    Ciao!!!!

    Andrea Faiello

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  4. La nazionale metafora dell’inversione di tendenza del belpaese? Balle. L’Italia è nella cacca fino al collo. Le prossime prestazioni della nazionale, sperando che assomiglino a quelle con la Francia, serviranno soltanto a far ritenere ai soliti creduloni e ottimisti ad oltranza che stia iniziando una risalita, chissà una sorta di nuovo boom economico – sociale.

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  5. Il declino dell’Italia è dovuto a diversi fattori: il fenomeno atavico dei particolarsmi, già citato in precedenza da Luga, ce lo trascineremo chissà per quanto tempo ancora. L’identità nazionale, ma soprattutto l’orgoglio, sono parole che non hanno alcun significato per la stragrande maggioranza degli italiani. Qui al sud, poi, abbiamo una palla al piede che non vuole lasciarci: si chiama camorra. Un fenomeno che si è insinuato in ogni luogo e che condiziona le nostre vite in maniera determinante. E voi state ancora a pensare alla politica, alle istituzioni, etc? Per dirla alla Svevo: occorrebbe una bomba atomica per resettare tutto, purtroppo.

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  6. Bell’articolo, cara Tonia, caustico ed incisivo. Pensa che io, “travolto” dall’amarezza e stupito di fronte all’eccitazione italiota nei confronti del calcio, da anni non faccio il tifo per la cosiddetta nazionale. Sono un anti-tifoso…e talvolta anche un contro-tifoso(Dino Risi e Marco Tulio Giordana docet!). Per quel che riguarda lo sport(quello genuino), faccio un sano tifo per tutto ciò che Italia…ma il calcio: NO! Possiamo definirla una questione socio-filosofica, che comprende anche le riflessioni che hai fatto tu.

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  7. Ma vogliamo passare dalla incazzatura alla proposta???? O come al solito i napoletanacci pretendono che gli altri (i vicerè, i politici, lo “stato”-non si sa quale..) ci risolvano i problemi????… In fondo oggettivamente è nostra la responsabilità per aver permesso ai politici attuali di continuare a comandarci… chiamando illusi quelli che ogni tanto tentavano di inoculare un pò di sana ideologia o ottimismo… Ma a cosa dovremmo pensare se non alla politica.. che se non te ne occupi è lei che prima o poi si occupa di te????…

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  8. a prescindere dal contenuto, la chiosa con cui hai terminato l’articolo è spettacolare…forse non erano tifosi…
    Tuttavia calcio e politica non andrebbero paragonati, uno è un gioco per noi, l’altro si gioca di noi!!
    ti saluto sperando che berlusconi oltre alle leggi salva-premier faccia anche qualcosa salva-campania.

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  9. Caro Omero,
    a te, che probabilmente confondi mitologia e realtà,
    dico solo una cosa: il problema non è quello di convincere la gente “che il fenomeno ‘Nazionale di calcio’ può davvero rappresentare l’inizio di una risalita economica e sociale”, bensì quello di far capire – ai politici che ci rappresentano – che essi dovrebbero imparare ad agire con uno spirito diverso da quello attuale. Penso infatti che potremmo uscire da questa situazione negativa solo se, ai vari livelli politici e istituzionali, si cambierà realmente registro, magari prendendo esempio dalle espressioni vincenti del nostro Paese (Nazionale inclusa). Non a caso esse basano i loro successi su vari elementi, tra cui l’ottimizzazione delle risorse umane e l’elevata professionalità dei quadri dirigenti!!!

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