Il passato che ritorna a Liternum

È stata per anni una realtà segreta, una colonna di pietre in mezzo alle case abusive (poi condonate) e alla spazzatura. Ogni tanto una rispolverata per qualche festa, ma senza un progetto di riapertura definitiva. E così Liternum rischiava di restare monumento al degrado. Per fortuna dal 2005 le cose sono cambiate con un processo lento, ma sistematico di riqualificazione. Dopo aver espropriato un terreno diventato discarica che separava il sito dal lago trasformandolo in un parco pubblico con vialetti e pontili, fatto riemergere un tratto dell’Antica Domitiana – in questi giorni all’interno del sito archeologico si apre un nuovo cantiere. E’ bastato mettere mano ai lavori per riportare alla luce altri reperti: resti umani, mura perimetrali e cocci di vasellame che entusiasmano gli archeologici che in queste ore stanno lavorando alla campagna di scavi che già due anni fa, per il primo lotto di interventi, aveva portato in superficie un tratto dell’Antica Domitiana. Per l’area, fondata da Scipione l’Africano nel 194 a.C. sembra, dunque, arrivato il momento della rinascita, nonostante gli allagamenti ormai cronici e l’incuria del passato. Della bellezza del sito si sono accorti anche cinque parlamentari del Nord che avevano rivolto un appello al ministro Bondi. Nel frattempo, il Comune ha affidato alla Pro Loco Litorale Domitio la custodia e la gestione di sito e giardini. Spazi all’interno dei quali è prevista la realizzazione del progetto de “Il Parco e il Museo archeologico”, finanziato quattro anni fa dalla Regione.  Dopo la realizzazione di viali, palco e pontili in legno, ora il percorso prosegue col terzo lotto, che prevede un ulteriore investimento di 3 milioni e 200 mila euro. Ora la riapertura permanente degli scavi al pubblico non dovrebbe trovare nuovi intoppi. Anche se, proprio la presenza di antichi reperti ha già imposto il primo stop ai lavori per la realizzazione del museo a causa del ritrovamento di un criptoportico e di resti umani, sepolti nella sabbia.

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