Lettera a Babbo Natale

Se penso alle famiglie di sfollati in Abruzzo e in ogni altro dove, alle mamme dei precari, alle donne senza cervello e a quelle che subiscono violenza, agli uomini di poca volontà, agli immigrati, ai rom, ai trans e, soprattutto,agli anziani soli e senza la casa di proprietà, alle badanti tristi e solitarie, mi viene poca voglia di scrivere la mia letterina per Babbo Natale. Ho poco da desiderare rispetto a loro, almeno rispetto alla maggior parte di loro. Se penso alle veline e a tutte le donne senza cellulite, ai calciatori con le macchine da corsa, ai nostri politici senza competenze e mille amanti, ai miei coetanei nati ricchi e viziati scansafatiche, agli imbecilli la cui imperizia causa danno alla nostra società, allora sì che desidero che un po’ di fortuna arrivi anche a me e alle persone cui vorrei dedicare qualcosa di più che un pensiero.

Questo 2009 mi ha reso triste e forte e debole, ma mi ha messo in cammino. Ora mi viene in mente un libro di Coelho “Sulla sponda del fiume Pedra mi sono seduta e ho pianto”. Me lo hanno regalato a Ischia quando compivo gli stessi anni della protagonista. Lo rileggerò, allora mi diede grande serenità. Questo è il regalo che desidero scartocciare.

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