Io, Cirillo e Granata. S’ha da fare un altro libro

C’erano i mostri sacri del giornalismo a seguire la presentazione del libro e a sollecitare con domande impertinenti Ciro Cirillo, l’ex presidente della regione sequestrato dalle Br nell’81, e Giuliano Granata, il mediatore della trattativa per la liberazione, ex sindaco di Giugliano e protagonista del racconto “Io, Cirillo e Cutolo” (frutto di una lunga intervista che mi è costata un’infiammazione al fegato per aver ingurgitato decine di litri di bibita gassata dolciastra che a Granata fa bene alla salute e a me no. Ha portato con sè due bottigliette da casa anche alla presentazione).

E c’ero anche io. Emozionata, tesa e, soprattutto, felice di esserci con un sacco di amici intorno. tonia-cirillo-granata A Maffei, padrone di casa dell’emeroteca Tucci,  l’onere dei saluti, a Geppino Mariconda (autore della prefazione) l’introduzione e poi Granata ha parlato del come e perchè si sia deciso a raccontare questa esperienza.  Cirillo ha raccontato dei particolari inediti. Una rivelazione sconvolgente fattagli dalle Br nel covo di Ercolano (Cercola) gli fece tremare le vene: “Avrebbero ucciso anche mia moglie assieme all’autista e al capo della scorta, era previsto nel pian di fuoco, mi dissero”. Poi sorride compiaciuto quando Granata afferma che nella prigione del popolo Cirillo era rimasto lucido e aveva “un quoziente di intelligenza superiore ai brigatisti”. Con Cirillo anche i tre figli. Cirillo e Granata si sono incontrati al bar di piazza Matteotti stamattina e guardando il palazzo della Provincia hanno ricordato i bei tempi che furono, ma Cirillo, come lo stesso Granata, non si è detto pentito di aver scelto la politica nonostante la Dc lo abbia dimesso dopo il sequestro. “Sono stato nei campi di concentramento e sono sopravvissuto per miracolo a tante disgrazie. La politica l’ho abbracciata per vera passione”, ha detto.

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26 Pensieri su &Idquo;Io, Cirillo e Granata. S’ha da fare un altro libro

  1. Ciao,
    ho letto il tuo libro tutto d’un fiato; non è vero in due fiati, ho iniziato a leggerlo ieri sera e l’ho terminato poco fa (ovviamente non ininterrottamente).
    E’ davvero un bel libro, appassionante. Mi piace il ruolo che ti sei ritagliata, non sei invadente, ossia non hai scelto lo schema domanda-risposta, lasci che sia il lettore a fare le domande alle quali troverà risposta nel libro.
    A te va il merito di aver creato la storia (cosa per nulla facile), di aver messo insieme i pezzi.
    Ho apprezzato tantissimo le parti romanzate, che a mio avviso hanno due aspetti: primo fungono da collante e secondo, l’aspetto più importante, ricordano al lettore che colui che si racconta è un uomo e non il protagonista di un romanzo, ma allo stesso tempo, paradossalmente, danno a Granata la dignità di un protagonista di qualche storia di spionaggio.
    I pezzi da te scritti che più mi hanno colpito sono quelli dove racconti della permanenza in carcere di Granata.
    Avrei altre cose da scrivere, ma penso di aver scritto quelle realmente importanti, dopo tutto sono sempre un seguace del rasoio di Ockham: “A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta”. Caso mai il resto della recensione te la fai scrivere da Asor Rosa.
    Dimenticavo, nel libro ho trovato una citazione superlativa che è stata subito promossa a rango di stato di Facebook: “Neanche tra di loro gli uomini della Dc sono abituati a raccontarsi la verità” .

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  2. Non sono andati benissimo ma almeno ci ho provato…. e comunque a parere di illustri Professori era l’unica strada giudiziaria perseguibile… bloccata da considerazioni politiche e illegittime del TAR Lazio sostituito al Giudice naturale da Berlusca e Veltroni ….. E se non si farà l’appello (la riunionein proposito l’ho convocata martedì prossimo…)è solo perchè i pochi ricorrenti che hanno già anticipato soldi e fatiche (ad oggi circa 3000 euro di spese….e la loro “faccia” bella o brutta che sia….)non se la sentono di investire ancora soldi pagando per tutti quelli che blaterano al vento .. e poi dicono anche che sono ironici…
    … Ma andate a prendervi l’ironia inter…..

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  3. Cesare, ti consiglio di usare lo stesso stratagemma ideato da qualche vostro collega di presidio. Avete bisogno di soldi per il ricorso? Beh, provate con qualche sindaco di turno o con gli “amici degli amici”. A buon intenditor…

    P.S. Ripeto il quesito: Santolo competente de che?
    Fateci sapere, please.

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  4. Abà.. credimi, veramente non “intendo” a chi ti riferisci …o perchè mi chiami Cesare… o chi siano “gli amici degli amici” anche perchè gli unici amici che ho sono quelli che hanno rischiato e rischiano anche le figuracce… e non si naascondono dietro l’anonimato….La smetti di mandare “messaggi cifrati” di cui solo tu fai credere di conoscere il significato? .. ribadisco l’invito a fine dell’ultimo post..

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  5. X Faiello. Utilizzo uno pseudonimo come quasi tutti gli altri che scrivono su questo blog. Perchè dovrei darne conto solo io? Possibile che ogni volta che qualcuno mostra il suo legittimo dissenso o dubbio (senza trascendere in offese), devi sempre farne una tragedia e mi accusi di non avere coraggio? Faiè, questo è un blog, non siamo davanti a un’aula di tribunale.

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  6. x Obama:Accuso il rimprovero… ma sei tu ad avere messo in mezzo questioni che in Tribunale sto affrontando purtroppo solo e senza alcun aiuto se non di quei pochi “intrepidi” e cocciuti e che come me hanno fino ad ora anticipato soldi, fatiche e rabbia… e rischiano anche di pagare le spese di cause giuste contro i “muri di gomma” di Bassolino e Berlusca che comprano tutto e tutti a suono di investimenti, fondi europei, nazionali, etc…. e su certe cose veramente è finito il tempo di ironizzare…. perchè ce la stiamo prendendo in saccoccia tutti… con il termodistruttore che farà finta di funzionare e brucerà qualche tonnellata di monnezza incartata e sarà la scusa per continuare a riempire discariche che da Chiaiano arriverranno nei prossimi anni fino a Capodimonte…. E “quelli che” delle finte proteste che già hanno sicuramente avuto garanzie di visibilità, politicume indifferenziato, che dietro le bandiere della povera gente nascondono i loro sporchissimi piani di occupazione del “dissenso” che non vogliono rendere “civile” e proficuo” perchè sarebbe altrimenti la prova della loro inutilità…. perchè “far finta” di fare i guerriglieri… è sempre stata l’arma di coloro che pensano a guadagnarsi una posizione… Alla fine sanno che in certi ambienti i veri o falsi “eroi” avranno comunque qualche premio….E troviamo ancora la forza di ironizzare?…. Comunque, Obama, effettivamente hai ragione che questo alla fine è solo un blog… ma anche in questi piccoli spazi la verità va detta senza esitazione….. E susate la rabbia ……..

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  7. Omè, ci mancavi solo tu… ben tornato …. mettite a ffà o ccafè!!! Ma mi pare che chi ha ancora la forza di parlare sono solo gli pseudo- vetero .. Non mi pare che gli “altri” dimostrino altrettanta voglia di capire… se, come e dove abbiamo sbagliato quando ci dicevamo e ci credevamo comunisti..

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  8. Non so Santolo che competenza abbia, ma sicuramente non dev’essere così grande se lo definisce un bel libro. E’ pieno di ripetizioni, frasi ad effetto in cui si cerca d’impressionare il lettore con un linguaggio anacronistico e tutta una serie di frasi ambigue. Punti del tutto oscuri. Citazioni di luoghi e strade di Giugliano noti solo a chi scrive, come se fossero la Via Condotti di Roma o Piazza della Signoria di Firenze.
    Non ne parliamo poi della descrizione di Granata che si fa il nodo alla cravatta, o della borsa di Cartier. Diciamo la verità, perle della letteratura, pezzi fondamentali per la comprensione della storia e dell’uomo. Roba che neanche i migliori agiografi riescono a scrivere.

    Ma qualche domanda ogni tanto no è?! Non sia mai!
    Solo alla fine del libro un timido accenno avendo appreso la tecnica dal maestro del dico non dico. Qualche nota per spiegare chi erano i personaggi citati, ad esempio Adalberto Titta? Ma perché!

    Vabbe’ lasciamo stare. Per scrivere certi libri bisogna rivolgersi necessariamente a persone disponibili, e poi nel mondo del giornalismo fa sempre comodo avere un amico per fare un po’ di strada che farsi un nemico.

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  9. marco, leggerti è stato un bel pugno nello stomaco. ma se è quello che pensi, non posso certo censurarti. devo dirti, però, che questo è un libro onesto perchè sin dalle prime pagine non promette scoop, nè fatti inediti. nè ha la pretesa di spiegare dei fatti o la storia. Racconta solo una vicenda e- lo dice sin dall’inizio- raccontata da uno dei suoi protagonisti. Questo lo chiarisce subito. E con questa precisazione non mi difendo, sei libero di pensarla come credi e persino di venire a sputare veleno addosso. Certo è roba aggratis, ma non ti mando a quel paese perchè- come dici tu- sono una persona che preferisce non farsi nemici…(E da questo suppongo che tu non mi conosca abbastanza. Forse se avessi letto altre cose mie o con maggiore attenzione la parte romanzata, te ne saresti accorto da solo) ma solo perchè tollero bene le diversità di pensiero.

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  10. Marco, in questo caso sto con Tonia. Il libro, infatti, non nasce con l’intento e non ha alcuna pretesa – come dice Tonia – di spiegare i fatti o la storia. La mia critica rivolta a Santolo non era imperniata sulla recensione del libro, ma semplicemente sul fatto che era stato definito competente.

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  11. Per Marco Solinas:…Non per fare il Paladino di Tonia… Le critiche sono comunque sempre positive quando fanno riflettere e migliorare… dopo che ci si riprende dai “pugni nello stomaco..” sempre ricorrenti quando si “imbrocca” la strada giusta…..
    Mi sembra che però l’ultimo periodo del tuo post te lo potevi proprio risparmiare… Del resto Tonia conosce sicuramente il “caso” Maresca.. di quei giorni per “abboccare” ai presunti adescamenti di Granata… che oggi vuole solo raccontare la “sua verità” …
    Secondo me questi punti “bui” possono essere superati con un secondo libro… Forza Tonia!!!

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  12. Siamo tutti bravi a parlare, a dire, a criticare. Dietro ogni pubblicazione, a ogni piccolo o grande libro che sia, c’è lavoro, c’è impegno, fatica. Caro Marco, non sai niente del caso Cirillo, lo si capisce da quello che scrivi. Non sai nulla dell’autrice, o fingi di non sapere. Si può dire tutto di questo libro ma non che ci sia la sincerità e l’onestà intellettuale dell’autrice. Spari sentenze senza sapere: i compromessi? Non sai di che parli… Per scrivere un libro sul caso Cirillo non c’è bsogno di fare compromessi ma solo di avere tanta passione e coraggio. E pure aggratis, come dice l’autrice. Non sai nulla di cosa ne pensano Cirillo, Granata, dei giornalisti che lo hanno letto, di quello che si è detto in conferenza stampa, di quello che hanno scritto i giornali… Non sai nulla di nulla. E nmmeno ti informi. Continua a leggere i tuoi bei libri perfettini da premio Strega. Quelli imperfetti, come questo, lasciali a noi che ci ritroviamo alla grande. E se scrivi un libro, se mai lo farai, informa Limatola. Vedrai la sua reazione e capirai quanto sei distante dalla benchè minima capacità di giudizio sereno e oggettivo…

    Brava Tonia. L’augurio è che ogni volta che ti scrive questo Marco, il libro possa andare in ristampa. Alla Feltrinelli sta andando come il pane… Chissà perchè…
    Ps: domani sono a cena con Adalberto Titta, per chi non lo conoscesse…

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  13. Il libro è ben impostato e ben scritto, col giusto bilanciamento tra la parte storica e quella romanzata. Da Granata, tuttavia, mi sarei aspettato qualche ulteriore dettaglio sugli incontri con Cutolo. Ma forse vuole tenerli celati per un nuovo capitolo?

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  14. Ho avuto tempo di leggere il libro in data 19 aprile 2009, dopo che un mio amico fidato mi aveva detto che …l’intervista di Limatola a Granata, intesa in un senso giornalistico classico di domande e risposte così come impostato in copertina, non c’era… Insomma, si rischiava il classico ‘falso’. Per fortuna, al di là di tutte le possibili chiavi interpretative, strumentali od oneste, ho notato in questo libro due dati inconfutabili: la memoria storia del Granata, che sostanzialmente racconta la ‘sua’ verità sul caso-Cirillo, e l’impegno (sia sotto il profilo fisico che intellettuale) della Limatola, la quale in alcuni punti cerca di rendere meno ‘pesante’ il contenuto volume attraverso delle schede di ‘alleggerimento’. Poi suppongo – conoscendo i personaggi – che sia stata Limatola ad andare a verificare, presso gli archivi giornalistici, le date di certe titolazioni relative a vari episodi che compongono il ‘caso-Cirillo’. In sostanza, che questa ragazza si sia fatta un …ulo per curare la pubblicazione di questo libro è indubbio. Tutto il resto non conta.

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