Carbonizzati vivi nella terra dei fuochi

Vanno a fuoco gli scarti dei rifiuti da occultare e i nemici giurati da far sparire. Diventano polvere, diossina e orrore nero fuliggine. È già successo cinque volte, ma resta difficile leggere con chiarezza che cosa succede nella geografia del potere criminale nel napoletano. I morti non si concentrano in un’area circoscritta e si pensa che la pista, tanto per farla breve, sia la lotta (tra clan, all’interno dello stesso clan o tra alleati?) per il controllo del mercato della droga. Gli agguati di camorra come quelli degli ultimi trent’anni hanno fatto il loro tempo. Anche il cinema non sapeva più raccontarli senza essere ripetitivo. C’è in corso una rivoluzione culturale e di metodo, attivata da una nuova generazione che combatte una guerra del fuoco, che non è più solo simbolica. Si fa spazio facendo bruciare il vecchio, si autorganizza attingendo le armi tra quelle che ha a disposizione e che in questi ultimi anni hanno dimostrato grande efficacia nel far sparire gli scarti.

Chi viene condannato a morte, dunque, è monnezza. E nella terra dei fuochi, evidentemente solo questa fine può fare.

http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/casandrino-cadavere-auto-fiamme-camorra-faida/notizie/554090.shtml

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