La gente che dice NO alla discarica

“E nuje passammo ‘e guaie, nuje nun putimmo suppurtà, ca’ chist’invece e dà ‘na mano, s’accirono, se vattono, se magnano ‘a città”. Pinotto certo non poteva immaginare che oggi la sua musica sarebbe stata la colonna sonora ideale degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. 

Di mattina presto c’è in giro tanta gente con la notte sulle spalle. Volti stanchi, ma anche arrabbiati, deformati dalla rabbia e dalla frustazione. La rassegna stampa delle dichiarazioni del premier che annuncia che lo stato “non si fermerà” non giova all’umore. Si conta sull’incontro di oggi con Bertolaso. Giovanni non è manco tornato a casa a dormire e senza scarpe si riscalda al sole seduto sul Titanic. “Mamma stai tranquilla, non ti devi preoccupare”, dice Andrea che tranquillizza la signora bionda che è arrivata in piazza per raccomandargli di stare attento. Mario durante la settimana resta in negozio di giorno, al presidio la notte, ma spesso corre allarmato a chiedere come va. “L’hai visto in giro per caso?”, mi chiede Maria Grazia. Nando registra attestazioni di solidarietà dopo essere stato aggredito mentre faceva le foto. E poi ci sono Grazia col marito Enzo, che si infervorano sulla politica e mi raccontano di aver letto il mio blog. “Abbiamo lasciato anche un commento oggi”, mi dicono. Non restano affacciati al balcone manco Gerardo e la moglie Monica: passano in strada ogni momento libero delle loro giornate. Qualche volta portano con loro anche la loro cagnetta di cinque anni.  E poi c’è Stefania che dal microfono invita le donne a partecipare, Ivo e Antonio che raccontano le novità. Alessandro e la sua ragazza coi ricci si siedono a terra e parlottano fitto. “Qua la situazione è grave”, si dicono. Lei ha la mano sinistra premuta sul fianco e sul braccio destro il segno nero di una manganellata. Gaetano si guarda intorno e getta uno sguardo inquieto verso uno dei ragazzi feriti. Uno di loro, Vincenzo, viene caricato su un’ambulanza dopo un volo di venti metri da un parapetto. Per fortuna sta bene. Antonio gira sullo scooter a caccia di notizie e le riporta ai suoi compagni. Pietro, avvocato di professione, no global e leader per caso di una battaglia nella sua città. Ci sono ancora i poliziotti, in tenuta antisommossa per eseguire un ordine. E tanti altri per obbedire alla propria coscienza civile. Ieri sera in seimila hanno sfilato pacificamente per ribadire le ragioni del No.

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17 Pensieri su &Idquo;La gente che dice NO alla discarica

  1. Per fortuna che c’è ancora qualcuno che racconta la verità…purtroppo i media sono tutti servi della dittatura berlusconiana…Studio scienze della comunicazione, con la voglia un giorno di riportare la verità, ma poi mi basta guardare un tg per capire che studio spinta da illusioni, più andiamo avanti e peggio sarà! Ci stanno riprendendo come se tutti noi, napoletani di Marano e Chiaiano, fossimo camorristi, non riprendono l’esasperazione della gente, la paura delle mamme per i loro figli, la stanchezza dei padri di famiglia che a ritorno da lavoro, invece di riposarsi, devono scendere in piazza, la voglia dei ragazzi di lottare per un territorio,che già offre poco…Non hanno mai chiesto il perchè del nostro no!Nessuno lo sa, o forse lo sanno, ma preferiscono raccontare che mettere una discarica nelle cave danneggerebbe gli interessi dei camorristi, perchè infondo siamo napoletani… E intanto solo nel web si può raccontare il vero…

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  2. antonio un favore te lo puoi fare: informati, fatti un monnezza tour e verifica con gli occhi tuoi cosa succede dove di aprono le discariche. Impianti finora realizzati senza misure di sicurezza e mai bonificati. Vai a farti un giro a taverna del re, nella zona Asi e a 7cainate, a giugliano. A cava riconta tra Qualiano e Villaricca. Solo dopo mi dirai se la discarica di chiaiano può essere aperta oppure no.

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  3. Caro Antonio,
    in molti casi l’emergenza offusca la vista e disturba l’olfatto: alcuni ci hanno fatto le guerre sulle presunte emergenze (IRAQ, TERRORISMO e varie), altri ci lucrano soldi e consens (non io ne tu)i. Noi ci stiamo giocando la salute e ipotecando anche il futuro. Secondo la mia personalissima opinione, risolvere l’emergenza è fondamentale, ma non dobbiamo fare in modo che la soluzione accettate ne crei altre di emergenze, magari tra 2 anni, che ora sembrano lontani con la puzza di marcio di questi giorni, me se ci pensi sono anche molto vicini.
    Non ti nascondo che credo addirittura che l’emergenza sia una tattica: l’emergenza sfibra e la situazione è tutto a vantaggio loro. Mica la spazzatura ce l’hanno sotto il loro naso?!
    E poi la stanno ponendo su un piano diverso e sconveniente: è una lotta STATO contro ANTISTATO, dove nell’antistato c’entrano tutte le categorie logiche da demonizzare (CENTRI SOCIALI, CAMORRA etc): e lo Stato propone soluzioni ragionevoli, mentre chi resiste lo fa con la forza. E se invece parlassimo esclusivamente delle condizioni tecniche e di fattibilità della discarica: credo sia l’unico criterio razionale. Nessuno si pone la domanda : CHIAIANO è il posto migliore per fare la discarica? La risposta è no, perciò ci costringono a sfinirci con l’emergenza. Accetterei anche la discarica, credimi, ma non alle condizioni in cui ce la prospettano. Tra due anni, quando sarà satura, ce ne sarà bisogno di un’altra.
    Un’altra guerra? No grazie. Risolvessero il problema in modo decente.
    PS
    cosa chiedono in cambio i nostri amministratori per dare il via libera alla discarica?”
    “It’s all about the price…” Billy Bragg

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  4. Io sono nato e cresciuta a Villaricca, Calvizzano, Marano, Chiaiano, Capodimonte, Napli, Camaldoli, Vomero, Pianura, Fuorigrotta…
    Da 3 anni vivo e lavoro in Lombardia, in Brianza. Mio figlio nascerà qui al nord.
    Credo che pochi, come me, amino la Campania, Napoli e la sua provincia.
    Il problema, purtroppo è uno solo e basta!
    Il problema è il seguente: in Campania, a Napoli ci sono 5 milioni di persone, di cui un terzo sono persone non civili, sono più simili alle bestie che agli esseri umani, con rispetto per le bestie. C’è la napoletanità, che è il meglio in assoluto al mondo, e c’è la napoletanitudine (il peggio nell’universo). L’unica soluzione sarebbe una guerra civile fra napoletani e napoletani africani (con tutto il rispetto per gli africani).
    Per risolvere il problema in modo strutturale bisognerebbe partire con la raccolta differenziata porta a porta e gli inceneritori (come in Lombardia)… Ma i napoletani possono farlo, mentre i napoletani africani non possono e non vogliono farlo.
    Finchè esisterà questa plebaglia, questa feccia avrete la città che vi meritate, altrimenti a mare i napoletani africani, così i napoletani salveranno Napoli e le daranno l’onore, la dignità e la civiltà che la città più bella del mondo merita.

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  5. Antonio non condivido la tua analisi, perdonami. Esageri coi numeri…le percentuali di “fetienti” non sono così alte e tu, anche se sei lontano, dovresti saperlo. Non nascondo che è cresciuta una generazione senza l’attaccamento e, quindi anche il rispetto, per questa terra che abbiamo noi. Ma non mi sento di essere d’accordo con te sul fatto che siano la maggioranza. Se così fosse non avremmo speranze di uscirne fuori…

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  6. Antonio,
    posso citare i tuoi concetti di napoletanità e napoletanitudine? Ti riconosco un copyright.
    🙂

    Capisco la rabbia di chi (probabilmente) è stato costretto a trasferirsi in Brianza perchè qui ci sono pochissimi spiragli. Non ho idea se le cifre siano quelle indicate da te: forse non siamo 1,5 mln di persone chiaramente incivili o legate a certi circuiti, ma se consideriamo incivili non solo i camorristi, ma anche tutti i dipendenti pubblici che non fanno niente, i disoccupati che girano su moto e auto da capogiro, gli infermieri e i medici che non curano, gli amministratori e i dirigenti che non amministrano, gli avvocati e i commercialisti che vivono di consulenze, premi, favori, allora siamo molti di più. E questo dato mi crea molti più problemi dei “fetenti” dai volti scuri e i tatuaggi.

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  7. sì, è vero che quelli ke non fanno il loro dovere sono tanti. Insisto, non nascondiamoci la verità, ma non esaperiamola come se non conoscessimo i nostri vicini di casa e i ns amici che sono persone perbene.

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  8. Ma scusate…
    Voi dite, non dite, fate, non fate,
    ma l’immondizia immane presente nelle strade di Qualiano, Calvizzano, Marano, Giugliano, Villaricca, Melisto… DOVE C…O VOLETE CHE SIA MESSA? QUI, ORA, PRIMA DEL COLERA… COSA PROPONETE?

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