Quando al cittadino serve alzare la voce

Sono una buonista convinta. I polemici mi danno sui nervi. Non mi arrabbio mai, tollero tutto, tanto da sembrare strafottente. Io, invece, l’ho sempre chiamata buona educazione, più che pazienza. Ma quando ce v0′, ce vo’.  E stamattina c’è voluto. Sono mesi che lo sportello bancomat della mia banca mi appende: vado là, inserisco la tessera e mi dice che per il prelievo è fuori uso. Andare altrove costa tempo e soldi di commissione. A me servivano subito dei contanti. Entro all’interno dell’istituto e piglio il numerino, 112. A guardare sul display mi dico che avrei dovuto aspettare almeno mezz’ora. Che nervi! Lo sportello per il quale pago non funziona e loro non prevedono manco una corsia preferenziale per quelli che c’hanno il bancomat e non vogliono perdere tempo. Ho incontrato in fila l’ex sindaco Bertini e mi sono infervorata raccontandogli il misfatto. Con lui si possono dire pure due- tre maleparole, non si scandalizza. Ero più che contrariata, diciamolo. Poi, ho cercato il direttore e mi hanno spedita in un ufficio. Qui, ho chiesto il modulo per chiudere il mio conto lamentandomi dei continui disservizi  e dicendo che i costi del prelievo presso altri istituti mi seccavano oltre che dissanguavano. Per espletare la pratica vrei dovuto aspettare almeno mezz’ora. Vabbè per non farla lunga, l’impiegato, un certo Gennaro, mi ha ascoltato con pazienza e, per non farmi ritirare i miei soldi, mi ha cambiato le condizioni del conto corrente (ora pago un terzo delle spese rispetto a prima) e fatto prelevare senza fare la fila. Che consolazione magra considerato che sono stata vittima inconsapevole di uno strozzinaggio per anni. Vabbè…. Il cliente che stava seduto di fronte a lui mentre io mi lagnavo è stato così gentile da squagliarsela cedendomi il posto.  Tutto questo per dire che protestare fa bene alla salute e alle nostre tasche. Non è più il momento di essere concilianti.  Io non lo sarò più. Siete avvertiti!  Sono tornata a casa contenta. Stamattina ho alzato la voce, guadagnandoci.

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7 Pensieri su &Idquo;Quando al cittadino serve alzare la voce

  1. E brava Tonia! Benvenuta nel club di quelli che s’incazzano, di quelli che pretendono di avere ciò che gli spetta.
    Non basta più essere onesti ed educati: bisogna scendere nell’arena, combattere contro quelle che sono ingiustizia (agli occhi nostri) belle e buone.
    Però statt accort a non diventare come quelli che fanno di questo uno stile di vita: semafori rossi, file troppo lunghe, metropolitane con 5 minuiti di ritardo sono l’abc di chi si lamenta sempre. Forse farà anche bene all’autostima ma è una vita triste, triste assai.

    Buona giornata.

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