Case e sangue, Giugliano terreno di scontro tra bande

Case e sangue. Chi vive questo territorio è abituato alle rapine in banca, più o meno spettacolari, ma non può restare indifferente agli omicidi. Non solo perché fanno comunque e sempre venire i brividi, ma perchè riportano alla mente tragici ricordi. Quelli degli anni Ottanta, che a Giugliano sono legati al terrore di uscire di casa, alla morte di vittime innocenti e all’arrivo di tonnellate di rifiuti tossici e colate di cemento. Sono gli anni in cui un politico locale si recava in carcere per chiedere a Cutolo di intercedere presso le Br per ottenere la liberazione dell’allora assessore regionale Ciro Cirillo, Dc, destinato a gestire i fondi per la ricostruzione del dopo terremoto. Fu quello il primo punto di contatto tra camorra e politica e, poi, con l’imprenditoria edile. Oggi come allora, in città si trema perché oggi come allora, Giugliano sembra diventato il teatro di scontro tra bande rivali. Difficile credere che sia un caso. Se all’epoca si ponevano le basi della speculazione edilizia che ha trasformato Giugliano in un paesone di 140 mila abitanti, costringendo il territorio ad abbandonare la vocazione agricola in nome di quella che sarebbe diventata poi l’emergenza rifiuti regionale, oggi non si può non registrare che in quest’area devastata dalle discariche, il business resta ancora quello delle costruzioni. Di impianti di smaltimento della monnezza, di parchi commerciali, di condomini di lusso, di infrastrutture. I terreni improduttivi, lo dicono le inchieste, fanno gola alla camorra. Fa riflettere un’altra coincidenza. Questi omicidi arrivano nel momento in cui si paga il conto del sacco edilizio degli anni passati e anche dello smaltimento illecito dei rifiuti. Inchieste, arresti e sequestri di beni, demolizioni. Le bande di Scampia si scontrano a Giugliano. Le nuove leve contro i vecchi boss all’interno degli Scissionisti. Oppure i Di Lauro a caccia di riscatto. Prematuro stabilirlo ora, a Giugliano si rintraccia solo la paura.

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