I luoghi (inesistenti) della cultura a Giugliano

A Napoli sono diventati prima solo sale porno e, poi, supermercati o bingo. A Giugliano, direttamente monumento all’incuria e all’abbandono. Succede per l’ex cinema Smeraldo di via Palumbo, destinato a diventare il palazzo della cultura nel sogno dell’ex sindaco Taglialatela e dalla sua giunta di giovani appassionati, ma rischia di essere il destino anche del Moderno di piazza Municipio, ricostruito ex novo di fronte al Comune, ma ancora in attesa di essere affidato ai privati e, quindi, di essere riaperto al pubblico dopo lo stop forzato a causa di un incendio nel ’78, più di trent’anni fa. Progetti di recupero che, prima ancora della carenza di risorse finanziarie,  incontrano mille ostacoli nella politica e nella burocrazia. Per lo Smeraldo (chiuso dal terremoto del 1980) prima ancora di vedere definito l’esito di una feroce trattativa coi numerosi proprietari dell’immobile (la stessa questione che, poi, negli anni precedenti aveva impedito di trasformare in palazzo di giustizia l’ex liceo de carlo, in via pirozzi), si era trattato di “congelare” il progetto per valutare l’opportunità politica di investire nell’acquisizione dell’immobile.  Troppe parole per dire, in pratica, che il sogno è svanito. Una città così grande e popolosa come Giugliano ha fame di luoghi per l’aggregazione. Belli la piscina e gli altri templi dello sport, ma l’inventario delle strutture per la cultura è pari a zero. Questo nonostante enormi potenzialità di spazi e contenuti, offerti fino all’anno scorso anche dall’Iise a palazzo Palumbo (il cui destino resta incerto). Così succede che l’arte di giovani talenti trovi come unico spazio l’atrio del Comune. Nello spirito della “divulgazione” dell’arte, l’idea è ottima. Anche se è facile capire che con uno spazio permanente tutte le associazioni lavorerebbero meglio e la sensibilizzazione culturale per il bello (che scongiurerebbe gli atti vandalici) darebbe certamente frutti migliori. Così succede che lunedì l’inaugurazione della mostra avvenga alla presenza di pochi intimi, senza gli amministratori comunali e con una rissa davanti al Comune, lasciato senza sorveglianza nonostante l’apertura al pubblico, che non è certo un luogo per la cultura, ma che spesso è teatro di brutte manifestazioni. Nessun danno, nessun incidente. C’è stato un breve inseguimento di giovani balordi e la solita “disturbata” (per dirla con il personaggio intepretato da Lello Arena ai magici tempi della Smorfia). Che brutto spettacolo, eh.

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