No trespassing. Europarlamentari vade retro

Chiunque volendo, può entrare nel sito di stoccaggio regionale di Taverna del Re, tra Giugliano e Villa Literno. C’è un varco non controllato a 700 mt dall’ingresso principale, dal quale chiunque può introdursi all’interno per filmare lo scempio o per mandare in fumo le piramidi di monnezza imballata. Ma gli europarlamentari in visita ufficiale, no. No, loro no. Eppure erano venuti apposta per verificare il rispetto della normativa comunitaria in materia di smaltimento dei rifiuti. E gli ambientalisti? Giammai. Mah! I rappresentanti dell’Ue sono arrivati intorno alle 18, attesi da un gruppo di cittadini e due consiglieri comunali, ma i cancelli sono rimasti chiusi. “Non c’è l’autorizzazione”, hanno detto dall’interno provocando lo sgomento generale. A Chiaiano hanno lasciato fuori sindaci e giornalisti, ad Acerra sono entrati tutti. Gli ambientalisti denunciano “evidenti gravi irregolarità”. Gli amministratori comunali urlano allo scandalo. No trespassing, insomma. Ma il confine che non dovrebbe essere superato, però, dovrebbe essere un altro…..

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8 Pensieri su &Idquo;No trespassing. Europarlamentari vade retro

  1. Dannazione! Perché nessuno era preparato a questo? Fuori tutti i nomi di quelli che lavorano li dal primo dirigente all’ultimo vigilante. Va attuato un pressing sui singoli. Si nascondono dietro le scartoffie e la nostra terra muore, con tutti i suoi abitanti. Maledetti. E qua tutti dormono.

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  2. non mi dite niente di nuovo.forse è difficile capire perchè succede,ma è facile capire che succederà tante altre volte e noi non potremo farci niente,finchè qualcuno non deciderà che è ora di passare ad un affare piu’ interessante.Io mi sto convincendo che noi cittadini dissidenti siamo pochi ma il nostro numero non è insignificante,forse dovremmo diventare piu’ operativi,iniziare a contarci,ma fuori dalla logica di movimenti e di partiti,iniziare o continuare una campagna di sensibilizzazione,ognuno nel proprio ambito:familiare,lavorativo,sociale.La soluzione del problema è anche un fatto culturale :bisogna educare ai valori e pazientare nell’attesa che i tempi siano maturi.

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  3. pubblico integralmente il comunicato degli ambientalisti sulla visita degli europarlamentari
    Bilancio sulla visita della Commissione Europea Petizioni
    Si è conclusa oggi la visita degli ispettori della Commissione Europea petizioni e si è conclusa con le stesse
    modalità che hanno caratterizzato questa tre giorni: la totale assenza di trasparenza. Infatti, la conferenza
    stampa, inizialmente annunciata come “democraticamente” aperta al pubblico, è stata annullata e solo la
    presenza dei giornalisti più caparbi e dei rappresentanti dei comitati in attesa all’ingresso di Palazzo S.Lucia ha
    spinto la delegazione europea a rilasciare dichiarazioni sui risultati della visita. Una conferenza improvvisata
    nell’atrio del palazzo che, ancora una volta, ha tenuto fuori i cittadini.
    La vista della Commissione Europea presenta a nostro avviso luci ed ombre.
    Le autorità italiane, ed in primo luogo la struttura del Commissario ai Rifiuti ed alcuni dei parlamentari italiani,
    come temevamo, hanno fatto di tutto per “pilotare” l’itinerario di visite, tentando di impedire che durante la
    missione si percepisse in pieno lo scempio che ancora oggi violenta la nostra regione. Il ruolo assolto dai militari
    e lo schieramento delle forze dell’ordine in quasi tutti i siti delle discariche hanno fatto registrare il consueto, per
    noi, abuso verso gli amministratori locali e i cittadini, mostrando in maniera lampante come ai cittadini campani,
    a causa della brutale militarizzazione dei luoghi, imposta dalla Legge n.123 sulla gestione dell’emergenza rifiuti,
    sia negata la sovranità sui propri territori.
    Di fronte a questa evidente assenza di trasparenza e democrazia, sin dal primo giorno, i parlamentari stranieri
    ed, in particolare il capo delegazione, la parlamentare olandese Judith Merkeis, non hanno potuto che censurare
    i fatti.
    Nonostante questi miseri tentativi e nonostante l’opera di “pulizia” messa in atto nei giorni precedenti, sia
    a Chiaiano che a Terzigno, per “coprire” i misfatti e fornire una parvenza di ordine e di rispetto delle leggi
    europee, è emersa chiaramente, la devastante situazione che subiscono i territori campani. Gli stessi
    commissari, oggi hanno dovuto dichiarare di aver constatato la mancata applicazione del principio di
    gerarchia nello smaltimento rifiuti imposto dalle normative europee e di considerare inaccettabile la scelta
    di discariche come Cava Vitiello, nel cuore del parco del Vesuvio, o ancora Valle della Masseria, a Serre.
    E’ stato, inoltre, affermato che le innumerevoli deroghe previste dai vari decreti legislativi in tema di smaltimento
    non sono più ammissibili nel momento in cui l’emergenza viene dichiarata conclusa.
    Queste dichiarazioni pur dando ragione alle tante nostre denunce, non ci lasciano soddisfatti.
    Ci auguravamo una presa di posizione più decisa. Ci lascia perplessi, infatti, l’altra parte delle dichiarazioni finali
    della Commissione fatte oggi alla presenza della stampa.
    Secondo il capo delegazione On. Judith Merkeis, sia da quanto rilevato durante la missione sia nei colloqui con
    il governatore regionale ed i presidenti delle province campane, sarebbe emersa la “buona volontà” di risolvere il
    problema emergenziale campano, seguendo una strada rispettosa delle normative europee.
    A noi è apparso evidente, invece, che l’unica volontà espressa è quella emersa dalle dichiarazioni farneticanti,
    di questi giorni e di oggi, di alcuni parlamentari italiani presenti nella delegazione, che hanno ribadito la scelta di
    inceneritori in ogni provincia. Sono stati dati per certi, grazie alla disponibilità dei presidenti delle province, quello
    di Napoli, di Salerno e, addirittura, uno nel centro di Caserta, senza spiegare, in una banale logica di bilancio di
    masse, chi potrebbe mai produrre in Campania una simile quantità di rifiuti, una volta avviata una seria raccolta
    differenziata come promettono.
    In realtà proprio sulla raccolta differenziata porta a porta, l’avvio degli impianti di compostaggio ed il revamping
    dei CDR per il trattamento meccanico della parte residuale, scelte queste che segnerebbero un passo certo
    verso la risoluzione definitiva del problema rifiuti in Campania, non è stato dimostrato alcun impegno; solo vuote
    dichiarazioni per rabbonire la delegazione ed ottenere l’ambito sblocco dei fondi europei.
    Anche sul piano della trasparenza e del dialogo con i cittadini, al di là dei falsi annunci di cambiamento di rotta,
    quello che noi abbiamo ravvisato è la totale assenza di un seppur minimo segnale di apertura democratica alle
    istanze dei cittadini campani da parte di amministrazioni locali e governo nazionale.
    Sono dunque evidenti le distanze siderali tra i cittadini e coloro che, con insensibilità totale per la salute e
    l’ambiente, vorrebbero oggi rappresentarne le istanze in materia di gestione dei rifiuti.
    Grazie a questa visita, sollecitata dalle petizioni dei cittadini, i comitati sono riusciti a far ridiscutere della
    devastazione campana e ad alzare il velo sul falso miracolo berlusconiano della fine dell’emergenza. E’ per
    noi un buon risultato. Aspettiamo pertanto il verdetto formale della Commissione Europea a seguito della visita
    ispettiva, augurandoci che siano smentiti i più foschi auspici, risparmiandoci l’ennesimo affronto di vedere
    assolte le autorità campane e nazionali con un altro regalo, gli oltre 500 milioni di euro europei, alle lobbies
    inceneritoriste di questo paese.
    Vogliamo dunque aspettare fiduciosi confermando, però, che non smetteremo per un solo istante di denunciare
    ed opporci agli scempi prodotti da questa interminabile emergenza e pretendere quel sano cambiamento nella
    gestione dei rifiuti che attendiamo ormai da più di un decennio.

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  4. l’ingresso era vietato ai giornalisti e ai rappresentanti dei cittadini. credo che l’errore o la dimenticanza sia imputabile alla delegazione degli europarlamentari. ad ogni modo il problema è un altro: a cosa servono le visite preventivamente organizzate?

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