La parola chiave che piace anche alla camorra: dismissione

Sotto l’ombrellone, saltano agli occhi i titoli dei giornali. E succede anche allenando la mente con l’enigmistica. Undici lettere. Salda il debito, favorisce la camorra e le mafie in generale. Facile, no? E allora: “Vendo Giugliano, chi la vuol comprare?”. Parafrasando Bennato, che cantava con amarezza della svendita di Bagnoli, per ricordare che ora “dismissione” è diventata la parola chiave di questo momento storico, e la procedura la invoca continuamente anche il premier Monti come antidoto alla crisi economica. Dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, questa la soluzione. Terreni agricoli che potrebbero diventare edificabili col nuovo Puc (ex Prg), antiche masserie che sognano di trasformarsi in agriturismi, palazzi interi che potrebbero ospitare uffici pubblici. Un nuovo business – dopo la speculazione edilizia e l’emergenza rifiuti (leggi discariche illegali e impianti di smaltimento autorizzati)- non male per chi ha un bel po’ di contanti a disposizione e la possibilità di conoscere anzitempo quali sono i beni immobili a cui dare la caccia. Sul sito del demanio a Giugliano ce ne sono solo tre (due masserie e un terreno militare), ma pare che la lista sia decisamente più lunga… .

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