Macchè spazzatura, noi ci teniamo le ciliegie

Sono andata al presidio e questo è quello che ho visto io.

“Papà, mi accompagni a casa, devo finire i compiti”. Lo chiede a Filippo, camicia di lino bianca e aria paciosa, uno dei cittadini che si dà il turno al presidio fisso h24 all’ingresso del viale sterrato che porta alla cava di Chiaiano, destinata a diventare l’ennesimo sito di smaltimento dei rifiuti nell’area a nord di Napoli. Spazzatura al posto delle ciliegie a Chiaiano, come al posto di fragole e albicocche a Giugliano. Di domenica sera, ottavo giorno di protesta, l’atmosfera è rilassata, serena. “Sì, sì andiamo piccola. Ragazzi, mi allontano un attimo, ma torno subito: devo accompagnare in giro quelli di Al Jaseera. Ci hanno promesso che non parleranno di noi come dei delinquenti”. Eppure frange estremiste, diciamo così, ci sono eccome. Hanno abbattuto venti alberi per impedire l’accesso dei mezzi alla cava, una ferita al cuore per gli ambientalisti e un’immagine di devastazione che ha fatto urlare allo scandalo i cronisti. “Venti alberi giù per salvarne oltre tremila”, si difendono i manifestanti. La questione è ancora aperta. Ma i cittadini fanno comunità. Cortei, partite di pallone, concerti, fiaccolate e, assieme all’amministrazione, anche un ricorso al Tar. Sotto al gazebo, c’è anche una tv, si chiacchiera, i bimbi colorano, le signore armeggiano con una macchinetta del caffè. Un avviso raccomanda: qua non si bivacca, portatevi i viveri da casa. C’è una casupola di lamiera per proteggere dall’umidità e dal freddo le poche ore di sonno, a turno, di quelli che restano anche di notte. Tutto a pochi metri dalla cava di Cinque Cercole, a Chiaiano, ma sotto le case di Marano, con le pareti a strapiombo e una profondità di oltre cinquanta metri. Qua dovrebbe arrivare, secondo le intenzioni del commissariato di governo, un milione di tonnellate di rifiuti “tal quale”. Per due anni, a partire tra luglio. A Marano e a Chiaiano si aspettano le ruspe scortate dall’esercito da un momento all’altro. I padri di famiglia e le donne si siederanno a terra per impedire il passaggio di operai e mezzi meccanici, ma lo scontro potrebbe essere ben più duro. Perché, se da un lato è vero che ci sono centinaia di cittadini comuni che manifestano pacificamente e che ingannano il tempo giocando a pallone coi loro bambini, dall’altro, inutile negarlo, c’è l’ala estrema quella dura, disposta a tirar mazzate per proteggere dallo scempio il proprio territorio. Che siano i volontari delle associazioni, i ragazzi dei centri sociali o manovalanza assoldata dalle famiglie, che pure hanno i loro interessi da tutelare in zona, chissà. Una cosa è certa il collante che tiene insieme tutta questa gente, di estrazione sociale e fedina penale distinta, è unico: bloccare la discarica. “Questa è casa nostra e da qua non si passa”, hanno scritto. Chiaro il messaggio, no?

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40 Pensieri su &Idquo;Macchè spazzatura, noi ci teniamo le ciliegie

  1. Un gioco a somma negativa. Ecco quello che penso di tutto ciò che sta succedendo intorno al problema dell’imminente discarica di MARANO-CHIAIANO-MUGNANO e tutti gli ANO di questa periferia.
    Non è per contraddirti, ma io ho visto brutte facce. Gente che aspettava un pretesto per devastare e distruggere, supportati anche da una sorta di benestare, vedo-non vedo, della cittadinanza. A Chiaiano ho visto addirittura che un riot si è fatto convincere a creare un varco per far passare un’auto: € 5 per la prebenda. Non vorrei che qualcuno ci crei un business.
    Un gioco a somma negativa: il criterio di scelta del sito è una prevaricazione (quando RRI, illustre sindaca) cerca di convincere una popolazione dicendo che pur in qualche posto dovrà farsi, beh vuol dire che non hai argomenti; la scelta in sè è scellerata: in pieno centro cittadino in una zona già mortificata negli anni dagli stessi politici che ora inneggiano alla salvaguardia. PFUI… E poi noi, i cittadini, che siamo messi gli uni contro gli altri, in una lotta a distanza contro i prossimi minacciati dalla discarica. La lotta paga, insegna Pianura, insegna SERRE, dove, forse, se qualche luminare avesse riflettuto, si sarebbero resi conto che in fondo l’argilla del terreno è il migliore isolante naturale per i rifiuti. La lotta come fine. Fine della lotta.
    Che si protesti, giusto, ma non così. Fare un ulteriore danno a se stessi. Impiegare 150 minuti per accompagnare mamma in Ospedale. Vaffanculo! Mi chiedo se in realtà la protesta non sia solo il modo per alzare il prezzo. Il prezzo per far tacere chi aizza la piazza, di chi ci impone i governanti per poi ripudiarli. Vedremo.

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  2. amedeo, l’ho scritto in premessa: sono stata lì e vi racconto quello che ho visto io, domenica sera. Non ho negato nemmeno nei gg scorsi che la protesta ha bloccato la stessa comunità destinataria della discarica e che ci sono stati momenti di violenza. Ho voluto raccontare un altro pezzo, quello buono chè tanto i quotidiani, come saprai, danno risalto più spesso all’aspetto negativo. E’ innegabile che i cittadini perbene come te vivono il disagio di vedersi tagliati fuori dai collegamenti pubblici, che gli ingorghi e i blocchi ritardano l’arrivo in ospedale, in ufficio, a scuola. I disagi non mancano e mi fa incaxxare del pedaggio a pagamento (di cui cercherò di raccontare meglio se mi dai qke particolare). Ma devo dire, purtroppo, che se non fosse stato per questi disagi, non sarebbe nato il caso Chiaiano e la vicenda della cava non avrebbe avuto spazio sui media…Forse di questo dovremmo discutere: del perchè qualcuno può distruggere il ns territorio affidandosi al fatto che noi non abbiamo strumenti per difenderci. Legalmente, civilmente. Questo è l’aspetto, sicuramente triste, che ci mette in una condizione di fragilità.

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  3. La mattina so quando parto ma non so a che ora arriverò in ufficio. La strada alternativa mattutina la decido al momento…e puntualmente mi becco il blocco. Oggi per i camaldoli, domani per la circumvallazione esterna oppure tento per Quarto.
    Ma lo faccio volentieri anche se mi costa tempo e danaro. Mi dico che ne vale la pena, per me, per i miei figli e anche per quelli che se ne fregano.
    Mi spiace solo che i media accendino i fari solo su aspetti esteriori negativi e con un eco criminale ne amplificano gli effetti (vedi “Ambiente Italia” di domenica pomeriggio).
    Se un migliaio di cittadini, ieri mattina, non avessero assediato il consiglio comunale di Napoli e non avessero obbligato i loro rappresentanti politici a delegittimare l’ordinanza firmata da Prodi, la Iervolino non avrebbe fatto marcia indietro. Così come se prima sulle barricate non è presente la società civile non ci si può lamentare dopo di notare brutte facce in giro.
    Tutti coloro che non credono è perché non vedono o non vogliono vedere. Oggi nessuno vuole problemi ne vuole essere interessato ad alcunché, preferisce delegare e subire. È molto meno impegnativo e si può dare sempre la colpa a qualcun altro. Le ultime elezioni hanno insegnato molto.

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  4. ue,
    come spesso capita ultimamente, c’è chi si prende la briga di pensare per gli altri o di fornire interpretazioni autentiche delle frasi altrui.
    Credo nella complementarietà dell’informazione e io, come Tonia, ho raccontato quello che ho visto. Non capisco perchè possa dare fastidio. L’unica cosa che mi si può obiettare è che l’abbia inventato. Ma non è così. Non era certamente un modo per delegittimare la protesta. Semplicemente non mi piace la forma scelta, se non altro perchè presta i fianchi alle facili strumentalizzazioni e distoglie da un problema enorme quanto una discarica da 700 mila tonnellate.
    Non mi piace perchè come avevo tentato di suggerire al capopopolo sarebbe stato meglio organizzare in autonomia la raccolta con isole ecologiche e “vendere” la nostra plastica all’AMSA di Milano che l’ha chiesta, il vetro alle consorziate di Brescia (che pure lo verrebbero a prendere a spese loro e l’organico all’azienda di Catania che non riesce a produrre sufficiente compost per soddisfare la richiesta. E’ indubbio che una protesta del genera accende i fari dei media e poichè la realtà si accende con il click del telecomando, allora bene così. Avevamo l’opportunità di offrire un’alternativa, di mostrare che non c’è bisogno di termodistruttori o di discariche, ce la siamo giocata con una protesta del genere. E’ sicuramente efficace, e pare che stia pagando.

    Però se smetto di pensare al mio interesse particolare, non posso essere contento (gioco a somma negativa) perchè ci saranno altri padri e altri figli che subiranno la stessa minaccia ora che RRI ha cambiato idea.
    Abbiamo vinto (??!!) o potremmo vincere, ma siamo alla lotta tra poveri.
    Ovviamente sulla questione delle lamentele…sono pienamente d’accordo con Antonio. Così come sul fatto che dare le colpe ad altri è sempre facile (anche se traspare una lieve accusa nella risposta…). La lotta della “società civile” non si con le barricate incendiarie altrimenti ci sarebbe un aggettivo di troppo. Se poi siamo addirittura contenti di dover vivere nel far west o accettiamo di buon grado di trascorrere anni in macchina, siamo alla patologia.
    E sono ancora d’accordo con Antonio quando Le ultime elezioni hanno insegnato molto: era proprio inutile andare a votare. I due schieramenti erano cloni. Si sentivano più liberi i russi di 25 anni fa, almeno non li prendevano per il culo.

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  5. la partecipazione popolare ci dovrebbe salvare dalle azioni di chi crede poco nella causa ambientalista. Se manifestiamo civilmente in diecimila, possiamo isolare le “bravate”. Oggi ho accompagnato una troupe tedesca al presidio di Chiaiano e poi in tour per i siti del giuglianese. Ogni volta mi riprometto di non tornarci e ogni volta torno a casa a pezzi…. Spero che la cava di cinque cercole non diventerà l’ennesimo sito attivato, dismesso e poi abbandonato prima ancora di essere messo in sicurezza e bonificato.

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  6. Bella e soprattutto credo davvero risolutiva del problema la tua proposta Amedeo, ma credo anche nella protesta popolare e civile per difendere i propri diritti. Io ero tra quei mille e più scesi a Napoli per protestare al consiglio comunale e caro Amedeo non credo di avere una brutta faccia nel senso in cui la intendi tu, nessuno mi ha pagata e mi sono fatta km e ore sotto il sole per chiedere il rispetto del diritto alla salute dei cittadini in questi giorni, non voglio una medaglia per questo, ma non mi sta neanche bene essere chiamata camorrista. Però non nego gli episodi di violenza che in questi giorni ci sono stati, non dico che non c’erano brutte facce in giro, e mi dispiace per i 150 minuti che sono serviti per raggiungere un ospedale, mi dispiace per i km in più che la gente deve fare per andare a lavoro e per i km a piedi che ogni giorno tanti stanno facendo per raggiungere la metropolitana e spesso senza neanche lamentarsi. Mi chiedo solo perchè tutta l’attenzione dei media, dei giornali e anche della gente comune è solo concentrata sugli episodi violenti, quasi a far capire che è solo quello che conta, ci fanno passare per quelli che vedono e ammiccano a certi soggetti perchè in questo momento pure loro servono, ma nessuno parla di chi ha detto e gridato a questa gente che non li vogliamo e che non ci sta bene chi rompe vetrine, costringe i negozianti a chiudere con minacce, perchè non hanno nulla a che fare con il nostro problema sono altri i loro interessi. Nessuno dice che con la presenza e l’intervento di persone civili che di giorno sono nei cortei si è di notte fatta spazzare tutta l’area intorno al caro titanic da gruppi di ragazzi esagitati che avevano rotto vetri e reso quella strada impraticabile. Nessuno vede e parla degli anziani, dei bambini, delle donne e degli uomini che civilmente manifestano. Quando siamo scesi a Napoli nessuno ha impedito il passaggio a nessuno, non c’è stata violenza, non c’era provovazione nei confronti della polizia, abbiamo spiegato e dato informazioni ai turisti, certo c’era anche qualche slogan un pò pesante, c’erano i soliti disoccupati organizzati che hanno approfittato per buttarsi anche loro a far protesta, c’era la signora volgare e sguaita che protesta in maniera molto colorita contro la spazzatura e che butta a terra il cartone della pizza che si è mangiata. Credo però che quello che davvero sta facendo paura a questi nostri incapaci politici sia la gente perbene, quella che protesta civilmente e che fa proposte come le tue. Credo che più gente perbene scende in strada, meno si delega ad altri la propria lotta più facile sarà farci ascoltare e soprattutto cambiare e fargli capire che noi non siamo quelli che “non vogliamo la munnezza, la portassero da un’altra parte”, ma siamo quelli pronti e capaci anche di fare delle proposte costruttive.
    Tonia permettimi di usare una tua espressione, “fa bene al cuore” vedere che ci sono alcuni giornalisti come te tra gli altri che nonostante i poteri forti raccontano anche del buono che c’è per le strade in questi giorni, mentre è stata un vero “colpo al cuore” sentire una giornalista del mattino che una signora del gruppo aveva nei giorni precedenti contatto perchè ne aveva notato l’assenza dire che non la dovevano più chiamare perchè eravamo dei violenti e che la munnezza nessuno la vuole, ma da qualcuno deve andare, quando le è stato fatto notare quanti violenti c’erano in quella manifestazione e che si lottava solo per il diritto alla salute nostro e dei nostri figli la grande giornalista ha risposto che non le interessava perchè lei il figlio l’avrebbe mandato a studiare all’estero, bello no.
    Io dico solo una cosa ad Amedeo ad Antonio e la dico anche a me stessa non permettiamo a questi signori di metterci gli uni contro gli altri, diciamogli civilmente che anche se la pensiamo in maniera diversa siamo capaci di vedere le strumentalizzazioni e i problemi da soli che non siamo degli irresponsabili e che vogliamo che il problema si risolva davvero e non che si rimandi di due anni facendo altri scempi. Non permettiamogli neppure di allontanarci dalla vita politica dicendo sono tutti uguali, facciamogli capire che la facciamo cambiare noi la politica incapace con i nostri voti, ma soprattutto con le nostre proposte e mandando a casa chi non è all’altezza.

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  7. Per fortuna i blocchi stradali sono stati rimossi, ma dobbiamo ammetterlo: hanno avuto il loro senso… Speriamo ora che alla bocciatura del progetto in Consiglio comunale a Napoli faccia seguito la revoca dell’ordinanza.

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  8. A mio avviso, Berlusconi opterà per una decisione salomonica: sì a Chiaiano ma in misura ridotta (non le 700mila tonnellate paventate) e con qualche agevolazione per mettere a tacere qualcuno, e via libera anche all’apertura di qualche sito in Irpinia o nel Sannio. Un modo per evitare che il “no” delle comunità di Marano e Chiaiano vada a pesare esclusivamente su altre zone. Per il resto, almeno fino a quando non saranno più chiare le dinamiche future, si continueranno a vendere i rifiuti in Germania.

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  9. una discarica o si apre o no, i costi di attivazione mica sono da ridere…. poi ci sta da fare le strade di collegamento…. No, no non credo se la apre la utilizza tutta. Quindi è più facile che, ci contiamo, non venga proprio attivata.

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  10. da sabato 3 maggio la mia vita è cambiata!
    ho deciso di prendere parte al presidio permanente di cupa dei cani.Aiutare i ragazzi ke hanno perso il lavoro per restare lì,aiutare i ragazzi ke presidiano gli altri blocchi..ho abbandonato l’università,nn mangio più seduta ad un tavolo,ho perso la cognizione del tempo. In certi momenti vorrei mollare tutto ,leggo i giornali,leggo le lamentele,litigo cn i miei amici..L’informazione è contro di noi,le persone ke nn sanno in realtà ciò ke succede oltre le auto capovolte,ci criminalizzano..Nonostante questo io ho il mio sogno ed è quello di far giocare i miei figli dove ho gocato io, di vedere mio padre arrivare a casa cn le ciliege e mangiarle davanti alla tv..nn posso pensare ke in relazione a ciò ke potrà succedere alla nostra terra ci lamentiamo dell’orario di ritorno a casa,del traffico dei blocchi..DELLE BRUTTE FACCE..veramente io vi dico che ho incontrato ragazzi gentili e rispettosi,compagni di scuola..gente semplice anke,per qlcn sta lì perkè nn ha ninete da perdere,può darsi, ma sta lì perkè per me è un obbligo morale..Tonia grazie per le belle parole dette una copia l’abbiamo al presidio accanto alle pag dei giornali ke ci hanno trattato male..Io continuo a stare lì e concludo dicendo quello ke oramai sono 2 settimane ke ripeto:scusate per il disagio ,ma stiamo lavorando per voi! 😉

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  11. Edire che anche il presidente della repubblica è napoletano (sinceramente mi aspettavo un occhio di riguardo… invece!)
    Cmq è vero, per chi non vive a napoli (pino daniele incluso!) non riesce a capire la vera situazione anche perchè i tg riportano quello che “vogliono”! io che sicuramente non ne posso sapere di più mi chiedo e vi chiedo: ma non dovrebbero “riparare” al danno i veri responsabili Bassolino e RRI? che ci fanno ancora al loro posto? E ancora perchè non si inizia, insieme alla protesta come dice Amedeo, a differenziare ed evitare i nuovi accumuli? Protestare è giusto ma è come se ci lamentassimo che piove e teniamo chiuso l’ombrello! facciamo critica costruttiva e non solo passiva! Siamo tutti bravi a lamentarci di tutto e tutti (munnezza, traffico, blocchi, brutte facce…) ma “autogestiamoci”. facciamo oasi di raccolta vetro/plastica/carta. Facciamo informazione sulla differrenzazione tra una partita e l’altra a pallone. Cominciamo ad abituare la gente (vecchietti e bambini) a come aiutare a vivere meglio la città… perchè tanto prima o poi qualcosa dovrà pur cominciare a muoversi! Quanti bambini o anziani sanno che dalla plastica si può avere un pile caldo? Invitiamo ai blocchi chi ricicla facendo arte, promuoviamo le cose per le quali si possa davvero far parlare i tg! Io purtroppo sono lontano ed è tosta sentirsi chiedere: “Ma che sta a succede a Napoli?” In bocca al lupo ragazzi!

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  12. vivere questa realtà complessa è una specie di missione. o tieni la vocazione oppure no. Cristina, hai ragione… abituiamoci a parlare di differenziazione (mi piace questo concetto: la diversità fa la differenza e la differenza è un valore) e non solo dei rifiuti. I napoletani non sono tutti delinquenti.

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  13. Per Cristina:
    Pino Daniele ha solo detto che Napoli non è solo monnezza e camorra, e che bisogna di mettere in luce anche l’altro. Se parliamo solo e sempre di camorra e monnezza, non facciamo altro che alimentare gli stereotipi che circolano su Napoli e i napoletani. Ciò non significa che bisogna far finta di niente e pensare che i problemi siano di facile risoluzione. Le brutture del che assillano e annientano il nostro territorio sono figlie della mala politica e della criminalità, ma anche e soprattutto del degrado culturale di questi anni. La bellezza, in tutti i sensi, resta l’unico strumento per salvare il mondo.

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  14. la lotta che si combatte ha due facce, collegate.
    La guerra contro i rifiuti (nella sostanza) e quella contro le strumentalizzazioni della protesta (nella forma): le immagini dei disagi, dello schifo, del disprezzo verso la protesta prendono facilmente il sopravvento e incidono anche sulla capacità di discernere, di apprezzare la necessità di respingere la minaccia che incombe. Che si voglia riconoscere o meno, la seconda vale (almeno) quanto la prima. Se usciamo dal cerchio autoreferenziale delle persone che la pensano come noi, ci rendiamo conto che tanti si rifiutano di sostenerla proprio a causa degli estremismi e di alcuni isterismi.
    La scelta di altre forme di protesta, che siano l’arte, il riciclo, i forum pacifici, sono una prima vittoria perchè rendono invulnerabili da accuse che puntano sugli effetti (negativi) della protesta, indebolendo la stessa. SI colpisce il mezzo per abbattere il fine.
    é la storia dell’Italia degli ultimi venti anni: proteste clamorose, scarsissima capacità propositiva e delegittimazione immediata da parte dell’informazione che sa alimentare benissimo la cecità delle persone.

    Grazie a Francesca che lavora per noi, 🙂
    Non sono così stupido da lamentarmi del disagio in se: ho semplicemente dei dubbi che la forma scelta sia la migliore. Avremmo potuto cominciare prima la nostra autogestione

    ps sono a Ljubljana, qui si fa raccolta differenziata, la spazzatura si butta solo 2 giorni a settimana e se il cittadino commette errori paga una multa. Gli sloveni sono persone normali come quelle di Monte di Procida e Mercato San Severino. Noi non siamo delinquenti ma a volte sembriamo un po’ fessi!

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  15. Sempre per Cristina:
    ma che c’azzecca Napolitano? Il presidente della Repubblica può richiamare l’attenzione su un problema, lanciare dei moniti, cercare di mediare tra le parti, ma dal punto pratico può fare ben poco.

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  16. per omero:
    lavoro a roma e all’elezione del presidente Napolitano il mio capo mi disse: “Sarà contenta: Napolitano porterà grande splendore a Napoli!” Forse dovevo premettere questo episodio prima di scriverlo a voi tutti!
    Considerate che io lavoro con tipi secondo i quali se dobbiamo imbarcare per capri un camion di 53 cm più lungo rispetto a quanto previsto dicono: “Ma te pare che a Napoli non lo imbarcano?” Purtroppo l’italia è piena di luoghi comuni sui napoletani che non scompariranno mai! Voi vivete Napoli e tutte le sue contraddizioni e i suoi problemi reali o meno, io vivo sulla pelle quello che trasmettono i tg e la storia…

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  17. La maggior parte degli stereotipi che circolano sui napolentani, sono tenuti in vita e alimentati, purtroppo, anche dai nostri concittadini che lavorano o vivono fuori da Napoli. Mi infastidiscono i discorsi che, ciclicamente, ascolto dai “napoletani all’estero”. Cose del tipo: “Sì, ma qua a Lugo di Romagna non si vive come a Napoli. Qui si sta tranquilli, la gente è più civile”. Come se si potessero far paragoni tra piccoli paesini e una metropoli complessa e con una storia millenaria come quella partenopea. Gli stessi che, una volta ritornati in città, conservano la bella abitudine di buttare le carte per strada, alimentano il mercato dell’illegalità e tant’altro. Per non parlare, poi, di quelli che, una volta fatta amicizia con un settentrionale, si lanciano in sproloqui del tipo: “Napoli è bella, ma i napoletani fanno schifo”. Oppure quelli che non vogliono passare per fessi e iniziano a esportare tutte le cose più “nobili” prodotte dal nostro territorio: la furbata a tutti i costi, le melense scenaggiate da cartolina e cose varie. Insomma, spero proprio tu non appartenga a queste categorie, contro le quali si può combattere, come scrivevo in uno dei precedenti post, soltanto “propagandando” il bello – non inteso come mera descrizione di bellezze paesaggistiche e architettoniche – ma esaltando i valori, la ricchezza di una cultura ricca di contaminazioni come la nostra. Nessuno vuol negare che esistono problemi seri, drammatici in certi casi, dovute alle responsabilità di tutti noi (non solo i politici), ma Napoli, p a mio avviso, oltre ad avere “mille paure, si contraddistingue ancora per i suoi “mille culure”.

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  18. Paragonare Napoli con le altre metropoli è improponibile, geograficamente siamo i Primi, non ho visto in tante metropoli panorami e luoghi come quelli che sono a Napoli.
    Ma a livello politico-sociale siamo gli ultimi, lo Stato vuole che Napoli sia così conviene a tutti compresi ai Napoletani “buoni” quelli che abitano a via Petrarca a Posillipo tanto loro nessuno li tocca ma sono loro che dovrebbero attivarsi di piu’ e reagire a questo stato che ormai non regna piu’

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  19. cristina HA SCRITTO:

    Giovedì 15 Maggio 2008 alle 9:46 pm

    io che sicuramente non ne posso sapere di più mi chiedo e vi chiedo: ma non dovrebbero “riparare” al danno i veri responsabili Bassolino e RRI? che ci fanno ancora al loro posto? E ancora perchè non si inizia, insieme alla protesta come dice Amedeo, a differenziare ed evitare i nuovi accumuli? Protestare è giusto ma è come se ci lamentassimo che piove e teniamo chiuso l’ombrello! facciamo critica costruttiva e non solo passiva! Siamo tutti bravi a lamentarci di tutto e tutti (munnezza, traffico, blocchi, brutte facce… ma “autogestiamoci”. facciamo oasi di raccolta vetro/plastica/carta. Facciamo informazione sulla differrenzazione tra una partita e l’altra a pallone. Cominciamo ad abituare la gente (vecchietti e bambini) a come aiutare a vivere meglio la città… perchè tanto prima o poi qualcosa dovrà pur cominciare a muoversi! Quanti bambini o anziani sanno che dalla plastica si può avere un pile caldo? Invitiamo ai blocchi chi ricicla facendo arte, promuoviamo le cose per le quali si possa davvero far parlare i tg!

    COME NON QUOTARTI, CRISTINA!

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  20. se non fossi gia’morto ti accorgeresti che sei sempre il solo a lamentarti,
    cazzandra. davvero patetico il tuo tentativo di cercare alleati nella tua battaglia contro tutto quello cio che scrivo e che non scrivo.

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  21. Hanno fatto vedere la Bella Napoli nel giorno del 1° consiglio dei ministri, tutti i TG nessuno escluso hanno messo in risalto che Napoli luccicava, è arrivato il Presidente!! Meno male che pioveva, lassu’ S. Gennaro ancora ci pensa e che il vero caldo tarda ad arrivare altrimenti sarebbe già tempo di colera!!!!! Nessuno lo dice ma la situazione nella periferia e nelle aree dove sono le ECOBALLE e non solo è igienicamente drammatica e solo la povera gente ne pagherà le conseguenze se non si muovono a far qualcosa che non sia il Primo consiglio dei ministri!!!!

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  22. Napoli tirata a lustro e col tappeto rosso per il primo consiglio dei ministri, la conferenza stampa a palazzo reale… non ho ancora visto il premier affacciarsi al balcone e salutare la folla. una cosa l’ha fatta: richiamare i militari alle armi contro chi protesta per le discariche!

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  23. La sequenza di stupidaggini che Exit8- Cassandra ci propina da mesi è sotto gli occhi di tutti. Nel tuo modestissimo vocabolario esistono soltanto le voci “Bassolino e Iervolino”. Tutto ciò che avviene in Campania è sempre e solo colpa di quei due. Apri gli orizzonti, mio caro profeta di sventura. I signori sopracitati hanno tantissime colpe e nessuno, nè tantomeno il sottoscritto, vuole giustificarli o difenderli. Ricordati, però, che siamo in democrazia e che la loro fine deve essere decretata dagli elettori. Ricordati che i vari Bassolino e Iervolino sono stati eletti con percentuali quasi “bulgare”, e che intorno a loro sono cresciuti e si sono arricchiti intere corti di miracolati. Ricordati dei tanti commissari, anche del centrodestra, che hanno gestito l’emergenza rifiuti in questi anni, e le colpe dei governi centrali e le immancabili responsabilità della criminalità organizzata.

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  24. Se ricordi tutto, allora, evita di mirare sempre sugli stessi personaggi. Evita di dire sempre le stesse cose. Articola i tuoi interventi Exit8-Cassandra, approfondisci i discorsi ed evita di scivolare nell’abituale populismo.

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  25. Sicuramente non sono tra i napoletani “emigrati” che quando ritornano dai parenti gettano le carte a terra o esportano le furbate! Anzi mi fermo al rosso anche se rischio un tamponamento a catena!! I luoghi comuni non si riesce a sfatarli perchè ancora oggi questi “piccoli gesti di civiltà” sembrano non appartenere ai napoletani!
    Non voglio generalizzare non tutti i napoletani sono incivili, ma sono del parere (così come per la protesta alla monnezza!) che se vedi qualcuno che butta una carta non lamentarti, chiedi di rialzarla anche se ti puoi sentire dire “fatti i cazzi tuoi!”.
    Se ciascun napoletano civile cominciasse a pretendere un po’ di civiltà dai propri concittadini si farebbe educazione civica per strada e se riesci a chiederlo con il CUORE il VERO napoletano ti aiuta ad alzare tutte le carte da terra!!!!
    Napoli è stupenda e non vedo l’ora di portare mio figlio (ha soli 5 anni!) in giro per i musei, i panorami, il “Cristo Velato”! Sicuramente siamo quelli che inventano la t-shirt con la striscia nera x evitare le cinture, che x Maradona rinneghiamo la moglie, esportiamo questo: la creatività, la passione, l’anima! Però non ci sto ai parcheggiatori organizzati che risultano disoccupati o le brutte facce che si mischiano nei cortei!
    Ho visto ad AnnoZero, una signora che rischia (con l’apertura dell’ennesima discarica)che il figlio giochi nel cortile di casa con i cumuli di monnezza, ma ‘ste case sono case condonate come quelle di pianura? Chiedo a voi e vi prego di rispondere riflettendo su quanto c’è la mano di tutti… anche del cittadino per bene! (in fondo un tetto doveva pur garantirselo!).
    Lo so che sto aprendo un discorso diverso ed ampio, ma vi prego di prenderlo come punto di riflessione!
    Ad ogni modo visto che le discariche ci saranno fate come a Striscia la notizia, fate un nodo al fazzoletto e se sono provvisorie, alla scadenza, chiedete di rispettare i patti!
    E’ un modo di scendere a compromessi, ma se non si può nemmeno più protestare!!?!??

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  26. Mi sono accorta ora che non è stato “registrato” ciò che ho scritto ieri!
    Per Omero: Sicuramente non sono la napoletana emigrata che a Napoli butta le carte a terra o esporta le furbate! Anzi mi fermo al rosso anche se rischio un tamponamento a catena! Purtroppo è uso comune perchè “Tutti fanno così!”. Eppure basterebbero pochi accorgimenti da parte dei napoletani civili per migliorare quelli che invece non lo sono! E’ tipico lamentarsi delle carte a terra ma se chiedessi a chi lo fa di rialzarla avresti fatto educazione civica per strada e una protesta costruttiva, no? E sono sicura che se si chiedesse con il CUORE, il VERO napoletano ti alza tutte le carte da terra! Non vedo l’ora di portare mio figlio (ha solo 5 anni) in giro per napoli per insegnargli che a Napoli oltre ai panorami, ai musei e alla pizza ci sono persone che vivono, lavorano così come in ogni altra città, ma come negare che se vai in giro è meglio che la catenina la lasci a casa? Quello che non mi piace è il disoccupato organizzato o il falso invalido o le facce brutte che si mischiano nei cortei di protesta! Quelli che vanno senza casco o senza cintura! Non mi piace il furbo! Ma l’italia è piena di furbi: della serie “ti devo fottere prima che tu fotti me!”. Quindi sono convinta che a scuola invece di fare educazione sessuale, che si desse importanza anche all’educazione civica! (il mio libro ricordo benissimo mai usato!!!).
    Cmq purtroppo le discariche servono per l’emergenza e direi di fare come a striscia la notizia: un nodo a l fazzoletto! Se sono discariche provvisorie chiediamo di rispettare la scadenza prevista!!! altrimenti sta storia non si risolverà mai! Inoltre ad ANNO ZERO ho sentito un asignora che lamentava il rischio che il figlio, con l’apertura dell’ennesima discarica, si ritroverà a giocare tra i rifiuti. Vi chiedo ma sta casa è condonata come quelle di pianura? Lo so che sto aprendo un discorso diverso ed ampio ma è pur vero che nel disastro c’è la mano anche della gente per bene (doveva pur garantirsi un tetto!!). Vi lascio riflettere e non litigate: è civile anche accettare che qualcuno non pensa al tuo stesso modo!

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  27. grande cristina,
    quoto pienamente anche quest’ultimo tuo post!
    mi compiaccio nel leggere che tu sia mamma di un bimbo di appena 5 anni.
    abbraccialo forte e digli di esser sempre fiero della sua mamma.
    un giorno capira’ il perche’!

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