Siamo liberi di parlare, anzi no

I blogger esultano perchè sono stati risparmiati dell’obbligo di rettifica, ma la legge bavaglio avanza. In commissione giustizia della Camera si afferma la linea del premier che, si sa, non ama le intercettazioni…E i suoi non hanno avuto il coraggio di scontentarlo. Così in aperta polemica il presidente, Giulia Bongiorno (Fli) si è dimessa dall’incarico di relatore della legge. Intanto, Wikipedia che si era oscurato per protesta, sta valutando se riaprire o no. Non si capisce ancora cosa prevede nel dettaglio il Ddl, si parla addirittura di carcere per i giornalisti. Ma il criterio di giudizio per i reati, in generale, in Italia qual è? Ci siamo presi gioco dei paradossi americani – dove per bere devi avere 21 anni e per comprare un’arma basta andare al supermercato – e ora ci stiamo avvicinando a quell’idea di giustizia che detestiamo. Limitazioni alle libertà individuali, diritti sospesi, incertezza della pena e processi importanti che saltano per un cavillo. E a proposito di processi show, basta vedere con quanto interesse è stato seguito dai media americani (una nota tv degli Usa addirittura pagava le spese legali alla famiglia in cambio dei diritti esclusivi di trasmissione di interviste e immagini) il processo che ha assolto Amanda Knox. Sono preoccupata. Temo che non si possa più chiedere giustizia. E, allora, diventeremo tutti dei Charles Bronson? Io i baffi non me li vorrei far crescere…

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