Morire a Giugliano? Solo roba per ricchi

Chi morisse oggi, resterebbe senza posto. Mentre non avrebbe problemi, invece, un defunto già in possesso di una cappella gentilizia, con relativa fossa – ovviamente privata – per l’inumazione. Così l’insegnamento de “‘A livella” di Totò si perde nella notte dei tempi. Intanto, ieri sono stati riempiti gli ultimi due spazi comunali, realizzati scavando con i martelli pneumatici a ridosso delle aiuole, e da oggi scatta l’emergenza spazio per i cari estinti. Per scongiurarla, a nulla sono valse le misure emergenziali, come l’ordinanza che ha consentito al Comune di liberare 50 fosse, tra quelle ancora occupate dal 1989 al 2002. Quelle del Comune, per un totale di 1.074 sono tutte occupate. E diventa facile farsi due conti. A Giugliano, con una media di 1,5 morti al giorno, e una popolazione di quasi 140 mila residenti, e tenendo conto che la legge impone esumazioni decennali, sarebbe necessario un nuovo campo di inumazione con 4 mila fosse. Si tampona, intanto, con 500 nuove ma i tempi restano lunghi: occorrono due mesi per realizzarle, a partire dall’avvio del cantiere, previsto il 5 novembre subito dopo le commemorazioni dei morti per non creare disagio ai visitatori. Ma fino ad allora per noi poveri maronni sarà un problema morire. I più ottimisti la prendono come buonaugurio.

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