Crolli e misfatti sul lungomare. Sbiadita la cartolina della bella Napoli Aspettando la Coppa America

 Stamattina sono capitata in vespa a piazza Vittoria e via Partenope col traffico mi ha scioccato. Mi sono data un pizzicotto per quanto ero allucinata. Poi, ho chiesto a una coppia di vigili il motivo della “violazione” alla santa ZTL e mi hanno risposto che la circolazione era stata deviata  a causa del crollo di un palazzo alla riviera di Chiaia. Che allucinazione. Sono andata sul posto, ovviamente, in piazza della Repubblica, a pochi passi dal cantiere della metro. E ho visto uno dei più bei palazzi di Napoli con una ferita nel bellissimo bugnato grigio. Una parte della facciata imponente era crollata in terra poche ore prima e alle pareti degli appartamenti si vedevano i quadri appesi. Mi è sembrato di intrufolarmi in casa di qualcuno, violandone l’intimità. Dietro le ringhiere della villa comunale c’erano tante persone. Ho sentito dire “non si trovano una vigilessa e il portiere”, “all’ultimo piano c’è una piscina”, “ci sono altri palazzi pericolanti”, “ci sono infiltrazioni d’acqua sotterranee”, “i palazzi tremano tutti a lungo a causa dei lavori della metro”, “de laurentiis è un mappino” (ma questo aveva a che fare col calcio). Per fortuna, non ci sono stati morti, nè feriti. Ma la cosa inquietante è che i mezzi pesanti continuavano a lavorare producendo un sinistro cingolio. Terribile. A 30 metri dal palazzo crollato, ce n’è un altro i cui fregi esterni non sono in linea e, almeno all’occhio non esperto, sembrerebbe evidente che qualcosa non va…Ma com’è che nessuno ha fermato i lavori in via cautelativa? Come si fa a decidere in poche ore che non c’è pericolo? Napoli fa un passo avanti e mille indietro, da sempre. Manco il tempo di abituarci all’idea di essere “liberati” dal traffico che siamo ritornati con le auto sul lungomare e con un’altra tragedia da gestire. Tutto questo mentre ci dovremmo preparare ad accogliere il ritorno della Coppa America. Siamo veramente degli sfigati o non sappiamo produrre niente di buono e duraturo? Doverosa la citazione del Pino Daniele che piace a quelli della mia generazione: “Se ne careno ‘e palazzi e a nuje c’abbrucia ‘o mazzo”.

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