Scempionslìg, la vittoria riscatta Napoli da un destino di monnezza

“Sei anni fa eravamo in serie C, praticamente falliti,  sottoterra, morti. Ora siamo in Europa e vinciamo contro gli sceicchi, alla faccia di chi non ci credeva e di chi si faceva la risatina dandoci per spacciati già ai gironi. Così la finiscono di chiamarci monnezzari, a noi che facciamo pure la raccolta differenziata. E mica è colpa nostra che a Napoli ci sta la camorra? Non lo sanno manco loro che cos’è la camorra, quelli là”,  mi spacca i timpani Francesco. Quelli là sarebbero i tifosi delle squadre del nord, che continuano a definirci mariuoli, camorristi, zozzoni. Così, di default. Certo, mica è colpa nostra e mo’ – e volevo pure vedere il contrario- scatta il nostro orgoglio, il desiderio di rivalsa che trova soddisfazione col sogno dei quarti che potrebbe anche realizzarsi.Con Maradona ci siamo sentiti invincibili, ora torniamo ad esserlo. Almeno per 90 minuti, minimo un paio di volte a settimana. Ho visto la partita Napoli- Chelsea (3 a 1) in un pub. Per curiosità, per verificare quanto è vero che il gioco del calcio alimenti la speranza sociale. L’esperienza di Francesco mi dice già di sì. Intanto, ieri sera nel locale mi sono divertita a guardare la faccenda con un occhio meno sociologico. Accanto al nostro tavolo c’era una coppia di ragazzi. Lei lo fissava adorante, al tamarro; lui non se la filava proprio: occhi fissi sullo schermo e faccia da ebete che tuffa il naso nella birra, così di tanto in tanto. E a ogni errore di Campagnaro (una capata in bocca gliel’avrei data anche io, veramente) urlava come uno scimmione. E sembrava uno scimmione anche tra il primo e il secondo tempo, a pallone fermo. Assumevano sembianze troglodite solo durante la partita gli altri spettatori, compresi i miei amici, invece.  Sono rimasta basita.Paolo ha avuto uno scatto improvviso e ha dato un cazzotto sul tavolo quando ci siamo mangiati un gol. Armando teneva l’arteteca e ogni tanto si sfilava gli occhiali, manco dovesse fare a botte con i tifosi dell’altra squadra da un momento all’altro, e si è rilassato solo quando hanno fischiato la fine del match sentenziando: “Grande partita, ci mancava solo il quarto gol”. E poi, scherzi a parte, che dire… A ogni gol: urla da vincita al superenalotto, baci, abbracci. A ogni errore: smadonnamenti e insulti. Assia e io stavamo là, curiose, confuse (ma dovevano fare un referendum per il fuorigioco non per abrogare il porcellum) e incredule (ma com’è che i gol loro in casa valgono il doppio dei nostri??).  È stato divertente. Vincere, ovviamente, ma anche sentirsi parte di un tutto. Se fossimo altrettanto bravi da scendere in piazza, anziché a fare solo il tifo…evabbè, domani almeno sperimenterò i benefici di questa fratellanza: in giro non vedrò facce lunghe e ci sarà pure il sole. La vittoria, si sa, è sempre consolatoria.

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6 Pensieri su &Idquo;Scempionslìg, la vittoria riscatta Napoli da un destino di monnezza

  1. giusto, tonia! e, stamattina, che pena girare in auto e vedere che questo vento lancia in aria mulinelli di monnezza, brandelli di sacchetti di rifiuti, pezzi di storia malsana… che pena per una città, per noi gente comune, continuare a potere credere in un riscatto che dura giusto il tempo di una partita… viva napoli, viva il napoli, ma ti viene davvero il dubbio che, alla fine, è come se dicessimo sempre e solo “sopravviva”… si può essere così contrariati, nonostante il 3-1?

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  2. è così da più di duemila anni …
    godiamoceli allora questi 90 minuti di illusione;
    potrebbero esserci utli per rinfrancarci prima di scendere in piazza la prossima volta.
    ooh, la prossima ce la vediamo insieme…
    😉

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  3. @gennaropiccolo, hai ragione, i mulinelli per aria ci fanno incaxxare perchè sembrano metafora di quelle battaglie che portiamo avanti da anni: protesta, protesta, ma la monnezza sempre qua arriva!.
    @ gennaro 2: visto che andiamo assieme ai cortei antidiscarica, una partita gioiosa ce la possiamo pure permettere, va 🙂

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