Shakespeare ai tempi di Gomorra

IMG_6959Avrebbe dovuto ingelosirsi del bacio lanciato da Desdemona a Toni Servillo (tra il pubblico) piuttosto che inalberarsi per l’amicizia della sua amata col damerino Cassio. Il boss Otello, che si presenta sull’altare strizzando l’occhio alla fiction tv Gomorra, parla proprio come un ex scugnizzo che ha fatto carriera. Ma l’apparente scorza di forza e spavalderia si aprono in uno squarcio di dolorosa debolezza a causa del suo amore per la bella e dolce Desdemona (Martina Galletta). Ed è facile per il bravissimo Jago (Adriano Pantaleo) aprirsi un varco per far esplodere la gelosia del Moro e convincere Otello (Francesco Di Leva) della cattiva fede della sua sposa. E come in Gomorra non sono mancate le scene forti, anche di sesso, le battute violente, la narrazione della donna succube e inferiore. Certo la storia del fazzoletto rosso è nota, ma colpisce la reinterpretazione che è stata messa in scena sul palco del Bellini, allungato per Glob(e)al Shakespeare (progetto firmato per il Napoli Teatro Festival da Gabriele Russo) per riprendere gli spazi del teatro elisabettiano con la sua forma a pianta circolare.  Spazi utilizzati, poi, anche per un sotto-sopra scenico davvero interessante. Il pubblico ha applaudito a lungo. Anche Toni Servillo.

Mostri proprio questi posteggiatori del Frankenstein al Napoli Teatro Festival Italia

Ammmostr’, bravi proprio 🙂
La creazione dei mostri (operai perfetti: senza diritti da rivendicare) da alienare in la compagnia sciarappa al napoli teatro festival italia con frankestein 'o mostro - 4-5 giugno a morigerati salerno --1una fabbrica che produce bibite gassate non è una scienza esatta. L’esperimento può sfuggire di mano. Colpi di scena e gran divertimento allo spettacolo Frankenstein ‘o mostro al Piccolo Bellini (Napoli teatro festival Italia, 5 luglio 2016). Mi sono divertita molto a contare gli incastri (tempi, musiche, battute), i riferimenti alla precarietà del nostro tempo (lavoro) e all’amore che può anche fuggire via (Belle sorprese anche le magnifiche  “Indifferentemente” e “Canzone appassiunata”) . Bravi proprio gli attori e musicisti in scena. Regista e paroliera Sara Notar Bartolo che ha colorato le atmosfere terrificanti del romanzo di Mary Shelley pescando con sapienza nella posteggia (anche nella sceneggiata?) napoletana con la formazione dei Posteggiatori Tristi (Pietro Botte, Davide d’Alò) scoperti e adorati forse dieci anni a un festival di artisti di strada nell’avellinese; e una coppia di attori pazzi come Rosario Giglio e Valentina Curatoli; e poi Roberto Caccavale, Annelaure Carette (la donna meccanica), Emanuele Esposito, Ivan Virgulto.