Ci raccontano “una montagna di balle”

Se qualcuno ancora non lo sapesse, la monnezza cresce cresce. E ancora prima che si riformino le montagne di monnezza per la solita emergenza estiva, andiamoci a dare una rispolverata alla memoria con la prima proiezione pubblica del docutrash “Una Montagna di Balle” (un’autoproduzione di InsuTv, telestreet dei movimenti campani (www.insutv.it), realizzato da un gruppo di videomaker dal 2003 al 2009- con la regia di Nicola Angrisano. La voce narrante è quella di Ascanio Celestini, che era stato ospite di una serata di protesta contro la discarica di Chiaiano, al presidio di Marano (http://www.chiaianodiscarica.it/?p=852).

Appuntmento domani 14 luglio, alle 20, al Cinema Modernissimo, via Cisterna dell’Olio 59 (Napoli).

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3 Pensieri su &Idquo;Ci raccontano “una montagna di balle”

  1. Ma perchè i napoletani producono tanta monnezza?
    Se ne producono in quantità uguale a quelle di altre città d’Italia perchè la depositano non nei cassonetti ma a terra? Perchè la depositano in qualsiasi ora della giornata?
    Secondo me glielo dice Berlusconi, anzi credo proprio che Berlusconi insieme a Bertolaso viene di notte a scaricare i copertoni e poi li fa bruciare .
    Fate ridere!!!!

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  2. Sicuramente in molti casi, non brilliamo per civiltà, ma è evidente che vedere il documentario ti farebbe bene per capire che i cittadini c’entrano poco con l’emergenza… non so dove vivi, ma ritengo che non ti trovi in una regione che rischia di essere coinvolta dalla crisi dei rifiuti….ma c’è tempo per discuterne ancora.

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  3. Gladio, sei demagogico e populista. Si vede che parli per sentito dire. L’emergenza rifiuti, almeno per l’80-90%, non dipende dai cittadini, ma dalle problematiche connesse alla gestione degli impianti di raccolta e, soprattutto, dal mancato o ritardato avvio della raccolta differenziata. Atti, inerzie politiche, pressioni di matrice camorristica hanno prodotto questo scempio. Certo, i cittadini debbono e possono fare di più. Ma soprattutto devono avere il coraggio e la forza di stroncare l’attuale classe politica dirigente (troppo facile prendersela solo con Iervolino e Bassolino) alle prossime elezioni amministrative.

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