Evviva la Napoli di Maradona

Quella dello scudetto era una città che aveva riscoperto la capacità e la voglia di guardare avanti con entusiasmo dopo il terremoto, il terrorismo e le guerre di camorra. Capacità, poi conservata a lungo, almeno fino alla meglio era di Bassolino.

Per la mia generazione, gli anni Ottanta erano quelli dei paninari e dei dark. Poi, è arrivato “El Diego” e il concerto n.10 a cui ho assistito al Teatro San Carlo mi ha fatto fare un tuffo indietro al primo scudetto del Napoli.

Ero a pranzo con la mia famiglia a casa dei nonni a piazza Cavour e per tutta la durata della partita di ipotesi di vittoria si sussurrava appena o per niente. Scaramanzia, forse.

Ma appena la partita finì, non mi ricordo da dove uscirono delle bandiere e scendemmo in piazza a festeggiare la nuova Napoli, Campione d’Italia. Ci sono ancora delle foto che lo testimoniano, devo trovarle. È stata un’esperienza bellissima. E vedere le immagini dei festeggiamenti proiettate mentre i musicisti dell’orchestra accompagnavano dal vero i virtuosimi di Maradona sullo schermo mi ha riportato indietro ad allora….

Peccato solo che ora quell’entusiasmo in città non ci sia più.

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9 Pensieri su &Idquo;Evviva la Napoli di Maradona

  1. Ti dico la verità: a me ha fatto tristezza rivedere una città così pagana e inconcludente, che mescola l’azzurro alla madonna dell’arco, che si sgola di gol, che si abbraccia festante sull’abisso e poi, il giorno dopo, torna nella sua fogna. Mi ha fatto una grande tristezza. Ho preferito la prima parte del concerto: il violino e i virtuosismi, le mani e i piedi. E poi il calcio al San Carlo, la contaminazione, cultura di popolo e cultura alta. Questo sì, mi è piaciuto. Una bella mescolanza, che poi è quello che di bello resta a questa città che per tutti gli altri versi è un vero cesso di viltà.

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  2. rivoluzione? bisognerebbe partire da se stessi e, per farlo, occorre aprirsi ai sentimenti (quelli veri) e alla passione, unico grande motore della vita. Niente di più lontano dal folclore, che per tanti versi aborro.
    Di Napoli, dei suoi vizi e dei suoi pregi, si è detto di tutto e di più: ora tocca alle singole coscienze, ai singoli gesti quotidiani. non c’è altro!

    p.s. è un discorso di carattere generale, lo so.

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  3. La domenica in curva B si andava 3 ore prima per prender posto….. si mettevano gli striscioni si organizzava il TIFO poi iniziavamo a cantare e ballare per tutti i 90 minuti eravamo la CURVA B. Eravamo orgogliosi della nostra squadra e di conseguenza della nostra città……
    oggi non so……….

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