Basta viaggi della speranza per un figlio, il diritto alla famiglia tutelato anche qua

“Andare a votare sì al referendum è un dovere”. “Manco per fare il quarto piano, io non ci vado proprio..”, è la sua risposta. “Nonno, e se volessi un bambino e fossi costretta ad andare all’estero per averlo, i soldi me li daresti tu?”. Esempio di tecniche di persuasione familiare. Era il 2005. Alle urne, poi, ci è andato, ma il suo voto non è servito, vinsero gli astensionisti e restò in vigore una legge assurda voluta dal centrodestra bigotto e ignorante che per fortuna ora viene bocciata anche a Strasburgo. Già in passato, infatti, alcune sentenze di tribunali italiani e della consulta avevano sollevato il caso di “incoerenza” con la legge 194 sull’aborto. Strasburgo, nel caso dei coniugi che hanno presentato ricorso, sostiene che “l’Italia ha violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare” della coppia che si era vista proibire l’accesso alla fecondazione in vitro e alla diagnosi preimpianto degli embrioni.

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