Il caso Cirillo. Se l’ex latitante Scotti ora parlasse…

copertina02Si nascondeva a Recife Pasquale o ‘colier. E c’è chi ritiene la sua latitanza come necessaria, finora. Scotti custodirebbe troppi segreti e molti riguarderebbero quella maledetta trattativa che portò alla liberazione di Ciro Cirillo, l’assessore regionale Dc rapito dalle Br nel 1981 e liberato grazie all’intercessione di Cutolo. Scotti saprebbe molto di quel passato di rapporti con pezzi dello stato e con agenti dei servizi segreti. Era ricercato dal 1984. Scappò dall’ospedale di Caserta dove era ricoverato dopo l’inizio della sua collaborazione, fittizia ed evidentemente finalizzata alla fuga. Secondo i magistrati, Scotti era un killer spietato al servizio di Raffaele Cutolo definendolo un uomo “capace con le armi, ma è anche una mente raffinata”. Forse lui potrebbe chiarire meglio i rapporti tra pezzi dello Stato, camorra e Br, che nell’occasione del sequestro Cirillo entrarono in contatto. Mi piacerebbe fare due chiacchiere con lui per arricchire le pagine del mio testo “Io, Cirillo e Cutolo”(frutto dell’intervista a Giuliano Granata, braccio destro di Cirillo, ed ex sindaco di Giugliano) deceduto due anni fa) che si recò (mai da solo) in carcere da Cutolo ad Ascoli Piceno per chiedere al professore vesuviano di perorarne la causa presso i brigasti in carcere.

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