Si muore di freddo e di indifferenza

Vi avevo lasciato prima di Natale con un post sulla mostra fotografica di Sparavigna e ritorno qua oggi sullo stesso argomento per raccontarvi, invece, di un fatto di cronaca. Di una tragedia delle nostre, legata a quel senso di solidarità che è svanito e a quel welfare che non abbiamo mai avuto. Non si è clochard per scelta,  secondo me, e chi lo dice fa romanticismo.  Anche se con pochi soldi, si scappa in Messico o in Perù per cambiare vita. Oppure boh… ma certo non si va a vivere sulle scale di una chiesa come fa il barbone di via Costantinopoli che vedo da sempre, al quale volevo regalare il mio sacco a pelo al rientro dalle vacanze estive, che ha cortesemente rifiutato. Oggi a Napoli ci sono stati i primi due morti del 2010, dopo che l’anno scorso – secondo i dati della Comunità di Sant’Egidio-  sono stati undici i decessi di senza fissa dimora, causati dal freddo. Oggi per me i disperati che vivono ai margini non hanno più la faccia di Patrizio Rispo, Luciano Scateni e Peppino Di Capri fotografati da Sparavigna, ma hanno tutti la faccia vera di uno di 46 anni che fino al duemila abitava con la moglie e i figli a pochi km da casa mia, a Mugnano. Poi è diventato un invisibile tra i tanti che dormono davanti alle stazioni della metro o alla stazione di piazza Garibaldi, nei pressi delle torri aragonesi di via Marina, sotto i portici della Posta centrale in via Monteoliveto, in piazza Nazionale o a via Foria. Uomini e donne vittime della crisi economica o di divorzi, che non riescono più a risalire la china. Gente che era come noi e che si ritrova a morire assiderato in strada. Nell’indifferenza generale e, cosa inspiegabile, delle loro famiglie di origine.

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9 Pensieri su &Idquo;Si muore di freddo e di indifferenza

  1. Non è completamente vero che non vi siano clochard per scelta. Certamente pochi, si distinguono per l’immersione totale nella solitudine e nel silenzio. I “barboni” per miseria o tragiche vicende familiari sono il problema di coscienza che si pongono in pochi e che potrebbe essere azzerato se la società non fosse espressione di egoismo estremo. Non so fare di calcolo ma sono sicuro che con una quota minima delle spese militari del nostro Paese, che rifiuta la guerra come mezzo per dirimere questioni internazionali, basterebbe a spegnere lo sdegno per la vita da derelitti dei clochard, che continuano a morire di freddo, fame e malattie. Per loro non ci sono appelli televisivi, né versamenti a mezzo SMS. Il calendario di Salvatore Sparavigna, di là dalla solidarietà concreta per i barboni, è una forte provocazione che temo, però, scivoli addosso ai destinatari senza lasciare il segno.

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  2. luciano, hai ragione. sarebbe facile distogliere risorse statali dai cosiddetti costi inutili del nostro bilancio nazionale per dare un po’ di ossigeno ai clochard e, in genere, ai poveri veri prima che finiscano anche loro in mezzo ad una strada…. la lista dei tagli da fare è lunga: dagli stipendi d’oro alle macchine blu e altri mille sprechi che vanno a danno dell’assistenza, anche sanitaria, e della dignità di ognuno.

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  3. Credo che “semplicemente” si pensi “a me non può capitare”.
    Oppure ci soffermiamo a pensare quei 5 minuti per vedere le foto del calendario (francamente poco efficace) et voilà la vita ci travolge facendoci pensare ad altro, ai nostri problemi, ai nostri figli, ai nostri …. e tanti altri nostri sempre nostri..
    Tuttavia penso che la salvezza di queste persone e di tante altre che hanno gravissimi problemi anche se non sono clochard, non deve dipendere dal singolo che fa l’sms o dall’organizzazione no profit autofinanziata. Credo dipenda solo ed esclusivamente dallo stato e dal suo esercito di burocrati che dovrebbero agire di più e far finta di pensare meno. I fondi per l’esercito sono solo la punta dell’iceberg. Munnezza gestita male, voli di stato, stipendi gonfiati, auto blu ecc. Ma ci pensate se, come accade per le auto, ci fossero gli incentivi anti povertà? Io do dei soldi a hi ne ha bisogno e poi lis carico dalle tasse. Sarebbe meraviglioso …..

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  4. pensavo che nel 2010 i titoli dei telegiornali e dei quotidiani riportassero notizie tipo “arma batteriologica mette ko le principali località mondiali”, “clonato un organo umano” oppure “l’utero artificiale può sostituire quello naturale” e invece….accendo la tv e sento insieme ai miei bambini di 4, 7 e 9 anni che a Milano una filippina che ha perso lavoro come colf è morta di freddo perchè non aveva un posto dove andare. Non ho saputo spiegare ai miei figli, come questo, oggi, nel 2010, è possibile che accada. Non c’è bisogno di andare molto lontano per “indegnarsi specialmente”. Mi domando….ma tutti i preti che ci sono in zona Duomo Milano..o in qualsiasi altra zona…perchè non pregano un po’ meno ed escono dalle loro comode e calde vite e vanno a raccogliere i barboni che vivono sotto la galleria con -5 gradi???? mi viene voglia a me di farlo…giuro…insieme ai miei 3 bellissimi bambini….possibile che loro non ci pensano??? …di aprire le chiese e riscaldarle per questa povera gente che muore non per il freddo ma per l’indifferenza di TUTTI????? Gesù Cristo non si chiudeva nelle chiese a pregare ma andava in giro a raccogliere fedeli e gente bisognosa, malata, storpia, emarginata per le strade, con una tunica di canapa e i sandali. E le istituzioni? I politici? La polizia? Le associazioni umanitarie che ci chiedono ovunque i 2euro per i bambini di paesi poveri? Nessuno fa niente per questa gente che ci muore sotto gli occhi, in paesi ricchi? Vedo centinaia di poliziotti che cercano Yara scomparsa (ed è una cosa giustissima ed importantissima, per carità!) possibile che non ci siano 2 persone, dico 2 di numero, che si possano impegnare per provvedere a questi 100/200 senza tetto che ci sono in Italia??? Sono vite anche quelle èh….sono vite…sono vite….sono Vite..

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