Non c’è giustizia, solo per un cavillo

Non c’è giustizia, solo per un cavillo. Tutti prosciolti gli accusati di reato ambientale per l’inchiesta Cassiopea, alla faccia del desiderio legittimo di vedere colpiti non solo da anatema (da parte di chi si ammala di nervi e di cancro), ma dal nostro codice penale, come sarebbe sempre auspicabile, gli autori degli affari illeciti, consumati sull’asse nord Italia – terra dei fuochi, che, come tutti sappiamo, hanno devastato il nostro territorio, distruggendone anche sviluppo sociale ed economia. Sotto i rifiuti tossici ci sono finiti i nostri sogni e molte nostre speranze. Mah! Aggirare la legge è un gioco da criminali. Risultato? Loro a piede libero, noi col dente e il sangue avvelenato. Echecazzo!

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