Il sogno infranto della casa (abusiva) nel verde

A quanto pare il capitolo “Mattone selvaggio” non è un retaggio (e fa pure rima) degli anni Ottanta e Novanta, quando inondare di cemento del campagne del Giuglianese sembrava possibile a chi aveva necessità di costruirsi una casetta per sé ma anche agli speculatori edilizi che hanno fatto affari devastando il territorio, impoverendolo.
Inseguendo il sogno della casa nel verde, sul litorale di Giugliano sono arrivate migliaia di nuovi cittadini che, poi, si sono ritrovati a combattere con la carenza di servizi e di infrastrutture. Un investimento spesso a perdere anche dal punto di vista economico. Specie per quelli che incautamente hanno investito in immobili che poi si sono rivelati essere stati realizzati nell’ambito di lottizzazioni abusive. Insomma, un disastro. I vari condoni hanno messo a posto un poco le cose e sembrava che dallo scandalo delle mazzette del 2008 (con l’arresto di 23 vigili) a oggi si potesse dire definitivamente archiviata almeno la faccenda degli abusi edilizi. E soprattuto che dopo dall’esperienza dello scioglimento per camorra, Giugliano avesse imparato qualcosa. Ingenui. Sul litorale si costruisce ancora. E i dati di Legambiente raccontano che non si fa solo a Giugliano.

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