Che stress da astinenza. Da vacanze e dal web

Non è manco spuntato settembre che già ho nostalgia delle vacanze estive e dell’idea di libertà che si portano appresso. Che tu abbia ripreso a lavorare da un pezzo o meno, ad agosto la vita è più leggera. Per le strade non c’è il solito traffico, le serate sono belle fresche, con l’abbronzatura ti senti sexy e, senza gli affanni della routine, riesci persino ad essere simpatico e seducente. Ma di stress da astinenza, si vive anche in queste condizioni ottimali. Se in pieno inverno, ci roviniamo la salute mentre siamo alle prese con lo sciarpone e l’ingorgo, d’estate ci sentiamo fuori dal mondo se sotto l’ombrellone non teniamo il collegamento a internet. Medium infernale che ci fa sentire al centro del mondo anche se la nostra casella di posta non registra manco un arrivo… In rete c’è tutto quello di cui hai bisogno: dai giornali online alle ricette di cucina, dall’oroscopo personalizzato alla chat per inciuciare con l’amico del cuore sui nomi in lizza per i reality d’autunno. La malattia di chi soffre della mancanza del web ora ha un nome curioso. Uno psicologo inglese ha coniato un nuovo termine: “discombugogglamento”. Leggete i sintomi sul link qua sotto, forse ce l’avete anche voi!

http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/web-societa/web-societa/web-societa.html?rss

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42 Pensieri su &Idquo;Che stress da astinenza. Da vacanze e dal web

  1. Solo per concludere, nel precedente argomento: BRAVO OMERO!!! .. e lo dice chi ha fatto forte polemica con lui… “fuochino, fuochino…”.. Non mi sento di dire che hai centrato perfettamente la problematica perchè questa è molto più complessa… ma le cose più difficili sono quelle che si possono risolvere più semplicemente…. Ora però torniamo al “lavoro e alla lotta” come si diceva una volta… perchè mentre ci si crogiolava sotto l’ombrellone, la Storia e la Cronaca sono andate avanti… E SIAMO PIENI DI MONNEZZA (QUELLA VERA…) FINO AL COLLO….
    Su questo argomento: cerchiamo di utilizzare il web “cum grano salis” perchè effettivamente la vita vera è quella che si vive nei mercati, negli ospedali, Tribunali, etc…. e il 90 % della popolazione adulta anche acculturata non sa cosa sia Google….

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  2. Mi sembra che lo “stress da astinenza” non sia da riferire tanto al computer… ma dovuto.. alla …precarietà dell’amore… per rifarci alla precedente discussione… che non era tanto male…. rispetto a questa…

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  3. Scusatemi se inserisco una pillola di pesantezza e interrompo l’idillio al quale stiamo assistendo da qualche giorno.
    Per Cesare. La precarietà del lavoro prima, la precarietà dell’amore poi. Sul primo punto mi sono già espresso, ricordando che in questa società precaria e decisamente meno ideologizzata (per fortuna, sotto certi punti di vista) ci sono tuttavia una serie di risorse e potenzialità che i nostri avi non avrebbero potuto nemmeno sognare. Ogni epoca ha i suoi pro e contro, insomma, e a noi tocca darci da fare per superare lo stato di precarietà. Sul secondo punto, invece, direi che l’amore non può che essere precario e, fatalmente, avvicinabile al mistero che connota la fede religiosa. Non c’è nulla da fare, oggi come ieri. O si ama o non si ama. Puoi avere o perdere tutto dal mattino alla sera. Non importa, e non conta poi tanto, se fai grandi ragionamenti, se usi le paroli più belle, se ce la metti tutta. Anche le coppie che sembrano inossidabili sono soggette a queste regole non scritte. L’amore finisce o sbiadisce, ma a volte si tira a campare e ci si accontenta per altre 100mila ragioni. Tutt’altro che trascurabili.
    Alla prossima.

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  4. Ho letto da qualche parte cosa sosteneva a riguardo cesare pavese: “l’amore è come la grazia di dio, non servono le astuzie”. Che, nel suo realismo esistenziale, suona più o meno così: è come la fede, c’è o non c’è. Noi ci vogliamo credere, come avrebbe detto la biondona sensitiva di un programma tv di tanto tempo fa…. Anche se, con tutta la mia folle ingenuità, ritengo che sia possibile conservare l’amore nel tempo. Quello che è improponibile è tenere qualcuno legato a te se questi non vuole. Ma mantenere le promesse si può fare, specie se l’impegno è quello di non fare del male.

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  5. E non giriamoci attorno ma almeno in cambio facciamo qualche centro!Altrimenti sembra che ci giriamo di lato e continuiamo a dormire….meglio pentirsi di aver fatto che di non avere osato no?….Vi consiglio a questo punto la lettura del libro del “califfo” al secono Franco Califano che verte proprio sull’argomento…(chi vuole mi può segnalare l’e mail a cui posso mandare il file) .in sintesi, il consiglio è quello che contro lo scoramento e la solitudine di cui si lamentano le nuove generazioni Lui (il veterano pluridecorato) , dicce che bisogna proprio che ci si sente molto più soli in gruppo che in coppia e che nei gruppi di ragazzotti che usano uscire in quattro, cinque, sei o altri, alla fine non si collezionea nennu “ricordo” che valga la pena di essere ricordato…aggiunge che Lui, alle soglie dell’età adulta (…sic) , non potrebbe vivere senza appunto quei ricordi….Io aggiungo che senza questi meccanismi il mondo si sarebbe estinto e traendo spunto dalla lettura dico che per combatttere la paura della solitudine bisogna cominciare ad amarla e, magari a condividerla con meno gente possibile……siamo pratici….parlare, parlare, parlare ma poi?

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  6. beh…vi chiedo perdono ma…visto il livello intellettuale, il libello del “califfo” non mi sento di consigliarlo e rimane per me un peccatuccio “da ombrellone” e meno consigliabile di quelle letture così definite “da bagno” per motivi evidenti…

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  7. Ben trovati ragazzi…aspettavo che la discussione uscisse dal sonnecchioso stallo post vacanziero ma vedo che ancora stenta a trovare la strada fra ombrelloni chiusi e code autostradali ormai terminate anche se i lavori sulle autostrade ormai non terminano da decenni e rimangono a testimoniare il grado di efficienza dei governi e dei governati…Dirò per esordire che Califano piace al di la dei contenuti perchè ha sempre fatto lo sberleffo alle canzoni “serie” e con il mito di eterno conquistatore fa , per lo meno sorridere…..anche se, d’accordo con Obama..ogni uno diventa col tem,po e le rughe la parodia di se stesso…..

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  8. direi che sia Caifano, nonostante l’età, le rughe e i realitty ad andare ancora alla grande…forse anche perchè è capace di mettersi sempre in discussione?…e tanto per accendere ancora una scintilla di discussione o magari …di polemica nella caldaia di questo treno ancora fermo nella stazione vacanziera…..non è “chiummoso”…

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  9. Sì, Califano non è “chiummoso”, caro Giuglianese. Ma certe volte è patetico. Come ha scritto Napoli punto e a capo, spesso sembra la parodia di se stesso. Comunque sta storia del “chiummoso” incomincia a stancare. Di quali temi dobbiamo discutere e con quale linguaggio? Ce lo spieghi, Giuglianese? Io credo si possa parlare di tutto, anche delle cose più chiummose (che pure esistono nella vita e delle quali non si può non tener conto) con tono leggero, ma allo stesso tempo con passionalità.
    Ti saluto.

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  10. Evviva! bastava solo un piccolo pungolo e sta rimettendosi in circolo quella sana adrenalina che oltre che a reagire, ci fa “sentire”…..sinceramente avevo notato un tono di sbadiglio negli interventi che non si addice all’idea che mi sono fatto dei personaggi. Magari si può continuare a discutere dell’oggetto che mi sembra indovinato ma con maggiore stimolo e meno sbadigli. Per dire la mia in proposito dirò che argomenti come quello proposto in modo così preciso, non trovano risposte adeguate e con il tono giusto perchè ormai ci stiamo assuefacendo a quel pericoloso e capzioso clima della continua emergenza a cui “la casta” dei governanti ci ha sottoposto, imponenedo invece i SUOI argomenti, fatti di piccoli, futili e meschini interessi di bottega e di miserabili bisogni piccolo borghesi…Così facendo, ha ragione Tonia, la vita scorre senza emozioni e senza ricordi che , come dicevo, vale la pena di ricordare! Quindi impegno, discussione ma anche e sopratutto passione e quel sano tocco di autoironia che tanto cerchi in altri ma che dimostri di non possedere del tutto.. Ricambio i saluti.

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  11. Questo è un punto di vista che non condivido, a meno che non si parli di mera passione che segue istinti non razionali ma se vogliamo parlare di Amore Beh! quello a mio parere e non solo, è il frutto del completamento di passione e ragione…forse anche materialità ma sicuramente il mero calcolo è contrario a tutto quanto.

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  12. Mi sforzo di essere leggero, e vorrei che fosse l’approdo naturale della mia evoluzione umana. Non sempre, così come a tanti altri (anche tu Giuglianese non ne sei immune) mi riesce. Anche la leggerezza, a mio avviso, è strutturata – più o meno – come la fede e l’amore. Ti puoi mettere d’impegno, puoi studiare, migliorare, ma certe qualità sono innate. Di natura sono piuttosto incline al rabbuiamento; amo la polemica, quando è ben argomentata e non è strumentale. La trovo uno strumento utile (anche dal punto di vista sociale), talvolta imprescindibile per farsi spazio attraverso le avversità del quotidiano. Detesto – ve lo confesso – le acque chete, i razionalisti ad oltranza, il buonismo di maniera e coloro che non mettono passione nelle cose e che non si incazzano mai. Mi fanno paura e tristezza. Tuttavia, aspiro alla leggerezza e, non potendoci arrivare, mi affido speso all’ironia e quache volta al sarcasmo. Adoravo Troisi, il suo sguardo sul mondo e sulla società, così intelligentemente leggero; le spassose “cattiverie” di Alberto Sordi; la commedia all’italiana; lo charme di Vittorio De Sica; la dolce indolenza di Marcello Mastroianni; la sensualità mai volgare degli esordi di Claudia Cardinale; il carattere fiero e sincero di Anna Magnani; l’espressione di Clint Eastwood nei film di Sergio Leone; la musicalità e le pause delle commedie di Eduardo; Totò e Peppino; gli aforismi di Ennio Flaiano; l’originalità di Pasolini; la passionalità del tango argentino, le incazzature e i colori del primo Pino Daniele; Era de maggio, Scalinatella e a Tammurriata nera; la voce di Caetano Veloso; gli assoli di chitarra jazz; le poesie di Montale; la genialità di Maradona, il talento e la forza di volontà di Alessandro Del Piero. Adoro chi non ha risposte per tutto; chi non dà consigli a tutti i costi; chi le prova tutte anche se non sempre fa centro; chi ti fa una cazziata piuttosto che guardarti con l’aria di superiorità o indifferenza; chi segue ostinatamente il suo suono nella vita; chi è educato ma non si limita al formalismo; chi ti stringe la mano con forza; chi pensa che un’altra vita e un altro mondo (non strettamente legati alla religione) forse ci saranno; chi ha fede ma non te la vuole imporre a tutti i costi. Mi danno noia i moralisti, gli pseudo intellettuali; chi pensa solo ai soldi e chi invece non dà ad esso il giusto valore; chi, pur avendone la possibilità, fa solo un figlio; chi non commette mai una “marachella”; gli uomini nati sotto il segno del Leone e le donne Sagittario, ma soprattutto i pesanti come me.
    Alla prossima.

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  13. E a questo punto mi viene il dubbio se i leggeri nascondono la loro pesantezza o altresì i pesanti nascondono bene la loro leggerezza?…Mi sa! E’ difficile aggiungere qualcosa alla bella elencazione di Omero e facendo uno sforzo dirò che mi accorgo che la medesima persona che inizia un dialogo non è mai la stessa identica che lo fnisce, non fosse altro che per scrivere si è costretti a confrontarsi con se stessi e quindi a cambiare punto di riflessione! Inoltre per non perdere le riflessioni vacanziere che mi vengono dall’osservazione dei posti diversi (fatti di mare, orizzonti e sabbia ), ma anche dalle letture amate di Hamingway che tanto prendono vita da quei posti, che la ricerca di una dimensione non può mai trovare un approdo ed è fatta per vagare fra voluttuose olde, venti che soffiano impetuosi e che fanno sognare il momento di quiete mentre si tira allo spasimo con le mani sanguinanti il marvin catturato con la forza del’ostinazione e che se avesse comandato la ragione non si sarebbe potuto catturare nè trainare contro qualsiasi calcolo di convenienza. Ma più delle tempeste ancora più mi fanno paura le petulanti bonacce che fanno arenare la mente e che creano incostrazioni di salsedine che a portarle via! come si dice “aqua cheta s’appantana e ffete”.

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  14. La pesante leggerezza dell’essese: dell’essere o dell’apparire.. del tutto e del niente… Veltroni si sta creando una immagine nel dire tutto e il contrario di tutto… è anche interessanbe indagare e innamorarsi delle contraddizioni del mondo e dell’Uomo… che è androgino come la donna è virago… e protremmo riempire pagine e pagine di aria fritta senza costrutto… come le esercitazioni goliardiche di lieta memoria… Non è che stiamo cadendo nella trappola di interessarci solo dei “prolegomeni indifferenziati..” come diceva Umberto Eco nel “Pendolo di Foucolt..” ..uno dei libri più “pesanti” che abbia mai letto..???.. a proposito di Chiummi…)

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  15. Alle cose ottimamente segnalate ed evidenziate da Omero, aggiungerei: No ai luoghi comuni che circolano, nel bene e nel male, su Napoli e i napoletani. Farei cenno, inoltre, tra le cose da salvare, ad alcuni passaggi del Vangelo (ci sono indicazioni veramente rivoluzionarie per gli esseri umani) e quelli della Divina Commedia (c’è tutta la vita là dentro). Poi non possiamo dimenticare i Beatles e l’energia, la scossa il rock ha portato nella società ingessata e conformista a cavallo tra i ’50 e i ’60 e anche dopo.

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  16. Giuglienese, Napoli punto e…., ma che volete che facciamo il blog di Kiss me Licia. A parte il fatto che non mi sembra che si siano toccate punte di pedanteria e pesantezza così eccessiva, ma pare che state esagerando con sta storia. Di chi volete parlare? Di Luciano Caldore, degli amici della De Filippi e di quanti capelli tiene in testa lo psiconano di Arcore?
    Fatecelo sapere.
    Grazie

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  17. Triste da ammettere ma confessiamolo, siamo presi talmente tanto dalle nostre fobie esistenziali e immediate che temi come gli ultimi proposti non riescono a sortire il coinvolgimento che meritano. La preoccupazione dei “prolegomeni indifferenziati..” paventata da Cesare,il monito (condiviso) di non scadere nel pettegolezzo da rotocalco di Obama, il continuo richiamo alla realtà delle armi di Faiello, fanno da contraltare ai voli passionali ed eccitanti di Omero e alle episodiche citazioni poetiche di Giuglianese che costruisce un personaggio fra il buzzurro e l’impegnato con i piedi a terra e i castelli in aria..(premettendo che molti castelli costruiti nella sua zona bisognerebbe proprio che saltassero in aria)…..L”altra metà del cielo” , fra cui la moderatrice, poi timidamente cerca di immettere “perle” di passione irrazionale”, forse solo perchè quando si parla di passione e amore le donne si sentono le sole titolate ma si limitano ad osservare forse con ghigno divertito….Si riscreano, come potete osservare i canoni e i personaggi della finzione scenica osservati già da Aristotele e Plauto (anche nell’era mediatica “niente di novo sotto il sole”). In qesto “teatrino” decido di prendere parte e Vi preannuncio che mi presenterò prossimamente con unpersonaggio nuovo a cui non ho ancora pensato ma che, forse, riprenderà il messaggio epico come quello di omero. poichè credo che il mio pseudonimo abbia esaurito il suo divenire immediato anche per i motivi di cui in epigrafe poichè credo che “fatti non fummo per vivere come bruti ma coltivar virtute et conoscentia” e limitarsi alla sola cronaca nostrana e all’imminente monnezzara, ci fa sentire ed essere tristi.

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