Operai senza lavoro ripuliscono l’arenile

foto di genny manzo

“Noi vogliamo lavorare e così ci sentiamo meno inutili”. Così spiegano a chi si sorprende di trovarli in piena attività sulla banchina di Zì Catiello gli ex operai dell’indotto Fincantieri di Castellammare di Stabia. Insomma, cercano dignità pulendo parte dell’arenile stabiese. “La nostra situazione è tragica: siamo stati licenziati e non si aprono nuove prospettive- raccontano- Noi non ci arrendiamo, ma per il momento cerchiamo di renderci utili. Così stiamo rimuovendo erbacce e materiale non degradabile, abbiamo ripristinato i vasi con i fiori, abbiamo ridipinto i muri e ripulito dalle scritte gli scogli vandalizzati”. E nonostante abbiano in tasca pochi soldi, lo hanno fatto a spese loro. “Lo facciamo per dare un segnale e le prime soddisfazioni morali stanno arrivando”. Del servizio sono felici i cittadini. Nei luoghi abbandonati e ora ripuliti, sono arrivati a prendere il sole e a passeggiare nonni e ragazzi, le mamme con i carrozzini, coppie di fidanzati. “Abbiamo fatto fare un figurone alla nostra città anche agli occhi di un gruppo di trecento turisti tedeschi che sono scesi a terra da una nave da crociera”. In pratica, il servizio è diventato prezioso e chissà che per loro non diventi anche un’occasione di lavoro. I precedenti confortano. A Bacoli, sotto al castello di Baia, per esempio, una decina di anni fa un gruppo di giovani si costituì in cooperativa per ripulire lo spazio di arenile abbandonato e, da quello che so io, continuano a gestirlo tutte le estati. L’idea è piaciuta tanto ai residenti che affollano lo spazio e sono felici di pagare il passaggio in barca e i servizi- ombrellone e ristoro- che i ragazzi offrono. Incrociamo le dita!

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5 Pensieri su &Idquo;Operai senza lavoro ripuliscono l’arenile

  1. Bene,veramente bene! E se facessero così anche tante altre persone? Quelli,per esempio,che chiusa la porta di casa si sentono autorizzati a sporcare,deturpare e ancor di più?La cosa pubblica è di tutti e quel tutti comprende me,te che leggi,lui che pulisce,noi che guardiamo,voi che vi indignate ed essi che fanno finta di niente.E quelli che aspettano sempre O’ stat, oppure O’ comun, oppure questo, oppure quello e intanto vivono in condomini che hanno reso da terzo mondo pur avendoli ricevuti in condizioni “normali”? E la lista sarebbe lunga.Ma se a questi encomiabili disoccupati venisse data una opportunità,magari come manutentori comunali,continuerebbero ligi al dovere?Io credo nel dovere del fare,il piangersi addosso dello stereotipato napoletano ormai è una maschera obsoleta e ridicola da indossare:lasciamola a questa becera classe politica.Saluti a tutti con dedica musicale. 🙂

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  2. che bella energia…speriamo che i nostri operai – eroi non si avviliscano e credano fermamente nella possibilità di farcela…non solo a continuare le operazioni di pulizia, ma soprattutto a farne un’occasione di riscatto e di occupazione vera. In barba a chi dice che siamo incivili, sfaticati e ormai con poca fantasia per arrangiarci!

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