Lunedì 9 Novembre 2009 di rosario cefalo
Uno dei primi varchi nel muro di Berlino venne aperto in Bornholmer Strasse. Era il 9 novembre 1989. E le immagini della gente che scavalcava e tirava via i calcinacci per ricordo, hanno fatto il giro del mondo. Uno dei primi media event trasmessi in tv di cui io mi ricordi. A tenermi attaccata allo schermo c’era stata solo la tragedia di Alfredino Rampi, il bimbo rimasto per ore in un pozzo artesiano, nell’81. Roba da infarto. Alla festa di oggi è assente Obama che, però, da lontano proclama la Giornata mondiale della Libertà. Un modo come un altro per occupare la scena mediatica e non sentirsi da meno di un suo illustrissimo predecessore, John F. Kennedy, che si rivolse ai residenti della città ancora divisa in due, con la celebre frase “Siamo tutti berlinesi”. Resta comunque una data storica. E anche in Italia abbiamo le nostre ricorrenze. Oggi a Torino si festeggiano i 35 anni di Alessandro Del Piero, detto Alex, capitano dei bianconeri che per regalo ha avuto un sito web tutto nuovo. Notizie del dono dell’uccellino, invece, non sono pervenute. Manco della suora e della miss dello spot.
Oggi nel napoletano, invece, si celebra un’altra giornata di disagi sotto un’incessante pioggia: strade allagate, voragini e proteste nelle scuole. Perdite e infiltrazioni nei muri – che qua si teme davvero crollino- fanno paura alle mamme quasi quanto il virus dell’influenza A.
Inutile dirlo, piove sempre sul bagnato.
Tag: alex del piero, alfredino rampi, caduta muro di berlino, giornata mondiale libertà, john f. kennedy, obama
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Lunedì 9 Novembre 2009 di rosario cefalo
Mercoledì 11 novembre, dalle 17.30 alle 19, gli autori con cui prenderete il caffè nella biblioteca di via Sei Martiri a Villaricca (Na), saremo Granata e io. Parleremo del libro – intervista “Io, Cirillo e Cutolo” (edito da Cento Autori) e della trattativa – di cui si racconta – per liberare l’ex assessore regionale sequestrato dalle Brigate rosse nel 1981. Come ricorderete, l’ex sindaco di Giugliano, Giuliano Granata, andò in carcere dal capo della Nco per chiedere di intervenire per la sua liberazione. Lucio Michetti leggerà alcune pagine del libro, mentre il maestro Lello Cardone lo accompagnerà con la sua magnifica chitarra. Le altre voci saranno di Emanuela Cimmino, Maria Grazia Viscuso e Salvatore Salatiello.
Iniziativa di Illimitarte e Cittadinanzattiva Napoli nord e Assessorato comunale alla cultura.
Tag: brigate rosse, cento autori, ciro cirillo, illimitarte, io cirillo e cutolo, raffaele cardone, raffaele cutolo
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Venerdì 6 Novembre 2009 di rosario cefalo
I dati trasmessi dal Ministero dell’Ambiente sulla presenza di diossina, cadmio, mercurio e piombo non scoraggiano i pescatori che continuano a posizionare le canne fisse sulla balaustra che protegge gli argini di Lago patria, sul litorale di Giugliano. Armati di galleggianti, piombini ed esche di pane, si attrezzano per portare a casa cefali, anguille, spigole e orate a pochi passi dallo Stadio dei remi, ormai fatiscente. Sulla superficie del lago salmastro le bandierine rosse delimitano il campo di regata, dove una volta si allenavano i fratelli Abbagnale (ora resistono i baby campioni delle scuole napoletane) ai bordi si accumulano le immondizie. Basterebbe solo il colpo d’occhio a scoraggiare la pesca. E, invece, dei papà coi bimbi al seguito e numerosi anziani non se ne preoccupano. Lanciano l’esca e tirano su le orate colorate, con venature che vanno dal blu cobalto al verde smeraldo, che fanno la gioia dei piccoli. Magari sono davvero buoni, chissà. “Il lago sfocia a mare, c’è un continuo ricambio di acqua – dice prontamente un signore con gli occhiali – Anche gli scarichi fognari vengono dispersi”. “E se anche fosse inquinato il lago, mica lo è per forza anche il pesce”, aggiunge un altro signore con la giacca a vento. Io non rischierei, ma evidentemente loro si affidano alla protezione della statua della madonna, situata al centro del lago sulla cui sponda Scipione l’Africano fondò Liternum nel 194 a.C.
Tag: cadmio, diossina, giugliano in campania, inquinamento lago, lago patria, mercurio, piombo
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Mercoledì 28 Ottobre 2009 di rosario cefalo
Tiene la faccia del figlio di mammà e occhi sempre sorridenti. Apre il suo bar a metà pomeriggio e dà calore fino a notte fonda ai ragazzi del quartiere, in attesa della roba buona sotto i porticati dei palazzi decadenti di Scampia. Sentinelle, acquirenti, fornitori. Lui non la vende, è un bravo guaglione con famiglia. A lui quella roba là ci fa schifo assai. Lui campa vendendo un caffè caldo, una cocacola o qualche altra bibita corroborante. Fa il barista, come ce ne sono tanti. Le bibite sue se le comprano i guagliuni di mezzo la strada prima di darsi allo sballo, di farsi un viaggio. Da lui vanno spesso i mariuoli dei drogati, quelli maledetti e particolarmente fuori di testa che si fanno di cobret, rimanenza di eroina e altra roba sintetica messa a squagliare sopra un foglio di alluminio appoggiato su un calderone. E tra una bibita e un’altra, il barista vende anche la carta stagnola. Cinquanta centesimi a strappo, un vero affare. Tiene la faccia del figlio di mammà e occhi sempre sorridenti. Lui con la droga non tiene niente a che fare. I cugini, gli amici d’ infanzia ci sono morti dentro e per colpa. Sparati, con una siringa nel braccio, oppure pazzi. Lui da Scampia non se ne vuole andare e, così, ha trovato il suo modo per viverci dentro senza finirci stecchito.
Tag: carta stagnola, cobret, droga, scampia
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Domenica 25 Ottobre 2009 di rosario cefalo
Ci eravamo chiesti con preoccupazione quanto avrebbe influito lo scandalo che ha coinvolto Piero Marrazzo sulle primarie del Pd. Il dibattito è stato intenso…ci siamo sentiti indifendibili davanti al centrodestra e pure nei confronti degli indecisi. Temevamo una scarsa partecipazione ai seggi per protesta e ritorsione da parte di quella parte del partito non troppo affezionata e magari un po’ bigotta. Stamattina c’erano i berlusconiani sorridenti in giro (“noi con le escort sì, ma voi con i trans però”) ed è stato difficile porre seriamente la questione morale del partito e lo spirito democratico delle primarie come argomento principe contro il malaffare in generale… Io aspetto il riscatto: spero che venga resa nota la lista dei clienti affezionati della casa squillo per trans scoperta all’interno di un palazzo nobiliare di viale Gramsci, a Napoli. Magari riabilitiamo anche le debolezze private di Marrazzo, chissà…Intanto, per il Pd alla luce dei risultati di oggi – alle17.30 avevano votato già più di due milioni di italiani- possiamo dire che lo scandalo non ha fatto danni. Quello che, invece, noto è che nella domenica pomeriggio del nono turno di serie A le due formazioni capitoline perdono clamorosamente. Il risultato più clamoroso è quello della Roma, che sfiora il vantaggio in più occasioni ma non riesce a sfondare e, anzi, su una delle rare avanzate del Livorno va negli spogliatoi in svantaggio per effetto del gol segnato da Tavano al 40′. Male anche la Lazio, che a Bari è costretta a inseguire i padroni di casa, avanti di una rete con Barreto all’11′, che mette a segno la sua seconda rete stagionale scattando sul filo del fuorigioco.
Insomma lo scandalo dei trans romani affossa le partite (il Napoli vince ancora, tiè). Il Partito no.
Tag: calcio, casa squillo trans viale gramsci napoli, elezioni, lazio, piero marrazzo, primarie pd, roma, transessuali, voto
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Martedì 20 Ottobre 2009 di rosario cefalo
L’Antica Domitiana correva di fronte al mare dove adesso ci sono le villette bifamiliari o i parchi residenziali, che si affacciano sul blu inquinato oppure sul lago Patria, sul litorale di Giugliano in Campania. Una colata di cemento ha cancellato le tracce del passato e ora i resti della strada lastricata di basoli sono diventati rari: il percorso originario si è perso sotto le fondamenta di centinaia di condomini, ristoranti, bar e alberghi a ore. Con licenza e non. Il tratto più lungo, invece, è emerso grazie alla campagna di scavi effettuata dalla Soprintendenza all’interno di quello che, secondo un ambizioso progetto comunale finanziato dalla Regione, dovrebbe diventare il “Parco archeologico di Liternum” intorno ai resti della città fondata da Scipione l’Africano nel 192 a.C. Ma adesso, col terzo lotto di interventi ancora fermo, è diventato un giardino pieno di erbacce in cui pascolano liberamente le caprette allevate dagli abusivi che non hanno ancora sgomberato le case da abbattere. Si torna a registrare il degrado e la devastazione del litorale dopo il sequestro dell’ennesimo parco residenziale- L’Obelisco in via Ripuaria- e con 38 indagati (tra politici e professionisti) su una storiaccia di concessioni edilizie secondo la Procura di Napoli rilasciate illegittimamente. E così, di abuso in abuso (ambientale, edilizio e di potere…) si costruisce Giugliano.
http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/sfoglia.php?pbk=1&Date=20091020&Edition=CIRC_NORD&Section=NAZIONALE&Number=26&vis=G
http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/sfoglia.php?pbk=1&Date=20091020&Edition=CIRC_NORD&Section=NAZIONALE&Number=27&vis=G
Tag: antica domitiana, case abusive, giugliano in campania, parco obelisco, procura di napoli, puff village, varcaturo
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Martedì 13 Ottobre 2009 di rosario cefalo
Vincenzo e Nunzia vivono in un’oasi verde a Qualiano. Ti accolgono con calore nella loro abitazione, che è un angolo di paradiso, e puoi subito capire che solo una clamorosa ingiustizia e non certo l’imperizia può aver rovinato il lavoro di una vita. Sei anni fa Vincenzo, che per primo ha introdotto la coltivazione di kiwi in Campania, ha visto le sue piantine sofferenti e ha deciso di attivare il pozzo artesiano del suo terreno, a poca distanza da Tre Ponti di Giugliano, dove si concentrano numerosi impianti di smaltimento dei rifiuti. Una fiammata e poi un botto, e nel giro di una settimana sono morte 600 piante, con le radici lessate dal forte calore sprigionato dal gas presente nel sottosuolo. La coppia è stata coraggiosa: ha subito avviato una battaglia legale, pur sapendo che sarebbe stata difficile dimostrare la responsabilità della cattiva gestione di una cava per la Fos. Ma qualche giorno fa, dopo aver investito già quindicimila euro per altre perizie, ha deciso di rinunciare al processo. Andare avanti avrebbe richiesto un investimento di 40 mila euro per dimostrare, attraverso indagini geologiche e chimiche, la relazione “causa-effetto” dei danni (essicazione per colpa del gas sprigionato dai rifiuti). Senza l’aiuto delle associazioni di categoria, i coniugi si sono sentiti disperatamente soli.
Non c’è giustizia in questa terra di veleni
http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/sfoglia.php?pbk=1&Date=20091013&Edition=CIRC_NORD&Section=NAZIONALE&Number=38&vis=G
Tag: giugliano in campania, piantagione kiwi, terreni inquinati, veleni in campania
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Domenica 11 Ottobre 2009 di rosario cefalo
A me che porto pazienza, a me che non ne ho. A me che dico sì, a me che me ne pento subito. A me che penso che Walter Veltroni abbia detto un sacco di cose belle stasera da Fabio Fazio sul “Noi” e sulla necessità di non guardare al diverso come a un nemico per evitare che, venendo meno la solidarietà sociale, si metta definitivamente a rischio anche la sicurezza. A me che mi diverto con la parodia di Di Pietro proposta da Corrado Guzzanti (al palapartenope il 16) , a me che mi faccio prendere, davanti alla stessa scena, anche dalla tristezza. A me che detesto la violenza e tento di non precipitare nello sconforto davanti alle notizie di cronaca di questi giorni. Urbana, gratuita, inaudita. Anziane violentate e massacrate al nord (mentre il papa dice che sono sempre di più gli anziani poveri e soli), un’altra coppia gay aggredita a Roma, una giovane donna rimasta uccisa nel corso di una lite scoppiata in una riunione di condominio a Napoli. Ma anche a me che penso ai dati diffusi oggi sulle morti bianche: settemila morti in cinque anni. Decisamente troppe, direi. A me che non capisco dove stiamo andando e se è davvero segnata la fine di questa era scombinata- in cui un premier possa prendersela coi media e coi giudici senza mettere mai in discussione il suo operato – come ci vogliono far credere dal congresso del Pd. A me che vorrei certo un nobel per la pace, ma che agogno ad avere almeno un po’ di pace. Please.
Tag: congresso pd, coppia gay, corrado guzzanti, donna uccisa lite condominio, fabio fazio, nobel pace, noi, palapartenope, papa, veltroni
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Lunedì 5 Ottobre 2009 di rosario cefalo
Non puoi manco accennare ad una cosa che non piace al tuo interlocutore che subito ti risponde che fai schifo. Come se voler affrontare l’argomento fosse un reato, un patema troppo forte da imporre all’altro, come se far finta di nulla fosse salutare o addirittura l’unico momento di verità. Arrivederci, basta, hai rotto. Il risultato? Nessun contraddittorio. Quello che pensi tu non importa a nessuno, anzi nessuno deve saperlo. Tapparsi le orecchie e sottrarsi al confronto è sempre un errore. Nascondersi dietro la querelle, alzare i toni per spegnere le ragioni è solo una strategia. Non fa onore a nessuno, specie ad un ministro in tv.
http://www.ilmattino.it/video.php?id=3029
Tag: bruno vespa, carfagna, gelmini, la russa, oddifreddi, porta a porta
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Giovedì 24 Settembre 2009 di rosario cefalo
Mentre l’Onu approva una risoluzione sul disarmo nucleare e Obama annuncia che il nostro sarà un mondo senza armi, in Afghanistan vengono feriti altri due parà; mentre nell’universo Terra terra per farsi la guerra la gente pensa bene di ricorrere alle mani. Due cazzotti e uno spintone, insomma, e il gioco è fatto. Cronaca di queste ore. Succede nell’ufficio fotocopie del Comune di Pozzuoli, dove una collega (che conosco ) dell’ufficio stampa del sindaco di centrodestra – a leggere una breve pubblicata sulle pagine de il mattino di oggi- ha mandato in ospedale il segretariocittadino di IdV, all’opposizione. Mi schiero senza pensarci troppo su, dalla parte di lei (bieco corporativismo, professionale e femminile) e penso sghignazzando al poveretto malcapitato che, nonostante le botte e la posizione politica (so di che partito è, ma non lo conosco) non mi fa troppa simpatia. La prossima volta starà attento: mai far incaxxare una donna, specie se fa la giornalista. La frustazione di questo lavoro allena alla lotta, anche fisica. Una maxirissa, invece, sarebbe scoppiata nel pronto soccorso del Cardarelli, rispettabile nosocomio napoletano. Un ragazzo di 17 anni ha spaccato tutto perchè si seccava di aspettare civilmente il proprio turno. Bisognerebbe migliorare i servizi sanitari e accorciare i tempi di attesa anzichè tagliare le spese….Ci sono anche casi in cui una lite finisce in tragedia. E sempre a Napoli succede che un uomo si armi di un coltello e colpisca a morte un’anziana over70, nella fattispecie la nonna della propria compagna, colpevole si essersi intromessa in una lite. Ahiaiaihi. Errore gravissimo: tra moglie e marito, non mettere dito… Tutto questo giro di episodi di violenza a sostegno della mia tesi sul disarmo possibile. Evviva Obama.
Tag: Afghanistan, comune pozzuoli, maxirissa cardarelli, nucleare, obama, Onu
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