Ma che cavolo cresce ad Acerra?

“Giuvinotto, voi siete un giornalista? Allora, guardate qua che fossi ci stanno. Non se ne può più. Fotografate, fotografate. Accussì po’ essere che fanno qualcosa di buono”. L’altra mattina diluviava e a pochi passi dall’inceneritore di Acerra c’era qualcuno che si preoccupava della viabilità anzichè pensare che lì vicino c’è qualcun altro che, suo malgrado, è costretto a coltivare cavoli e insalate in mezzo alla monnezza.  “Ci dicono che il vento porta via le polveri e che non ricadono sulle verdure nostre, ma mica ce le mangiamo qua! No, no: le piazziamo sui mercati esteri”. Fosse vero, non staremmo tranquilli lo stesso. Come per le fragole, le pesche e i friarielli di Giugliano, coltivati a ridosso di Taverna del Re, di Sette Cainati e di altri 45 siti inquinati mappati dal ministero dell’Ambiente, anche per le famose scarolelle di Acerra (pregiate e richiestissime perchè non fanno monnezza, nel senso che non si butta via nulla perchè sono il cuore della scarola…) il percorso è sempre lo stesso.  Sempre sulla nostra tavola finiscono. E gli agricoltori si dannano, ma non denunciano. Chi lo fa, magari chiamando in giudizio le grandi holding che gestiscono gli impianti di smaltimento dei rifiuti, è costretto a soccombere davanti alle richieste di consulenze su consulenze per dimostrare l’impossibile. Cioè di avere ragione, trovando la prova della correlazione causa-effetto. Il danno oltre la beffa, insomma. Così nella maggior parte dei casi funziona in questo modo: se c’è qualcuno che fa il danno guadagnandoci, c’è qualcun altro cerca di salvare il salvabile senza rinunciare al proprio guadagno. Anche in un intero settore, come quello agricolo – che nonostante la crisi mondiale e l’inquinamento- conta ancora migliaia di addetti, persino nell’area a nord di Napoli.  Salvare la faccia e l’economia, in pratica, a costo della nostra salute. Come sempre.

Grazie al poderoso Genny Manzo per lo scatto.

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12 Pensieri su &Idquo;Ma che cavolo cresce ad Acerra?

  1. @emilia: grazieeee @ obama: poderoso? “Le parole sono importanti!”, diceva Nanni Moretti in un film. Per me hanno un peso. Mi farò mandare una foto del fotografo e un po’ di biografia per dimostrarvi quanto ho ragione. @serena: non mi invento niente, cerco di raccontare quando mi arriva la suggestione.

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  2. Purtroppo la verità non e’ per tutti. Invece di pensare al termovalorizzatore, pensate a quelli che per anni ci hanno impedito di essere un paese civile. Ma dove volete che vada a finire la spazzatura che viene prodotta? Fammi sapere che mi organizzo e la porto pure io.

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  3. Pensare alle aziende che per anni hanno smaltito i rifiuti nelle nostre terre e non pensare a coloro che lo hanno consentito o pensare che nessuno sapeva di quello che stava succedendo vi porta ad essere tutti sullo stesso piano. Smettetela perchè state facendo il gioco di quelli che per anni hanno guadagnato sulla nostra pelle.

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