La Reggia di Carditello risplenderà grazie a 130 associazioni. Il miracolo della rete…

IMG_2120È la rete, bellezza. Scomodo una delle battute cinematografiche più note di tutti i tempi «È la stampa, bellezza! E tu non puoi farci niente! Niente!» (la dice uno straordinario Ed Hutcheson-Humphrey Bogart alla fine del film di Richard Brooks L’ultima minaccia, 1952) per raccontarvi di un miracolo che si compie in provincia di Caserta. Si tratta sempre della stessa terra dei fuochi di Giugliano, eh. Eppure là pare che si possa sognare, ma anche vedere poi realizzato il proprio progetto dopo averlo seguito amorevolmente, passo dopo passo, con tenacia e determinazione. È il miracolo che si compie nei paesi civili in cui vorremmo vivere noi che, invece, siamo abituati alla monnezza, e che si compie a pochi km da noi. In pratica, la reggia di Carditello rinasce grazie ad un cartello di 130 associazioni “Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni”, appunto. Così i miracoli, in effetti, sarebbero due. Il primo è la nascita della rete. E, poi, il secondo è l’avvio dei lavori. Ora quanti punti varrebbero entrambi per Troisi sarebbe curioso saperlo, come sarebbe interessante conoscere il metodo che ha portato tante associazioni a fare rete. Chi lavora sui territori sa bene quanto possa essere difficile lavorare in sinergia. Ma che succede, in pratica? Grazie ad una grande operazione di coscienza culturale (che a Giugliano purtroppo non si riesce a fare), ogni associazione ha abbandonato la propria sigla, senza arroccarsi su posizioni ottuse, e tutte assieme hanno puntato dritto all’obiettivo: riportare all’antico splendore il palazzo che ora si può ammirare solo dall’esterno perché – udite udite – dopo anni di abbandono e di battaglie è diventato finalmente un cantiere aperto. “I primi lavori sono stati finanziati con un fondo di 3 milioni di euro, in attesa di una seconda erogazione di altri 10 milioni”, racconta Raffaele Zito, uno dei membri del cartello di associazioni. Nel giro di pochi giorni ci sono arrivati per un blitz a sorpresa il ministro Franceschini (che ha promesso che si farà una fondazione con i cittadini per la gestione) e venerdì scorso, proprio mentre un gruppo di studenti americani (assieme al loro prof Alberto Corbino) era in zona alla scoperta delle bellezze e dei sapori del territorio, è arrivata per un sopralluogo anche Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni culturali. Cosa chiedono le associazioni? Che il sito reale resti sempre aperto, con ingresso gratuito, e che gli esterni vengano attrezzati come giardino pubblico. Per gli spazi al chiuso, invece, si punta a inaugurare un museo delle civiltà locali e un luogo di ricerca per celebrare la mozzarella di bufala, che pare sia nata proprio qua. Così la battaglia per Carditello diventa un esempio per molte comunità.

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