Eluana e la dipartita tempestiva

Erano diciassette anni che Eluana vegetava e, nel momento in cui il parlamento discuteva sulla sua pelle, ha fatto ciao ciao a tutti noi con la manina. Si è tirata fuori, ha chiesto pace. Questo sì che è un segnale divino. Niente di più significativo di questa beffa per i cattolici che straparlano nel mio stato laico e per i politici che straparlano in questo stato di urgente necessità.  Penso ai genitori e al dolore grande che si trascinano appresso da troppo tempo e ai folli che li chiamano assassini. Penso al fatto che se mi trovassi nella stessa condizione, vorrei che mia madre staccasse la spina. Se dovessi morire con pezzi ancora buoni, voglio donare gli organi a chi rischia di morire. Avrò fatto una cosa buona, almeno. Il mio tesserino dell’Aido l’ho firmato a 14 anni (con l’avallo dei miei, è chiaro) e ritengo da sempre che l’Italia sia un paese vecchio e stanco, senza democrazia e senza libertà. Sono sempre della stessa idea, anzi oggi ancora di più. Questo è il mio testamento, se ne prenda nota.

Ci vogliono regole per tutto, è chiaro, ma non stimo chi le propone e impone.

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24 Pensieri su &Idquo;Eluana e la dipartita tempestiva

  1. Sono perfettamente d’accordo con te, condivido perfettamente la tua indignazione. Quando capiranno che essere liberi implica anche l’essere liberi di decidere della propria vita, quindi anche della propria morte.
    Hanno usato un corpo (per me Eluana, la donna, è morta 17 anni fa) per fini politici, figuri del genere si definiscono infami.

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  2. La sua agonia durata 17 anni è finita in poco più di 48 ore, con l’azzeramento totale dell’alimentazione artificiale che teneva la sua vita appesa ad un sottilissimo filo.

    Le voci che in questi giorni hanno gridato, assumendo diverse posizioni su questa vicenda, ora non gridano più. In Senato la seduta convocata per tentare di ripristinare la terapia per Eluana è stata sospesa e si sono tenuti alcuni minuti di silenzio.

    La politica italiana adesso, così come tutta la società, è chiamata a fermarsi e a pensare.

    La sua vita e soprattutto la sua morte purtroppo lasceranno un segno indelebile nel nostro Paese…la strumentalizzazione sicuramente è stata esagerata, ma gli interrogativi che ha posto questa vicenda sicuramente rimarranno per molto tempo irrisolti e discussi.

    Di errori ne sono stati compiuti molti credo. Adesso però non è tempo di polemiche e non è tempo di accuse.

    E’ tempo di pregare per Eluana..per la sua vita che si è conclusa in questa maniera..e anche per i suoi genitori.

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  3. comunue se le regole devone essere fatte e dico se, non spetta certamente ad un organo di natura amministrativo chiamato a gestire problemi ed a facilitare le soluzione di problematiche amministrative.. a legiferare in materia. Viva la nostra Costituzione.

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  4. Scusate, ma sono stato in silenzio come spettatore per lungo tempo… Parlo ora da “leguleo” ponendo in campo quegli argomenti che quando non conviene vengono definiti “sterili ostentazioni di linguaggio giuridico..” .
    Stefano Rodotà, ieri a Ballarò ha citato il caso emblematico di Federico Il Grande che rispondendo a un Mugnaio che lamentava di essere stato ingiustamente espropriato.. pur potendo intervenire con l’Autorità Sovrana disse “A Berlino ci sono sono buoni Giudici… rivolgiti a loro..”. Il Berlusca e i suoi accoliti di finta destra e di finta sinistra hanno massacrato da tempo lo Stato di Diritto che si basa sulla divisione dei Poteri… Il caso Chiaiano è uno dei tanti… e ce ne aspetteremo purtroppo tanti altri… di cui vittime solitarie saranno tante Eluana e tanti Beppino Englaro … fino a che non prenderemo coscienza che la difesa dei princìpi giuridici e delle decisioni di Giudici liberi e non minacciati dai poteri politici e lobbistici si attua sempre e non solo quando i casi diventano eclatanti.
    Pace all’anima di Eluana e Dio perdoni chi nel prendere una posizione (qualunque sia..), lo ha fatto per scopi reconditi che non siano quelli di mantenere la dignità alla Persona anche nell’estremo saluto alla Vita…
    Scusate l’ennesima citazione ma Osborne disse nel suo splendido “Ricorda con Rabbia” “..chi non ha mai visto un uomo morire soffre di una grave forma di verginità..”

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  5. Ciò che di più squallido io abbia sentito in questi mesi; la vita di una persona discussa soltanto per accaparrarsi il sostegno di una o l’altra ideologia. Sono felice che Eluana abbia lasciato tutti, proprio mentre si discuteva di lei e mentre alcuni condannavano il padre. Il problema non doveva e deve essere discusso in maniera più intelligente e lasciando liberi i cittadini di esercitare un proprio diritto: scegliere di morire. Ciò che mi fa rabbia, oltre tutta la speculazione su una vita umana, è che l’Italia dovrebbe essere uno stato laico ma si continua a considerare e farsi condizionare da ciò che il Papa e gli organi ecclesiastici dicono.
    Ciao Eluana!

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  6. Ti risponderanno con eguale rabbia quelli che vedono nell’accanimento terapeutico una forma di rispetto per la vita… Il problema morale non si risolverà mai… e rimanga prerogativa della Chiesa e delle coscienze… come l’aborto e l’Eutanasia… cercando di non dare alla Chiesa l’arma politica che troppo spesso rivendica…
    Rimane quello giuridico di coloro che hanno scelto di approfittare di questa tragedia umana e familiare per affermare la supremazia del potere del Governo sopra tutti i poteri… ponendo a ragione l'”urgenza”… E di questo passo l’urgenza diventa prevaricazione di ogni diritto.
    Alla fine Eluana sarà stata almeno l’occasione di un passo avanti nella coscienza civile troppo spesso addormentata, con grande scorno dei Politici che hanno fatto attendere invano la regolamentazione del Testamento Biologico…

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  7. Il silenzio oggi è sicuramente d’oro, anche perchè il dubbio assale solo chi si interroga. Gli altri “sicuri di sè” sanno solo schiacciare i sentimenti ed ergersi a Giudici dell’umanità.
    Spero che Eluana sia veramente in pace nel Paradiso che, se esiste, la avrà accolta sicuramente in trionfo dopo tutto il calvario che ha trascorso.
    Un bacio, un fiore e una lacrima che non riesco a trattenere pensando a quella immagine sorridente… Ciao Eluana.

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  8. Concordo con Cesare e sul fatto che il silenzio è d’oro ma mi piacerebbe dire la mia non su quanto sia accaduto alla ragazza e alla sua famiglia.
    Quando Eluana è passata miglior vita, canale 5 ha avuto “il mazzo” di avere il tg in onda. Al collegamento il giornalista sembrava essere un parente della poverina; sembrava come se avesse appena dato l’annuncio della morte della sorella. E ppi il tg1, tg2, tgquesto e tg quello in ordine sparso tutti erano addolorati. Tranne forse certa carta stampata costretta a trovarsi un’altra faccenda che facesse vendere i giornali. La cosa più brutta, a mio avviso, è questo sciacallaggio sulle altrui disgrazie. Lo sciacallaggio su questo padre “che voleva ammazzare la figlia”, anche della chiesa (e quando mai si fa i ca..i suoi!) del governo e forse di noi tutti. LA morte di Eluana ha superato anche la crisi economica, il grande fratello e porta a porta. Mentana, che io stimo, si è addirittura dimesso non potendo rispondere in prima serata a vespa. L’indomani mattina, nessuno ricorda più nulla.
    Questo mi ricorda una frase che ho letto una volta “la coscienza dell’uomo moderno sì è solo allargata ma non è diventata più profonda.”
    c

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  9. Trovo disgustoso il trambusto mediatico che si è scatenato intorno alla vicenda di Eluana, ancorché ideale come opportunità di dividere, per l’ennesima volta, gli italiani. In realtà, ai parrucconi che ci governano non interessa un bel niente né di Eluana, né tanto meno di chi vive tuttora lo stesso disagio. In un paese che rischia di implodere per altre questioni non meno rilevanti, occorreva un agnello sacificale da immolare sull’altare dell’ipocrisia e del’opportunismo politico-mediatico. E la portata ci è stata puntualmente propinata, con annessi i nauseabondi contorni. Una mente brillante, e dunque rara, qual è Stefano Benni scrisse che questo paese è affetto, ormai da tempo, da “demolalia”, ossia da una forma di democrazia degenerata in chiacchiere su chiacchiere, discorsi imperniati sul nulla, interventi verbosi e fuori luogo. Meglio, dunque, il silenzio, la riflessione, il rispetto per le posizioni degli altri. Per evitare che dalla demolalia si scivoli verso il baratro della democrisia, di una democrazia dove libertà ed eguaglianza sono irrimediabilmente contaminate dall’ipocrisia ormai imperante.

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  10. Guardo negli occhi mia figlia e penso a Beppino Englaro…non so al suo posto cosa avrei fatto, ma una cosa mi è certa: non lo condanno assolutamente. Alla nostra “bella” classe politica consiglierei di recarsi a Paluzza, dove giace Eluana, e in silenzio (una volta tanto) dimostrare un minimo di decenza. Sono disgustato, amareggiato. Vorrei chiudere con una lettera di un gruppo di persone, pubblicata dal messaggero veneto, e dedicata ai genitori di Eluana. Versi tratti dall’antologia di Spoon River: “Primavera ed estate, autunno ed inverno e primavera a uno a uno passando, davanti alla mia finestra passando, per tanti anni giacqui guardandoli passare e contando gli anni, finché un terrore mi strinse il cuore sovente, l’idea che fossi diventata eterna…..perché quando giacqui inchiodata in un letto per anni, pregando che tu venissi, la tua venuta tardò?”.

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  11. Speriamo che di Eluana ci si ricordi a lungo, come ricordiamo il piccolo Alfredino Rampi che con il suo sacrificio in fondo al pozzo di Vermicino (..ricordate?…) fece nascere la coscienza della Protezione Civile…
    In ogni caso mi fa paura che i giornali siano pieni di notizie di cronaca orrida ma purtroppo talmente “banale” perchè si ripete eternamente… e non delle manovre economiche inesistenti per sollevarci dalla crisi… e della inutilità di questa classe politica parassita e ridicola (Rutelli, Capezzone e Gasparri ne sono l’esempio)

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  12. Tutto tace… Chiaiano è ormai cronaca locale… Mentre il Parlamento fa finta di discutere sui “massimi sistemi” Bertolaso sversa i liquami fetidi nella cava, senza aspettare le decisioni del TAR Lazio… e i bolli in Tribunale il mese prossimo triplicheranno… E intanto l'”icona” Pino Daniele fa il suo intervento (non richiesto..) a Sanremo osannando Bassolino e Bertolaso… Che ne dicono i cultori della musica di avanguardia che sopravvive a se stessa?…come i politicucci che si abbarbicano alla protesta sperando ritorni di consensi alle prossime elezioni.
    A proposito.. a Giulio: Via Toscanella è uno dei problemi che massacrano i napoletani.. che sono anche implicitamente chiamati “sporcaccioni..” da Pino Daniele… Molto meglio Sal Da Vinci che almeno non dimostra vergogna di essere napoletano e cerca di crescere pur provenendo da una sub-cultura musicale e teatrale da sempre vilipesa …

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  13. Faiè, mo prendersela pure con Pino Daniele mi sembra davvero troppo. Ha fatto uno spot pro differenziata, molto probabilmente non conosce le vicende di Chiaiano o Acerra, ma non mi sembra che abbia chiamato “sporcaccioni” i napoletani.

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  14. E intanto…ad orologeria… il TAR Lazio, dopo aver rinviato la decisione sul ricorso per denuncia di nuova opera.. con un dispositivo di cui attendiamo le motivazioni (ci vorrà almeno un mese…) dichiara “inammissibile” il ricorso perchè l'”opera denunciata è già completata…”. Vedremo cosa dirà il Consiglio di Stato su questa laconica decisione e sul mancato invio degli atti alla Corte Costituzionale che era stato pure richiesto… Certo che la strada fosse tutta in salita lo sapevamo bene.. e gli inciampi e i bastoni tra le gambe li becchiamo tutti i giorni… Ma almeno abbiamo la cocciutaggine di chi sa di aver ragione..

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  15. La protesta di Chiaiano è morta e sepolta. Passa al presidio, caro Faiello, e osserva attentamente. In giro sono rimaste soltanto le claque: quella di Insurgencia, la Rosa dei Venti (pro Perrotta), quella bertiniana e una sparuta combriccola di vecchietti.

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  16. Complimenti Tonia, poche righe ma ancora una volta d’effetto e difficili da non condividere. Chi meglio dei rispettivi genitori può conoscere la volontà delle persone che sono nello stato in cui era Eluana… e che purtroppo diventa anche arduo definire “persone”, da quasi tutti i punti di vista.

    Sull’accanimento terapeutico, le posizioni monolitiche, medievali e sempre largamente desuete della Chiesa, strumentalizzazione di partiti e premier, le dirette giornalistiche con gli inviati che sembravano non stare nella pelle… questa è la triste attualità.

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