Immigrati in mutande che costruiscono discariche

Non fanno piscine nelle ville dei camorristi, ma discariche abusive e anche autorizzate. Sono gli immigrati assoldati dalle imprese che vincono appalti stringendo accordi.  In un mondo normale, l’immagine di questi lavoratori senza casco e in costume farebbe ridere, sembrerebbe addirittura la scena di un film, come l’attacco alle Torri Gemelle in tv… Si potrebbe assimilare per la follia che ispira, a quella di “Gomorra”, in cui Tony Servillo si cala in un tombino per trovare un posto dove scaricare rifiuti, o a quella in cui gira nella cava che poi è diventata la discarica di Chiaiano. Scene fantasy immaginate da scrittori dalla mente perversa. Tutti Bradbury di questo secolo. Eggià. E, invece no. Non è così.  Non c’è niente da ridere. Soprattutto non fanno ridere i dati sui crimini ambientali commessi su questo territorio. Se la Campania ha la maglia nera, Giugliano e dintorni indossano la parte più scura. Raffaele Del Giudice non c’era stamattina all’incontro promosso dagli avvocati di Napoli nel Palazzo di Giustizia sui dati del rapporto Ecomafia 2011, assieme al procuratore Aldo De Chiara e al presidente di Legambiente Michele Buonomo. Lui avrebbe sicuramente saputo raccontare cosa succede nella Terra dei fuochi e dato senso all’immagine degli immigrati cui ha fatti cenno uno degli avvocati intervenuti all’incontro. E senza ricorrere al genere fantasy ha detto meglio De Chiara: sulla gestione del territorio, tra abusi edilizi e discariche, cadono o si rialzano troppi Consigli comunali.

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