A noi ‘sta camorra non ci piace

Non sono mai abbastanza quelli che partecipano alle feste contro la camorra, che non ci piace ma che guadagna sempre quello sguardo indulgente incapace di condannare senza riserve. Difficile il senza se e senza ma, insomma.  Ma non sono pochi e nemmeno da soli. In queste ore nel casertano, la patria dei casalesi, si svolge una festa bellissima nei beni confiscati ai clan promossa da “Libera associazione contro le mafie”. Quella di don Ciotti, per intenderci. Sul palco venerdì sera c’era anche lo spirito don Peppe Diana, ucciso dalla camorra per aver avuto il coraggio di dire no, e di gridarlo pure forte, alle illegalità.  Accanto a lui c’erano artisti veri e popolari (sia perchè di questa terra, sia perchè famosi) e c’erano anchei miei amici. Che fossero lì perchè sono dei musicisti in gamba è ovvio, che fossero lì perchè lottano contro la camorra e le ingiustizie è significativo. Ne sono orgogliosa, veramente. Loro sono i Bidonvillarik, ovviamente, che assieme a Carlo Faiello (ideatore di Tammorra vs camorra), ai Kalifoo Ground System, agli ‘A67, a Zì Riccardino con le donne della tammorra…hanno fatto ballare e divertire ed emozionare e sentire al sicuro da questo gruppo organizzato di criminali, le persone che, come me,  sono andate a Castel Volturno a calpestare il terreno che era della camorra e che adesso è nostro.  Grazie a chi ci è voluto venire.

La tre giorni si chiude domenica 21. Calendario eventi per la legalità su http://www.liberacaserta.it.

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9 Pensieri su &Idquo;A noi ‘sta camorra non ci piace

  1. Lunedì sera alla presentazione del suo libro, Giancarlo Caselli ha letto uno dei passaggi finali in cui, citando anche Libera, ringrazia i tanti giovani che non si arrendono e che lottano ogni giorno per dire no all’illegalità. Secondo quest’uomo canuto, dallo sguardo severo dietro al quale si nasconde un sorriso che ti apre il cuore e che riesce a trasmetterti una grande forza semplicemente stringendoti le mani, è grazie a questi giovani se si può essere ancora ottimisti, nonostante tutto. Pienamente d’accordo. La solitudine genera smarrimento, paura. L’unione è madre del coraggio e del cambiamento.
    “Nun è overo nun è sempe ‘o stesso Tutt’e juornë po’ cagnà’… Terra mia terra mia Tu si’ chiena ‘e libbertà Terra mia terra mia I’ mò sento ‘a libbertà”…

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  2. so anche io che non si è mai abbastanza, obama….Ma non bisogna mollare, avvilirsi lascia campo libero agli altri. Ci sono mille modi per dire no e stare insieme, fare musica, discutere, starsi accanto con generosità è vitale, fondamentale. La chiusura fa sempre male, anche alla salute. E anche stella partenopea lo ha capito bene.

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