Se la mia strada fosse stata un’altra…

Me lo sono chiesto anche io mille volte, ad ogni bivio.  Di qua, di là. In un’altra città anzichè questa, con una botta di coraggio anzichè di nostalgia, per calcolo più che per amore…. Se la mia strada fosse stata un’altra…. Sono più fortunata degli homeless, ma sono anche io senza un tetto sicuro. Ho un lavoro precario, affetti solidi per quello che durano, amici calorosi quando ti accompagnano, compagni fedeli finchè ci sei nei loro pensieri. Perciò mi appassionano e un po’ mi fanno invidia le tartarughe: la casa loro se la portano sempre appresso… Sono stata per caso alla mostra fotografica che in questi giorni è stata allestita nella cattedrale della Pietrasanta di Napoli  (subito dopo il vecchio policlinico, andando verso l’istituto Diaz) e ho fatto fatica a sopprimere un brivido di paura ascoltando le testimonianze video dei veri poveri di Napoli, nel leggere le loro storie sui pannelli e nel confrontarle con la vita-di-tutti-i-giorni di uno qualsiasi di noi. Se non hai una casa e perdi il lavoro, non hai più niente. Nemmeno un posto dove vivere, oltre che un posto insocietà. Molti di loro erano come siamo noi adesso: precari, piccoli commercianti, vedove. Tutti avevano belle speranze e ora dormono alla stazione, sulle scale delle chiese, nei dormitori pubblici. Non hanno parenti, oppure sono stati abbandonati dai figli. Storie di grande solitudine, ma anche di poca solidarietà. Storie di questi giorni, in pratica. In mostra Sparavigna ha messo i volti di persone fortunate – come Patrizio Rispo, Massimiliano Rosolino, Silvana Fucito, Peppino Di Capri, Marcello Colasurdo, Mimmo Liguoro, Luciano Scateni, Enzo Gragnaniello – per testimoniare questo “Se la mia strada fosse stata un’altra”. Per essere buoni e non solo consumisti, a Natale dovremmo riflettere anche su questo.Andate a vedere la mostra, resta aperta fino al 7 gennaio.

http://www.capitoloprimo.it/magazine/index.php?option=com_content&view=article&id=375:se-la-mia-strada-fosse-stata-unaltra-fotografie-di-salvatore-sparavigna-dedicato-agli-homeless-partenopei&catid=51:mostre

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9 Pensieri su &Idquo;Se la mia strada fosse stata un’altra…

  1. ho pensato spesso che se la mia strada fosse stata un’altra avrei voluto fare l’architetto per quanto di creatvo e multidisciplinare consente questa professione. L’idea di Salvatore mi ha costretto a pentirmi di aver immaginato questo obiettivo alternativo, per la consapevolezza di aver raddoppiato, anche se virtualmente, il privilegio di distanziarmi dalla disperazione di chi senza averlo scelto vive la povertà estrema. Grazie per la tua nota. Un abbraccio,Luciano.

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  2. Se penso che volevo laurearmi in medicina per andare in Africa a curare i bisognosi….Poi amare vicende mi spinsero ad abbandonare gli studi universitari.
    Però, se poi analizzo il tutto da un punto di vista “sintropico” non posso fare a meno di pensare che ognuno si trova la strada che è stata scritta.
    Comunque mi fa piacere che ti sia piaciuta.
    Mi interessa misurare l’indifferenza o la partecipazione….in effetti la vita è anche scegliere da che parte stare.
    Ciao.

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  3. IL FORMAT, IL LOGO e LA GRAFICA DEL CALENDARIO
    “SE LA MIA STRADA FOSSE STATA UN’ALTRA?”
    SONO UNA CREZIONE by:

    ANGELO FORMISANO ART per conto di PARTNET e SALVATORE SPARAVIGNA, Autore del progetto e delle foto dei personaggi.

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