Io ho attivato il mio account a ottobre 2008, un anno e mezzo prima avevo cominciato a scrivere sul mio blog. Un diario del momento il primo, con gli “stati d’animo” in continua evoluzione. Un diario del giorno o un planning settimanale con delle riflessioni, legate al’attualità politica il secondo. Entrambi sono strumenti per raccontare, raccontarti, condividere con gli altri quello che ti piace, che ti indigna e ti succede intorno e addosso. La mia resta un’esperienza digitale a tutto tondo, con i post del blog pubblicati tra le note di Fb e i post su Fb, come questo, pubblicati sul blog. Una paranoia, diciamolo. Mi sono “azzeccata” e, poi, lentamente disamorata. Poi, innamorata follemente di nuovo. Devo ammetterlo: da quando nella mia vita c’è Fb trascuro il blog….. Eppure non vorrei, cavoli. Leggo ora che FB compie sei anni e festeggia con un nuovo look e un record di 400 milioni di iscritti. E che gli adolescenti lo preferiscono ai blog. Secondo me il motivo è semplice: è più diretto e non richiede grossi sforzi di pensiero (e non vuole essere una cattiveria). Un’idea geniale quella dell’ormai miliardario Ceo Mark Zuckerberg, che ha saputo creare la corsa alla nuova veste grafica. E’ stata abilitata solo a un quinto dei suoi utilizzatori, mentre gli altri dovranno attendere ancora qualche giorno. Come sarà il nuovo Facebook? Le prime immagini girano sui siti specializzati già da ottobre. Noi le aspettiamo per avere un nuovo argomento di dibattito alle cene che organizziamo prendendo appuntamento in chat! mannaggia…..
Facebook, croce e delizia dei blogger
venerdì 5 febbraio 2010 di tonialimatolaI luoghi (inesistenti) della cultura a Giugliano
martedì 26 gennaio 2010 di tonialimatolaA Napoli sono diventati prima solo sale porno e, poi, supermercati o bingo. A Giugliano, direttamente monumento all’incuria e all’abbandono. Succede per l’ex cinema Smeraldo di via Palumbo, destinato a diventare il palazzo della cultura nel sogno dell’ex sindaco Taglialatela e dalla sua giunta di giovani appassionati, ma rischia di essere il destino anche del Moderno di piazza Municipio, ricostruito ex novo di fronte al Comune, ma ancora in attesa di essere affidato ai privati e, quindi, di essere riaperto al pubblico dopo lo stop forzato a causa di un incendio nel ‘78, più di trent’anni fa. Progetti di recupero che, prima ancora della carenza di risorse finanziarie, incontrano mille ostacoli nella politica e nella burocrazia. Per lo Smeraldo (chiuso dal terremoto del 1980) prima ancora di vedere definito l’esito di una feroce trattativa coi numerosi proprietari dell’immobile (la stessa questione che, poi, negli anni precedenti aveva impedito di trasformare in palazzo di giustizia l’ex liceo de carlo, in via pirozzi), si era trattato di “congelare” il progetto per valutare l’opportunità politica di investire nell’acquisizione dell’immobile. Troppe parole per dire, in pratica, che il sogno è svanito. Una città così grande e popolosa come Giugliano ha fame di luoghi per l’aggregazione. Belli la piscina e gli altri templi dello sport, ma l’inventario delle strutture per la cultura è pari a zero. Questo nonostante enormi potenzialità di spazi e contenuti, offerti fino all’anno scorso anche dall’Iise a palazzo Palumbo (il cui destino resta incerto). Così succede che l’arte di giovani talenti trovi come unico spazio l’atrio del Comune. Nello spirito della “divulgazione” dell’arte, l’idea è ottima. Anche se è facile capire che con uno spazio permanente tutte le associazioni lavorerebbero meglio e la sensibilizzazione culturale per il bello (che scongiurerebbe gli atti vandalici) darebbe certamente frutti migliori. Così succede che lunedì l’inaugurazione della mostra avvenga alla presenza di pochi intimi, senza gli amministratori comunali e con una rissa davanti al Comune, lasciato senza sorveglianza nonostante l’apertura al pubblico, che non è certo un luogo per la cultura, ma che spesso è teatro di brutte manifestazioni. Nessun danno, nessun incidente. C’è stato un breve inseguimento di giovani balordi e la solita “disturbata” (per dirla con il personaggio intepretato da Lello Arena ai magici tempi della Smorfia). Che brutto spettacolo, eh.
I bufali senza pascolo di Giugliano
mercoledì 20 gennaio 2010 di tonialimatolaI ciclisti amano questo percorso. Sono quasi otto chilometri. Lo adorano anche le coppie in cerca di un po’ di intimità. E i pescatori, nonostante l’inquinamento da diossina e mercurio.
E gli appassionati di jogging nonostante le buche. Lago patria, sul litorale Domitio, tra Giugliano Castel Volturno, è una tappa obbligata per gli uccelli migratori. Si trova a due passi dal mare e dalle rigogliose pinete della Domitiana. Risorse naturali che altrove sarebbero state tutelate e che, invece, qua occultano veleni e rappresentano addirittura un ostacolo allo sviluppo dell’area. Da vent’anni la storia è sempre la stessa: senza manutenzione costante, la Foce si ottura, il lago si ingrossa e le acque scavalcano gli argini naturali allagando strade e campi.
Le piogge dei giorni scorsi hanno lasciato una traccia evidente nonostante sia ritornato il sole. Così dove c’erano i pascoli dei bufali, adesso c’è un enorme acquitrino, lungo la strada si sono ammassati detriti e rifiuti. Senza manutenzione costante, la pulizia della Foce a ridosso dell’estate viene ostacolata dai gestori dei lidi per evitare che i detriti finiscano sulla spiaggia.Con l’emergenza dei giorni scorsi, a lago Patria non si sono visti nemmeno i calciatori del
Napoli che di solito si fermano per un caffè sulla Circumlago quando si spostano a Castelvolturno per gli allenamenti.
E i ristoratori hanno festeggiato 23 anni di abbandono dalla prima cronaca del Mattino (Patria annegata, a firma di Pietro Treccagnoli) sperando che sia una provocazione del momento e non diventi una ricorrenza per il 2011.
Si muore di freddo e di indifferenza
martedì 12 gennaio 2010 di tonialimatolaVi avevo lasciato prima di Natale con un post sulla mostra fotografica di Sparavigna e ritorno qua oggi sullo stesso argomento per raccontarvi, invece, di un fatto di cronaca. Di una tragedia delle nostre, legata a quel senso di solidarità che è svanito e a quel welfare che non abbiamo mai avuto. Non si è clochard per scelta, secondo me, e chi lo dice fa romanticismo. Anche se con pochi soldi, si scappa in Messico o in Perù per cambiare vita. Oppure boh… ma certo non si va a vivere sulle scale di una chiesa come fa il barbone di via Costantinopoli che vedo da sempre, al quale volevo regalare il mio sacco a pelo al rientro dalle vacanze estive, che ha cortesemente rifiutato. Oggi a Napoli ci sono stati i primi due morti del 2010, dopo che l’anno scorso – secondo i dati della Comunità di Sant’Egidio- sono stati undici i decessi di senza fissa dimora, causati dal freddo. Oggi per me i disperati che vivono ai margini non hanno più la faccia di Patrizio Rispo, Luciano Scateni e Peppino Di Capri fotografati da Sparavigna, ma hanno tutti la faccia vera di uno di 46 anni che fino al duemila abitava con la moglie e i figli a pochi km da casa mia, a Mugnano. Poi è diventato un invisibile tra i tanti che dormono davanti alle stazioni della metro o alla stazione di piazza Garibaldi, nei pressi delle torri aragonesi di via Marina, sotto i portici della Posta centrale in via Monteoliveto, in piazza Nazionale o a via Foria. Uomini e donne vittime della crisi economica o di divorzi, che non riescono più a risalire la china. Gente che era come noi e che si ritrova a morire assiderato in strada. Nell’indifferenza generale e, cosa inspiegabile, delle loro famiglie di origine.
Se la mia strada fosse stata un’altra…
mercoledì 23 dicembre 2009 di tonialimatolaMe lo sono chiesto anche io mille volte, ad ogni bivio. Di qua, di là. In un’altra città anzichè questa, con una botta di coraggio anzichè di nostalgia, per calcolo più che per amore…. Se la mia strada fosse stata un’altra…. Sono più fortunata degli homeless, ma sono anche io senza un tetto sicuro. Ho un lavoro precario, affetti solidi per quello che durano, amici calorosi quando ti accompagnano, compagni fedeli finchè ci sei nei loro pensieri. Perciò mi appassionano e un po’ mi fanno invidia le tartarughe: la casa loro se la portano sempre appr
esso… Sono stata per caso alla mostra fotografica che in questi giorni è stata allestita nella cattedrale della Pietrasanta di Napoli (subito dopo il vecchio policlinico, andando verso l’istituto Diaz) e ho fatto fatica a sopprimere un brivido di paura ascoltando le testimonianze video dei veri poveri di Napoli, nel leggere le loro storie sui pannelli e nel confrontarle con la vita-di-tutti-i-giorni di uno qualsiasi di noi. Se non hai una casa e perdi il lavoro, non hai più niente. Nemmeno un posto dove vivere, oltre che un posto insocietà. Molti di loro erano come siamo noi adesso: precari, piccoli commercianti, vedove. Tutti avevano belle speranze e ora dormono alla stazione, sulle scale delle chiese, nei dormitori pubblici. Non hanno parenti, oppure sono stati abbandonati dai figli. Storie di grande solitudine, ma anche di poca solidarietà. Storie di questi giorni, in pratica. In mostra Sparavigna ha messo i volti di persone fortunate – come Patrizio Rispo, Massimiliano Rosolino, Silvana Fucito, Peppino Di Capri, Marcello Colasurdo, Mimmo Liguoro, Luciano Scateni, Enzo Gragnaniello – per testimoniare questo “Se la mia strada fosse stata un’altra”. Per essere buoni e non solo consumisti, a Natale dovremmo riflettere anche su questo.Andate a vedere la mostra, resta aperta fino al 7 gennaio.
http://www.capitoloprimo.it/magazine/index.php?option=com_content&view=article&id=375:se-la-mia-strada-fosse-stata-unaltra-fotografie-di-salvatore-sparavigna-dedicato-agli-homeless-partenopei&catid=51:mostre
Lo scandalo dei rifiuti: va sciolto il Governo
sabato 5 dicembre 2009 di tonialimatola“Hai visto quanta monnezza qua?”. “Ma chi la deve togliere?”. “E chi lo sa!?”. “Mica il Comune, la struttura commissariale o la Regione?”. “Mah”.
Ci sono i soliti rifiuti ingombranti nelle campagne di Giugliano in Campania, a pochi passi dal mercato ortofrutticolo, all’ingresso dell’ex discarica consortile Napoli uno, lungo la circumvallazione esterna e sulle piazzole dell’asse mediano, davanti alla stazione ferroviaria di Ponte Riccio, nella zona Asi. E quando non ci sono, sono stati appena incendiati assieme ai fusti di scarti di lavorazione industriale che, nonostante dossier e migliaia di proteste, continuano qui ad arrivare dal nord. E cosa succede ora? Nel mirino di Bertolaso finiscono 185 comuni, di cui due nel napoletano – Nola e Giugliano- , per i quali viene chiesta la rimozione dei sindaci. Risultato? Scioglimento del Consiglio comunale e addio presidio di democrazia! Sindaci a casa e camorristi a piede libero. Che bella mossa! Spero sia una boutade, una provocazione. Che serva a far dare una mossa ai sindaci inadempienti, a rilanciare la necessità di far decollare la raccolta differenziata, a sensibilizzare i cittadini incivili che depositano i sacchetti fori orario e sporcano. Ma com’è possibile che in una città dove ci sono sei milioni di balle in rifiuti che nessuno provvede a rimuovere si mandi a casa un’amministrazione comunale che non leva due frigoriferi dalla strada??? Mentre nessuno sanzioni il governo che costruito a Taverna del Re piramidi di monnezza che bruciano e appestano l’aria e inquinano col percolato le coltivazioni vicine? Siamo davvero in un mondo di schizofrenici!
Ufo, sequestratemi!
sabato 5 dicembre 2009 di tonialimatolaSi avvistano a Londra, dopo essere passati da Licola, ma io, purtroppo, non li ho mai incontrati. E certo di E.T., pelosi e amichevoli, ce ne sarebbe un gran bisogno anche qui. Altro che terrestri maledetti che si fanno eleggere in parlamento per tutelare i loro interessi, diventare immuni (dalla galera e dai virus), conquistare l’ambita pensione e un quartino di lusso nel centro di Roma, non pagare le tasse, associarsi per delinquere, andare a spese nostre con le escort e i trans. Un extraterrestre che mi porti a fare un giro in bici volando senza precipitare, sarebbe un bel regalo per questo Natale che arriva, triste e all’insegna dell’austerità. Mi farei portare al No Berlusconi Day di Roma, dove non sono anda per noia e per pigrizia. Oppure a Pistoia, dove c’era un asilo- lager per bambini di buona famiglia che, a causa della violenza subita da insegnanti sconsiderate e folli, rischiano di diventare adulti nevrotici. Oppure nei canili in cui finiscono i cani da guardia e da caccia rubati in Campania per essere venduti all’estero da una banda italo-albanese per un giro di affari milionario. Oppure in Sud africa, a Città del Capo, per farmi rapinare in pieno centro mentre sono in corso i sorteggi per i mondiali del 2010. Beh, per questo posso rimanere tranquillamente a casa mia. Comunque Ufo se passi, io ti aspetto.
Lettera a Babbo Natale
martedì 24 novembre 2009 di tonialimatolaSe penso alle famiglie di sfollati in Abruzzo e in ogni altro dove, alle mamme dei precari, alle donne senza cervello e a quelle che subiscono violenza, agli uomini di poca volontà, agli immigrati, ai rom, ai trans e, soprattutto,agli anziani soli e senza la casa di proprietà, alle badanti tristi e solitarie, mi viene poca voglia di scrivere la mia letterina per Babbo Natale. Ho poco da desiderare rispetto a loro, almeno rispetto alla maggior parte di loro. Se penso alle veline e a tutte le donne senza cellulite, ai calciatori con le macchine da corsa, ai nostri politici senza competenze e mille amanti, ai miei coetanei nati ricchi e viziati scansafatiche, agli imbecilli la cui imperizia causa danno alla nostra società, allora sì che desidero che un po’ di fortuna arrivi anche a me e alle persone cui vorrei dedicare qualcosa di più che un pensiero.
Questo 2009 mi ha reso triste e forte e debole, ma mi ha messo in cammino. Ora mi viene in mente un libro di Coelho “Sulla sponda del fiume Pedra mi sono seduta e ho pianto”. Me lo hanno regalato a Ischia quando compivo gli stessi anni della protagonista. Lo rileggerò, allora mi diede grande serenità. Questo è il regalo che desidero scartocciare.
Grasso umano per fare rossetti
venerdì 20 novembre 2009 di tonialimatolaSe penso che il mio fondotinta possa contenere una pallina di cellulite della mia vicina ancora in vita oppure della moglie del mio salumiere morta l’anno scorso, mi viene un brivido. Mi chiedo a questo punto che fine avrà fatto la mia, liposucchiata nel ‘90. Magari è finita nel rossetto viola di quella tipa che mi sta tanto antipatica….eheheheh.. oppure sul mercato nero della cosmesi in sudamerica. Chissà. Niente di tutto questo, il grasso viene estratto dai cadaveri. Incredibile. E io che mi ero convinta che avessero eliminato la pratica brutale dei test sugli animali per verificare la tolleranza dei prodotti, ora scopro che una banda di killer peruviani ammazzava, anzi per la precisione sgozzava, delle persone per venderne il grasso alle industrie cosmetiche alla bella cifra di quindicimila dollari al gallone (che equivale a 75 cl). In nome del business, ne avrebbero fatto fuori almeno una sessantina. Tra i clienti, poi, ci sarebbero anche degli italiani. Il caso è venuto drammaticamente alla luce agli inizi del mese, quando la polizia ha arrestato due persone mentre stavano ritirando un involucro di plastica che, presumibilmente, conteneva il grasso umano estratto dal corpo di un uomo ucciso in Perù lo scorso settembre.
Vent’anni fa cadde il muro di Berlino
lunedì 9 novembre 2009 di tonialimatolaUno dei primi varchi nel muro di Berlino venne aperto in Bornholmer Strasse. Era il 9 novembre 1989. E le immagini della gente che scavalcava e tirava via i calcinacci per ricordo, hanno fatto il giro del mondo. Uno dei primi media event trasmessi in tv di cui io mi ricordi. A tenermi attaccata allo schermo c’era stata solo la tragedia di Alfredino Rampi, il bimbo rimasto per ore in un pozzo artesiano, nell’81. Roba da infarto. Alla festa di oggi è assente Obama che, però, da lontano proclama la Giornata mondiale della Libertà. Un modo come un altro per occupare la scena mediatica e non sentirsi da meno di un suo illustrissimo predecessore, John F. Kennedy, che si rivolse ai residenti della città ancora divisa in due, con la celebre frase “Siamo tutti berlinesi”. Resta comunque una data storica. E anche in Italia abbiamo le nostre ricorrenze. Oggi a Torino si festeggiano i 35 anni di Alessandro Del Piero, detto Alex, capitano dei bianconeri che per regalo ha avuto un sito web tutto nuovo. Notizie del dono dell’uccellino, invece, non sono pervenute. Manco della suora e della miss dello spot.
Oggi nel napoletano, invece, si celebra un’altra giornata di disagi sotto un’incessante pioggia: strade allagate, voragini e proteste nelle scuole. Perdite e infiltrazioni nei muri – che qua si teme davvero crollino- fanno paura alle mamme quasi quanto il virus dell’influenza A.
Inutile dirlo, piove sempre sul bagnato.