Lo scandalo dei rifiuti: va sciolto il Governo

“Hai visto quanta monnezza qua?”. “Ma chi la deve togliere?”. “E chi lo sa!?”. “Mica il Comune, la struttura commissariale o la Regione?”. “Mah”.

Ci sono i soliti rifiuti ingombranti nelle campagne di Giugliano in Campania, a pochi passi dal mercato ortofrutticolo, all’ingresso dell’ex discarica consortile Napoli uno, lungo la circumvallazione esterna e sulle piazzole dell’asse mediano, davanti alla stazione ferroviaria di Ponte Riccio, nella zona Asi. E quando non ci sono, sono stati appena incendiati assieme ai fusti di scarti di lavorazione industriale che, nonostante dossier e migliaia di proteste, continuano qui ad arrivare dal nord. E cosa succede ora? Nel mirino di Bertolaso finiscono 185 comuni, di cui due nel napoletano – Nola e Giugliano- , per i quali viene chiesta la rimozione dei sindaci. Risultato? Scioglimento del Consiglio comunale e addio presidio di democrazia! Sindaci a casa e camorristi a piede libero. Che bella mossa!  Spero sia una boutade, una provocazione. Che serva a far dare una mossa ai sindaci inadempienti, a rilanciare la necessità di far decollare la raccolta differenziata, a sensibilizzare i cittadini incivili che depositano i sacchetti fori orario e sporcano. Ma com’è possibile che in una città dove ci sono sei milioni di balle in rifiuti che nessuno provvede a rimuovere si mandi a casa un’amministrazione comunale che non leva due frigoriferi dalla strada??? Mentre nessuno sanzioni il governo che costruito a Taverna del Re piramidi di monnezza che bruciano e appestano l’aria e inquinano col percolato le coltivazioni vicine? Siamo davvero in un mondo di schizofrenici!

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