Inceneritore. Si farà. Sì. No. Boh. Dipende.

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Tamburo batte un colpo. Due, tre, quattro… Per quasi un’ora. Mentre 11 ragazze sono immobili, con le sopracciglia disegnate di nero e un bambolotto in braccio. Facce pallide, preoccupate. Alle loro spalle uno striscione che ne racconta la ragione. “Gli inceneritori sono inutili e altamente tossici, i bambini pagano il prezzo più alto”, si legge. Una performance che inquieta i passanti nel piazzale Berlinguer, a Napoli, che guardano incuriositi e leggono con attenzione i dati sui danni dell’incenerimento dei rifiuti. I volantini “Non bruciamoci la vita” servono a sensibilizzare i residenti e far passare il messaggio che i comitati sono contro la realizzazione dell’inceneritore. Non lo vogliono né a Giugliano, né altrove. La manifestazione si svolge mentre sono in corso le primarie regionali del Pd (che poi hanno dato ragione a De Luca su Cozzolino) e il tema ormai è caldissimo in campagna elettorale. Le giovani madri non si scompongono neanche quando davanti a loro si incrociano due bande di battenti. Che la protesta sia finita sotto la protezione della Madonna dell’Arco? Mah. Ma l’impianto si farà o no? Intanto, il TAR ha rigettato il ricorso del Comune di Giugliano; in Regione il commissario straordinario Carotenuto accelera sull’iter per completare il percorso avviato lo scorso dicembre con l’apertura delle buste. La gara si svolge attraverso l’istituto del dialogo competitivo. Ora si sta per concludere la fase in cui si deve scegliere la tecnologia da utilizzare. Al momento si discute tra incenerimento tradizionale e torcia al plasma. Una volta selezionata la modalità di smaltimento delle eco balle di Taverna del re, l’iter prevede che le due società in gara presentino ognuna il proprio progetto con la relativa proposta economica. La loro valutazione è propedeutica all’assegnazione del bando, che è di 312 milioni di euro. Nel frattempo, l’Italia rischia le infrazioni Ue proprio per gli intoppi al ciclo dei rifiuti nonostante il traguardo del 50 per cento di raccolta differenziata.  E l’apertura dei cantieri, quindi? Non sembra troppo vicina e, in ogni caso, così come annunciano in rete i comitati, rischia seriamente di essere boicottata.

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