Il dolore delle donne raccontato da Serena Dandini

Non solo occhi neri, ma anche vangate in testa, inganni e maltrattamenti continui, sudditanza economica e psicologica. Donne considerate oggetti di proprietà. Se dicono no, finiscono perseguitate, infangate, additate come poco di buono. Resistono per paura, non scappano perchè sono annientate, non denunciano perchè sanno di correre rischi. Se dicono no finiscono a pezzi in un bagagliaio, sotterrate in giardino, in ospedale con le ossa rotte, bruciate come streghe. “Ferite a morte”, in pratica, come recita il titolo del reading. Non sono storie di fantasia, ma narrazioni drammaticamente ispirate ai fatti di cronaca. Lette come se fossero direttamente le stesse vittime del femminicidio a raccontare l’orrore di cui sono state vittime. È l’idea forte e suggestiva del progetto di sensibilizzazione che Serena Dandini ha presentato nel cortile di palazzo reale a Napoli il 6 giugno 2014, nell’ambito della rassegna la Repubblica delle idee. Si sono alternate sul palco Anna Bonaiuto, Iaia Forte, Teresa De Sio, Valeria Parrella, Orsetta de’ Rossi e tante altre donne. Testimoni di un dramma che fa ancora sorridere. Che sarà mai un occhio nero, dopotutto, no?

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