Al jazeera a Villaricca per gli artisti della pace

 

Il 50° anniversario dell’ideazione del simbolo della pace diventa l’occasione per festeggiare l’arte in tutte le sue forme dando vita ad una vetrina più unica che rara. L’obiettivo: avvicinare tutte le generazioni alla cultura del rispetto reciproco, all’integrazione sociale, alla pacifica convivenza dei popoli. Questa è l’idea che ha spinto l’associazione “illimitarte”, nota per aver ideato il “monnezza sound” e  l’ensemble di percussioni riciclate Bidonvillarik, a dare vita alla prima edizione di “A world of peace”, negli spazi della biblioteca comunale di Villaricca, in provincia di Napoli, oggi 5 luglio 2008. “Un’iniziativa fuori dagli schemi del mercimonio commerciale- dice Lello Cardone, presidente di illimitarte- che promuove la vera arte, libera e indipendente, che guarda con interesse ai temi della nostra attualità”. Dall’emergenza rifiuti in Campania alla povertà nel mondo. Iniziativa realizzata col patrocinio dell’Assessorato comunale alla Cultura, retto da Vincenzo Palumbo, e con la collaborazione come mediapartners di: Currite Lente, Anea, Switch eventi, Artisti Cilentani Associati, Anbruradio, Elfa Promotions, Mayday News, Movimento Musica, Let’s Rock, Radio Kemonia, Artisti Cilentani Associati. L’AWOP festival (A World of Peace www.aworldofpeace.net) vede il coinvolgimento di tutte le forme artistiche con esposizione di tutte le opere proposte e le performance teatrali e musicali presentate sul tema della pace tra i popoli, il disarmo, gli scempi della guerra. Alla rassegna hanno aderito 160 artisti che hanno animato i giardini della struttura comunale con tante opere. Poesia e letteratura, fotografia, fumetto, pittura e scultura, opere teatrali, danza e musica. Alle 19 è previsto l’intervento di padre Alex Zanotelli. Sono attese le telecamere di Al jazeera.

Interviste e musica in diretta fino alle ore 24 su www.radiokemonia.it

 Ma le avete viste le foto dell’evento sul sito www.aworldofpeace.net? Belle, davvero…

 

 

 

 

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56 Pensieri su &Idquo;Al jazeera a Villaricca per gli artisti della pace

  1. Ciao Tonia, mi fa piacere leggere di te sul web con il tuo blog che seguirò spesso. Lascio Email inviata a Lello Cardone per la deludentissima serata awop. ciaooooo:

    Carissimo Lello,
    prima di tutto volevo congratularmi con l’evento di ieri, anche se devo dire
    che, sono rimasto molto deluso.
    Deluso perchè prima di tutto, non c’è stato tempo per le poesie e perchè il
    modo in cui sono state presentate , non facevano onore alla categoria. “Nel
    frattempo” le band si preparavano , si annunciavano i poeti sul palco.
    Questo non è giusto. Anche noi poeti dovevamo avere lo stesso spazio degli
    altri artisti, non certo riempire i buchi tra una band e l’altra.
    Considerato che sono stato il primo a consegnare il materiale in biblioteca
    e considerato che sono stato il primo a presentarmi la mattina, mi aspettavo
    di certo un accoglienza diversa. Anche per gli artisti che non hanno avuto
    modo di presentarsi sul palco per via dell’orario. Non mi è sembrato giusto.
    Magari era meglio far esibire le persone in ordine di consegna iscrizione.
    Questo ha deluso me e tutte le persone che ho invitato ieri ( e ne erano
    moltissime)
    Diciamo do un 10 e lode per l’iniziativa e per l’impegno di tutti voi nel
    portare a termine il progetto, ma un zero netto per la riuscita del
    progetto.
    Perdonami se sono stato critico, ma credo che ieri non siano stati
    rispettati tutti gli artisti e questa è una cosa molto grave.
    Con la speranza che, nella prossima edizione ci sia maggior sincronizzazione
    e magari una selezione di artisti, magari per snellire i tempi, ti auguro
    una buona estate.
    Come sempre viva l’arte e viva la pace

    Dario De Lucia
    http://www.dariodelucia.it
    http://www.myspace.com/deluciadario

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  2. ehi, la difesa di lello, geniale “inventore” di una vetrina importante come l’AWOP non spetta a me. però posso raccontarti anche se lo saprai già che x questioni di tempo, dalla scaletta sono saltati anche i bidonvillarik nonostante ci fossero le telecamere di al jazeera venute apposta a riprendere la loro performance. Lo spirito (raro e sociale) mi sembra quello giusto, l’organizzazione può migliorare senz’altro.

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  3. Ciao Dario, ciao Tonia, vorrei precisare che la mail é arrivata solo sul tuo blog.
    Ricordo a Dario che stiamo costruendo un aereo di carta. Il primo che vi sputa sopra lo inzuppa e non vola piú.

    Grazie a tutti gli altri 161 artisti ed ai 14 che non hanno suonato me incluso.
    Abbiamo voluto dare voce a tutti per lanciare un messaggio di pace, non per esibizionismo. Se non ce ne é stata la possibilitä é stato compreso da tutti. molto spesso la voglia di protagonismo batte il messaggio. Mi dispiace.

    A presto.

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  4. UNA BELLA INIZIATIVA MI HA COLPITO TANTO IL RAGAZZO DI ROMA PALERMITANO CON UNA SPLENDIDA CANZONE E VOCE MA NON RICORDO COME SI CHIAMA S EPER FAVORE MI POTETE DIRE COME SI CHIAMA A ME E AD ALTRE PERSONE HA COLPITO MOLTO QUEL RAGAZZO COSì SFUGGENTE COSì MISTERIOSO COSì BRAVO.

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  5. Il parlemitano di origine si chiama giuseppe cardone- bravo davvero- come tutti gli artisti che hanno partecipato all’awop- Dario compreso- Mi sono molto divertita e dalle interviste che andranno in onda su radiokemonia ve ne accorgerete-
    baci a tutti-

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  6. Caro Lello, la mia non era voglia di esibizionismo. Anzi. Era solo un modo per dire che alcune cose potevano essere curate meglio, per far girare l’iniziativa in modo speciale. Creare magari meglio una scaletta,snellire il cast ( me compreso se non ero idoneo) non si poteva certo far esibire 30 artisti in due ore. E poi comunque nessuno ha sputato sopra ad aerei di carta. Io ho lodato l’iniziativa, te compreso. Non era assolutamente mia intenzione creare mallumore. Non mi permetterei mai. Il mio era soltanto un modo democratico per esprimere un parere. Niente di più.

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  7. quella di Villaricca è ancora più importante perchè si dimostra che mentre dalla città si manda spazzatura e culturicchia affastellata di pavonazzi come Pino Daniele con la puzza al naso e con la voce nasale a cantare un idioma napoletano che ormai si parla solo a Milano, mentre in provinicia bisogna tapparselo il naso per il tanfo della spazzatura che quivi si manda dalla città e nonostante tutto si cerca di anteporre la cultura popolare. E non si parla di falsa cultura neomelodica o rivisitazioni accademiche di Basile e di storia di altri tempi, ma di tentativi di aggregazione che parlano il ritmo delle realtà in trasformazione e di un messaggio di aggregazione culturale sopratutto rivolta ai giovani..ssimi, tanto bistrattati dalla “cultura” qualunquista e accademica….BRAVA VILLARICCA! continuate così e sarete voi il capocentro culturale della zona nord-Napoli…

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  8. Questo è l’endemico male dei napoletani: parlare male degli altri napoletani, sparlare di tutto e tutti. Soltanto noi siamo capaci di cirticare i nostri migliori rappresentanti. Napoli punto e a capo, parli di aggregazione, di cultura popolare. E poi sei capace di sparlare di uno che ha fatto tanto per la cultura popolare napoletana. Oggi non è quello di una volta, ma rimane un signor musicista. Il testimone è stato passato a gente come Raiz, Meg, 24 grana. Ci sono nuovi attori, comici alla ribalta, nuovi registi (Garrone, Sorrentino, c’è la generazione dei Corsicato, Martone, De Lillo etc), altri musicisti in gamba. A loro, e agli intellettuali di questa città, tocca ridisegnare le coordinate. Eduardo, Carosone, Troisi, Bennato, Daniele, Gragnaniello, La Capria, Rea, Marotta, nel loro periodo hanno svolto un grande lavoro. Ora tocca ai nuovi farsi avanti. Anche a quelli delle periferie. Ma attenzione a non rimanere imprigionati nei ghetti.

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  9. Perchè non prendere esempio dal concerto di ieri e dalla serata di Villaricca? Che siano piaciute o no, alla fine, è stato un modo per ritrovarsi tutti insieme a parlare ancora della nostra città-
    Qualcosa di buono c’è sia a Napoli che in provincia, se qualcosa di buono si vuole fare. O no?

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  10. Con il mio gruppo ho avuto modo di partecipare alla manifestazione del 5 luglio a Villaricca, siamo stati il penultimo gruppo a suonare e lo abbiamo fatto con i monitor sul palco spenti, le casse per il pubblico regolate al minimo e la tensione di un imminente arrivo della polizia che ci cacciasse tutti. Questa cosa ovviamente non ci ha facilitati nell’esecuzione, anzi. Però capisco anche che organizzare oltre 30 gruppi (e parlo solo del concerto serale) che si susseguono sul palco senza interruzioni non è cosa da poco. Oltretutto stiamo parlando di un evento organizzato con le sole forze di Lello e Massimo e di altre associazioni come “illimitarte” che non dispongono di enormi capitali, tutto si basa esclusivamente sulla voglia e la caparbietà di singoli individui che, per fortuna, credono ancora in una concezione nobile dell’arte e si fanno in quattro per dare spazio a giovani artisti che molto spesso vengono accantonati per far posto a chi con la musica, la letteratura, la poesia ecc produce ricchezza. Io sono dell’idea che qualcosa a livello organizzativo nell’evento serale del A World of Peace sia sfuggito di mano. E’ stato commesso qualche errore sulla gestione del concerto serale, detto questo però non ritengo sia giusto sparare a zero contro chi ha buttato il sangue per realizzarlo. L’errore può capitare e si verifica spesso anche nei mega-concerti da 80 euro a ingresso, tutto sta a prenderne visione e scongiurare il ripetersi dello stesso in manifestazioni future. Sono sicuro che già nella prossima edizione di a world of peace le cose andranno meglio.

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  11. Pino Daniele e tanti altri che hanno fatto la propria fortuna perchè hanno sapientemente e artisticamente preso linfa dai ritmi e dalla cultura di Napoli hanno seguito il loro percorso culturale ed “economico” che li ha portati fuori dalle evoluzioni frenetiche di quella che è ormai una metropoli, dove sopratutto dalle periferie vengono le nuove sollecitazioni. Sono ancora adesso un estimatore diella sua musica e la riconosco quale evoluzione di quel meraviglioso momento di rivalutazione culturale degli anni settanta del secolo trascorso, quando un ritmo e una voce creava un coro di tensione e passione. Il motivo per cui ritengo “pavonesco” il compotamento di questi è il fatto che la loro sempiterna presenza alle manifestazioni “di regime” riesce a mettere in secondo o terzo piano, fino a farla scomparire la cultura e l’impegno dei tanti che vivono i ritmi e la vita culturale in rapida evoluzione .Questi artisti sono riconosciuti quali sempiterni e quasi unici rappresentanti della cultura e della realtà, pur avendo stabilito da anni la loroo attenzione artistica ed economica a Roma e in altre città e così sancendo il ruolo coloniale della nostra città. Essendo poi la classe politica fuori dalle evoluzioni di cui dicasi, quando c’è da rilucidare il salotto e mostrare i gioielli di famiglia, questi li pescano dagli armadi e così legittimano la propria insulsa assenza dalla realtà e così facendo mandano ancora messaggi negativi sul degrado che si vuole attribuire agli “incivili” abitanti delle periferie ( o preferisci ghetti?), meglio definiti “cafoni”.
    Plaudo ancora quindi all’esperienza di Villaricca e spero che ve ne siano altre ed altre ancora che dimostrino che la cultura è viva in queste lande e che da Napoli arriva sempre e comunque materia viva.

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  12. ehi sıamo tutti felici che lello cı abbıa coinvolti: insıeme siamo una vera forza… alla faccıa delle etichette (di qualsiasi tipo) e di chi svende l*arte. Non mı stanco di rıbadirlo: dobbıamo ınsıstere. Insıstere.

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  13. Per Napoli punto e a capo.
    Non è colpa dei grandi artisti partenopei se Napoli è diventata una colonia dal punto di vista discografico o culturale.
    Ricordo che ai loro tempi anche Totò e Eduardo sono stati costretti a lasciare la città. Gli artisti, per diffondere la loro creatività ad un pubblico vasto, hanno bisogno di strutture e mezzi adeguati. Questo succede in tutti i paesi del mondo. I grandi si confrontano con gli altri, girano il mondo, accumulano esperienze, poi magari ritornano all’ovile. E’il ciclo naturale delle cose. Plaudo anch’io all’esperienza di Villaricca, ma lasciamo in pace i mostri sacri. Ognuno nel proprio lavoro vorrebbe evolversi e crescere ulteriormente, quindi non c’è nulla di male nel lasciare la propria città d’origine. Ora tocca alle nuove leve venire fuori e raccontare la Napoli di questi anni, come hanno fatto negli anni ’70 -’80 i vari Senese, De Piscopo, Daniele, Bennato, Avitabile, De Sio, Troisi e tutti gli altri.

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  14. Ho solo detto che apprezzavo l’iniziativa di Villaricca. Di cosa avrei parlato?
    Ti sei bevuta il cervello, per caso? Tutto il discorso era improntato sugli artisti napoletani, e sulle critiche mosse da Napoli punto e a capo. Rileggilo.

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  15. Per Tonia Limatola.
    Questo è ciò che ho scritto nel post incriminato.
    Te lo rigiro. Di quale argomento avrei parlato a sproposito?

    Non è colpa dei grandi artisti partenopei se Napoli è diventata una colonia dal punto di vista discografico o culturale.
    Ricordo che ai loro tempi anche Totò e Eduardo sono stati costretti a lasciare la città. Gli artisti, per diffondere la loro creatività ad un pubblico vasto, hanno bisogno di strutture e mezzi adeguati. Questo succede in tutti i paesi del mondo. I grandi si confrontano con gli altri, girano il mondo, accumulano esperienze, poi magari ritornano all’ovile. E’il ciclo naturale delle cose. Plaudo anch’io all’esperienza di Villaricca, ma lasciamo in pace i mostri sacri. Ognuno nel proprio lavoro vorrebbe evolversi e crescere ulteriormente, quindi non c’è nulla di male nel lasciare la propria città d’origine. Ora tocca alle nuove leve venire fuori e raccontare la Napoli di questi anni, come hanno fatto negli anni ‘70 -’80 i vari Senese, De Piscopo, Daniele, Bennato, Avitabile, De Sio, Troisi e tutti gli altri.

    Evidentemente la sindrome di Faiello (quella dell’accerchiamento e della caccia alle streghe) sta contagiando anche te.
    Saluti.

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  16. Salve a tutti.
    Sandokan, scusa se intervengo ma non concordo quando dici che “Non è colpa dei grandi artisti partenopei se Napoli è diventata una colonia dal punto di vista discografico o culturale”.
    I grandi artisti (tua espressione) per numero di vendite (mia precisazione) hanno dirottato verso di loro e verso gli intrallazzi politico-discografici molti fondi,, che potevano essere destinati agli artisti indipenmdenti.
    Vatti a vedere quanti fondi pubblici si é magnato don gianni citro per il meeting del mare e vedrai.
    Viva l´ arte libera dai “grandi artisti” di sandokan
    e non é un caso se la libreria guida sta rimborsando oltre 18.000 euro per il concerto del pinotto con giggi talessio

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  17. Per Lello Cardone.
    1) Gli artisti di cui parlo hanno catalizzato interesse, vendono e di conseguenza arricchiscono loro stessi e le case discografiche. E’un discorso vecchio come il mondo. Dove sarebbe lo scandalo? Cosa avrebbero dovuto fare? Tutti i grandi, per una ragione o per un’altra, hanno dovuto lasciare Napoli. Oltre ai soldi, è anche e soprattutto una questione di opportunità lavorativa, per poter lavorare meglio. A Roma e a Milano le major, le grandi case discografiche esistono da oltre 50 anni, quindi ben prima dell’esplosione degli artisti di cui ho parlato.

    2) Vorresti discutere il valore degli artisti di cui ho scritto: gente come Daniele, i fratelli Bennato, musicisti del calibro di De Piscopo, Esposito, Senese, la De Sio, Avitabile, Troisi e tutti gli altri nati tra i ’70 e gli ’80, cosa sarebbero secondo te? Ma ti rendi conto di che svolta hanno impresso alla musica, al cinema e all’arte napoletana? Ti dice niente il neapolitan sound? Ti dice qualcosa Ricomincio da tre, la Smorfia, Scusate il ritardo o in tempi più recenti il Postino. Ci sono canzoni, film e opere che hanno rappresentato un’epoca e che hanno mostrato all’Italia e al mondo una nuova faccia di Napoli. La Napoli multiculturale e cosmopolita, la Napoli di chi lavora e non dei furbi.

    3) Non mischiare i vari fenomeni. D’Alessio, che a me non piace per niente, da espressione neomelodica è diventato un cantante pop a tutti gli effetti, come Ramazzotti o la Pausini. Per me fa cagare, ma perchè denigrarlo se vende?

    4) La libreria Guida sta rimborsando i biglietti? E allora? Le colpe sono degli organizzatori, del Comune di Napoli e del presidente del Napoli De Laurentiis (il veto al San Paolo l’ha messo lui), che centrano gli artisti?

    5) Chi cavolo è sto Don Giovanni Citro? Che c’azzecca con gli artisti?

    6) Negli anni anni ’90 è esploso il fenomeno delle Posse: sono venuti fuori gruppi come gli Alma, i 99 Posse, 24 Grana, Speaker Cenzou, e tanti registi interessanti (Martone, Corsicato, Incerti, De Lillo, Sorrentino). Segno che chi ha cose nuove da dire, prima o poi riesce ad emergere.
    Quindi niente piagnistei, chi ha talento lotti invece di criticare i mostri sacri.

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  18. E’ stato un grave atto di superficialità che nel contesto di questa manifestazione dedicata alla pace non sia stata invitata la testimonial ed artista per la pace campana Agnese Ginocchio, emblema per eccellenza della pace, nonché ambasciatrice . Agnese Ginocchio, lungi da ogni operazione commerciale, vive una vita sobria, distaccata da certi ambienti che usano la pace solo per guadagnarci. Questo singolare personaggio prima di cantare si impegna e si sacrifica ogni giorno mediante l’esempio della propria vita a diffondere il difficilissimo messaggio di cui si fa promotrice ed ambasciatrice. Pensateci meglio la prossima volta, altrimenti viene solo da pensare che la vostra sia la solita operazione di speculazione commerciale.

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  19. caro andrea, tı rısponde lello cardone a cuı ho gırato la tua maıl:
    ‘Io credo che non parli mai di pace abbastanza e non sapevo che ci fosse
    un “albo” degli ambasciatori di pace che escluda tutti gli altri dal
    parlare…Personalmente non conosco la signora in questione ne le sue opere e me ne scuso ma lo spirito dell´AWOP é quello di aggregare giovani nel nome del valore unico della PACE senza peró invitare alcuno.
    Bastava cercarci, contattarci ed infine onorarci. Chi pensa che ci siano speculazioni dovrebbe vedere il sito ufficiale e guardare il planning economico della manifestazione. Dovrebbe informarsi su chi l´ha organizzata, su come opera sul territorio ed eventualmente vergognarsi un po´ per quello che non fa per gli altri’.

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  20. san do can ci sono molti artisti liberi che se ne fregano delle vendite e che non hanno notorietà. Sei come in bicchiere di birra. Navighi a vista sulla schiuma senza conoscere quello che c’è sotto. Guarda questa artista angelina ginocchio. La conoscevi?

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  21. caro andrea prima di scrivere cretinate avresti potuto informarti sull’organizzazione di questo evento. Io in qualità di organizzatore della manifestazione posso dirti che non abbiamo chiuso le porte a nessuno anzi eravamo assetati di persone che si sarebbero rimboccati le maniche per aiutarci e non di critiche ( ammesso che tu sappia pensare).
    La rete che si è creata intorno a questo evento è stata straordinaria, la voglia di fare qualcosa di serio era in tutti i partner che hanno aderito al progetto “a world of peace” e lo hanno fatto con grande spirito e liberi da qualsiasi interesse economico. Il grave atto di superficialità che dicevi tu, è dato dalle persone che come te stanno solo li a guardare e a criticare, ma nonostante ciò ti invito a far parte di questa meravigliosa rete (www.aworldof peace.net) sempre che tu voglia cambiare.

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  22. Buona sera a tutti ciao Tonia ero preso a leggere i commenti un pò di tutti
    parlo da artista che quella splendida sera non ho potuto esibirmi per dare spazio ad altri.Posso dire che è stata una manifestazione bellissima iniziata dal mattino con molto interesse da parte di tante persone.
    Volevo ringraziare Lello per aver organizzato questa manifestazione dove ha dato la possibilità a tutti gli iscritti di manifestare un segno di pace e non di fare gli esibizionisti un grande grazie va anche al service che dalla mattina a sudato tantissimo per far riuscire al massimo tutto ciò.
    Dicevo sono un’artista che non si è esibito come BIDONVILLARIK e METRO’SOUND mi è dispiacioto però ne sono stato contento.
    Spero che tutti noi ci rifaremo al prossimo evento dando un vero segno di pace iniziando da artisti ad organizzazione concludo dicendo:
    VOI CI SARESTE RIUSCITI?
    Un saluto a tutti.

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  23. quello che ho detto lo riconfermo. la prossima volta organizzate e allargate a tutti e non solo ai vostri contatti le iniziative se davvero volete essere coerenti. Informatevi meglio e navigate bene sul web, impossibile non incontrare l’artista e testimonial della pace. impossibile!!!
    saluti

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  24. quello che ho detto lo riconfermo, senza offendere nessuno, ma semplicemente per allargare le vostre conoscenze, mi sono permesso di esprimere questa mia. la prossima volta organizzate e allargate a tutti e non solo ai vostri contatti. Informatevi meglio sugli artisti che lavorano per la pace ogni giorno la onorano dando l’esempio di vita, senza speculazioni e non solo all’occorrenza. navigate bene sul web, impossibile non incontrare la testimonial della pace in oggetto. Poi se non siete esperti di internet allora è un altro paio di maniche…
    saluti a tutti amichevoli

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  25. erano 161 gli artisti che hanno aderito e tutti sono stati all’altezza di essere testimonial della pace. Non siamo stati noi a pregare gli artisti affinchè venissero ma hanno aderito liberamente con grande dignità, mi spiace ma continui a scrivere cose senza conoscere i fatti. Dove stanno le speculazioni di cui parli? ma visto che internet tu invece non lo conosci ancora potremmo incontrarci per illustrarti i fatti.

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  26. caro massimo i testimoni di pace non sono solo quelli che la cantano all’occorrenza la pace, ma la vivono ogni giorno attraverso scelte coraggiose e consapevoli proprio come si sforza di fare la nostra ambasciatrice di pace, scusa se uso questi termini, ma a lei le si possono addire in quanto ha tanti titoli meritati proprio per il suo impegno di donna e di artista nel capo sociale e civile. dovete conoscerla per rendervi conto di quello che dico, altrimenti non si potranno mai capire queste mie parole, e capite in parte perché mal interpretate. sicuramente ci sarà occasione per incontrarci prima o poi per un confronto amichevole, anzi da parte mia tutto l’appoggio a sostenere questo genere di iniziative e a dare modesti suggerimenti in merito. ciao e saluti

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  27. Credo sia molto, forse troppo facile giudicare in modo superficiale la riuscita di una manifestazione come A World of Peace…
    Soprattutto dall’esterno…
    Io sono stato là, a Villaricca, dalle 7 del mattino fino all’1 e mezza di notte..
    Ho vissuto un’esperienza forte. Sensazioni che ti temprano.
    Il lavorare tutti per un obiettivo comune. Sudare, faticare, tutti insieme. Guardarsi negli occhi, nei momenti di stanchezza, e capire che non si è soli.. Gli occhi stanchi di Lello e Massimo, e di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa manifestazione, comunicavano un “Ce la possiamo fare”.. E ce l’abbiamo fatta.
    Parlando con i ragazzi della mia band (maya) e con i miei compagni di avventura ho scoperto ke non sono stato l’unico a vivere queste emozioni.
    E secondo me questo è già un meraviglioso obiettivo…
    Abbiamo fatto squadra e siamo riusciti a convincere gli altri, e soprattutto noi stessi che “si può”.
    Per rispondere al fantomatico “andrea” posso dire ke AWOP è stato aperto a tutti… Xchè non sarebbe stato per niente coerente se una manifestazione di pace fosse stata destinata a “pochi”..
    è stato pubblicizzato, è stato strillato ai quattro venti… Si sono esibiti tutti coloro che hanno voluto… Il tempo è stato tiranno.. Ma tutti sono stati là.. Ed anche la sola presenza di alcuni gruppi ha fatto la differenza tra una manifestazione “perfetta ma fredda ” ed una “imperfetta ma umana, calda”
    Tutti siamo stati là nel nome dell’arte libera, nel nome della libertà d’espressione, della pace. E questo credo sia un ancora + meraviglioso obiettivo.
    Grazie di tutto.

    Ps: ” Tonia ho letto alcuni dei tuoi articoli.. Amo come scrivi!”

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  28. Scusate se entro nel merito di questa discussione ma non posso farne a meno visto che leggo molte sciocchezze da parte di andrea che, non so come ne perchè parla quasi a nome di questa artista come se avesse un interesse privato. Io non sono stato alla manifestazione perchè abito a Varese ma ne ho sentito parlare leggendo media e sulla rete e l’ho seguita un po’ per radio. Credo che un vero ambasciatore di pace sia ogni persona, ogni bambino, ogni essere umano che rispetti l’altro e che ogni volta che può compie azioni di pace attraverso le possibilità che ha. Ora se questi ragazzi hanno organizzato tutto ciò, gli va attribuito un forte merito. Volerli screditare forse nascondendo anche offese di ignoranza, lo vedo un atto molto gretto e pieno di lerciume. Non credo che la signora di cui tu parli approverebbe da ambasciatrice di pace. Magari visto che tu conosci le due realtà invece di scrivere sciocchezze potresti far si che si incontrino visto che mi sembra di intuire che non c’è neanche tutta questa distanza geografica. Ragazzi continuate così, il mondo non ha bisogno di ambasciatori ma di costruttori di pace. MYR

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  29. amdasciatori si, che sono innanzitutto veri costruttori di pace con le azioni di vita nel quotidiano, concordo con l’ultimo intervento, noh ho detto sciocchezze, lo ribadisco, perchè conosco l’operato della persona segnalata, lungi da ogni pubblicità e operazione commerciale lei opera ogni giorno per la promozione di una cultura di pace, andate a visitare il suo sito e lo capirere (spero..). In ultimo: un invito agli organizzatori a contattare e conoscere da vicino l’artista in oggetto che si fa promotrice in prima persona di questo valori…visto appunto che non si é così lontani geograficamente. O altrimenti chiedete info ad Alex Zanotelli che la conosce molto bene. saluti a tutti. Andr.

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  30. Sono di nuovo qui innanzitutto perchè devo correggere alcune inesattezze che mi hanno fatto notare nell’intervento precedente. I monitor sul palco non erano spenti (io francamente non me ne sono accorrto, da dietro la batteria riuscivo solo a sentire l’amplificatore di una delle chitarre che era vicinissimo a me ma i monitor non mi hanno aiutato molto). Le casse verso il pubblico sono state dimezzate al 20% e non ridotte al minimo. Ad ogni modo quello che vorrei fosse chiaro è che al di la degli errori che ripeto, ci sono stati a mio avviso, va sottolineata L’IMPRESA che Lello così come tutti gli altri organizzatori hanno compiuto. Non ritengo ci siano state speculazioni e farei anche attenzione a dire certe cose soprattutto se non si conoscono a fondo le cose e se non si hanno documenti che comprovano tale tesi in quanto passibili di querela, tonia mi corregga se sbaglio. Infine, perdonatemi ma trovo davvero inutile la discussione su questo o quell’altro testimonial di pace! Non esistono testimonial di serie A e serie B…deve esistere un solo popolo di gente che crede nella pace e più ne siamo meglio è!!!

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  31. Allora intervengo brevemente per dare il mio parere da “interno” alla manifestazione visto che sia con il progetto SWITCH che come artista-presentatore-managment artisti ho dato una mano a quella che , a mio avviso, è una causa bellissima e di grande valore sociale.

    Rispondo a Dario che, giustamente, si è sentito in qualche modo offeso dall’organizzazione che non ha dato il giusto spazio alla categoria-poeti. Ma ti assicuro, caro Dario, che da una PUNTATA ZERO non ci si poteva aspettare di meglio. Si è pensato soprattutto a dare voce a chiunque in qualunque modo possibile, a volte c’è stata qualche forzatura ma era inevitabile dato il CAOS d’arti in quella giornata. Quindi dalla prossima edizione sicuramente ci saranno notevoli migliorie…sta sereno.

    Lello e Max, i due principali artefici, noi partner siamo solo utili combattenti a corollario, hanno creato un qualcosa di magnifico e che, in futuro, è destinato a crescere a PATTO CHE LA MENTALITA’ COMUNE NAPOLETANA DEL CRITICARE AD OLTRANZA sia pronta a cambiare ed a maturare.

    Criticare “Uno che crea, e quindi fa” non ha senso, grattarsi la pancia mentre si beve birra e seduti in poltrona si guarda la televisione dicendo: “guarda quello, che sta facendo, ha sbagliato qui, si deve fare così…etc.etc.”

    PIUTTOSTO SCENDETE IN CAMPO o avvicinatevi a persone che, come i ragazzi di Illimitarte, e come noi, stanno cercando di dare un segnale di VITA dove la vita sociale è finita da un bel pezzo lasciando spazio solo a rancori e cumuli di “munnezza”.

    Da partner-organizzatore mi spiace da morire che persone non abbiano avuto lo spazio adeguato, io stesso ho giustamente suonato a volumi infimi, nella prossima edizione sò di certo che sarete accolti con tutti gli onori del caso.

    Un abbraccio a tutti e PACE A VOI!

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  32. Ragazzi, da oggi sono aperte ufficialmente le adesioni per L’AWOP 2009. Così avendo un anno di tempo possiamo organizzarla meglio 🙂 ho ricevuto la comunicazione dall’assessorato alla cultura che tra breve faremo una serata per dare riconoscimenti ufficiali agli artisti ed ai mediapartners dove si esibiranno gli artisti che non ce l’hanno fatta per motivi di tempo, il giorno 5.
    Spero che le varie polemiche si sedino rinnovando la volontà di fare qualcosa di concreto su e per il territorio. Grazie a Tutti.

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  33. Non starò qui a dilungarmi su quanto sia stato bello o brutta questa manifestazione.il fatto è che è stato creato un precedente grandissimo che non so se riusciate ad immaginare cosa vi hanno tirato fuori dal cilindro gli organizzatori di questa favolosa giornata….
    tutti sappiamo che le cose vanno guadagnate pian piano…il tutto è stato organizzato in brevissimo tempo e quindi il lavoro è stato disumano…
    ora con enorme piacere leggo che si farà awop 2009 e che di sicuro andrà meglio.si sa che le cose piu passa il tempo piu crescono!
    Non credo che nessuno si sia mai sognato di veder realizzata una manifestazione così a villaricca prima d’ora o no??
    poi ci tengo a quotare le parole di marco che trovo stupende

    “Ed anche la sola presenza di alcuni gruppi ha fatto la differenza tra una manifestazione “perfetta ma fredda ” ed una “imperfetta ma umana, calda”
    Tutti siamo stati là nel nome dell’arte libera, nel nome della libertà d’espressione, della pace. E questo credo sia un ancora + meraviglioso obiettivo.”

    credo che meglio di questo concetto non ci sia niente!

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  34. lello non pensare a nessuno, sei stato in grado di organizzare una manifestazione senza precedenti e pure vero ke non c’e’ stato modo di far esibire tutti e sfido chiunque al tuo che posto non avrebbe saputo fare di meglio e poi con enorme rispetto per le varie categorie l’ intervallo poetico tra i vari gruppi per me e’ stato rilassante e ha fatto si che la manifestazione non diventasse monotona rendendo il tutto solo uno spettacolo musicale. Sei sempre un grande. 😀

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  35. Non mi prolungherò molto, ma leggendo questi commenti L’ AWOP è diventato un argomento sui cui discutere inutilmente…ricordo che doveva essere una manifestazione pacifica e non un momento per mettersi in mostra. Anch’io non ho suonato un pezzo con i MetroSound, e comunque per me è stata una giornata fantastica nonostante sia stato lì dalle 7 di mattina fino all’una e mezza di notte…era la prima volta ad un concerto, ma non sarebbe stato lo stesso in un’altra situazione, c’è stata collaborazione tra gli allievi di illimitare e molto impegno da parte di coloro ke l’hanno organizzata…

    ribadisco…non trasformiamo una bella serata che doveva contribuire alla pace nel mondo in discussioni inutili che di certo non danno un buon esempio.

    P.S. x chi capisce…(Tonia)
    Ho mantenuto la promessa…in effetti non è venuto tanto male..

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  36. Lo staff DHARMA RECORDING STUDIO vuole complimentarsi con gli organizzatori di “A world of peace” e si propone come media-partner per l’ edizione 2009. Non è assolutamente facile organizzare una manifestazione che sappia coinvolgere tutte le arti, voi ci siete riusciti.
    Inevitabili sono i contrattempi, soprattutto se a gestire il tutto in tempo reale sono solo DUE (2) persone. Avete posato una grande pietra. Ora sta a noi afferrare il vostro messaggio e cercare di collaborare quanto piu possibile per fare in modo che tutto ciò possa crescere.

    “A volte conviene far tornare le parole al silenzio da cui hanno avuto origine…”

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