Rifiuti per strada e un’altra discarica sotto casa

Sembra proprio la funzione di quest’area quella di sacrificare i propri spazi migliori per ospitare gli invasi che servono ad uscire dall’ennesima crisi della lunghissima e cronica emergenza rifiuti campana. Gira, gira il commissariato dispone l’attivazione di un nuovo sito della capacità di un milione di tonnellate nell’area nord di Napoli. Più precisamente a Chiaiano, sul territorio di competenza del comune di Napoli, ma a quattro passi dal centro abitato di Marano e a ridosso anche di Calvizzano e Mugnano. Le comunità si sono mobilitate già da qualche giorno ma finora appelli e proteste non hanno bloccato i progetti. La lotta è sempre tra due esigenze antagoniste: quella di liberare le strade dai rifiuti urbani, aprendo un nuovo sito, contro quella di bloccarne l’attivazione per proteggere il territorio. Una lotta tra poveri oltre che vessati, in pratica. Negli anni l’asse Qualiano- Villaricca- Giugliano non è riuscito a contrastare le nuove discariche (Settecainate, Cava Riconta, Taverna del Re) a causa della scarsa partecipazione delle persone. A Taverna del Re si è fatta grande resistenza, anche legale, ma le persone a subire le cariche della polizia che facevan strada ai tir, per quanto coraggiose e tenaci, erano davvero poche. A Marano, invece, la gente è scesa in strada subito e stasera ha bloccato per ore l’incrocio tra Marano e Mugnano, noto come quello della “barcaccia” (a causa di un’orribile installazione in cemento, per fortuna destinata ad essere abbattuta). Il presidio diventerà permanente grazie alla caparbietà dei volontari. Intanto si accumulano i rifiuti per strada. Poche ore fa a dare sostegno è arrivato anche il prete coraggio don Luigi Merola, originario di Marano, ora a Roma dopo aver lavorato sodo nel quartiere Sanità. Domani mattina (lunedì 5 maggio) parteciperà, ha promesso, al Consiglio comunale straordinario convocato dal Comune in via Cupa del cane, a ridosso dall’invaso. Che ci metta una buona parola lui con chi decide dall’alto….

 

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9 Pensieri su &Idquo;Rifiuti per strada e un’altra discarica sotto casa

  1. Per molti anni hanno fatto finta di non vedere e di non capire quello che stava succedendo, non hanno mai fatto il loro lavoro, quello per cui erano stati eletti e pagati dai cittadini, non si sono mai chiesti (perchè sapevano) come mai, ogni qualvolta una ditta che vinceva una gara d’appalto per la rimozione dei rifiuti a Napoli e provincia, il primo giorno di lavoro venivano fermati i camion per strada e gli operai minacciati senza risparmiare qualche colpo di pistola alle ruote, sicuramente non da persone infastidite dal troppo rumore dei mezzi. Governo, Prefetto, Forze dell’ordine non si sono mai fermati a riflettere sul perchè i mezzi dell’allora N.U. del Comune di Marano ed altri comuni dell’interland venivano dati alle fiamme, rubati o messi fuori uso; da chi e perchè? Hanno fatto finta di cadere dalle nuvole quando letto il libro di Saviano. Hanno distrutto dei territori privilegiandone altri, considerano la periferia di Napoli la cantinola delle loro ville: un posto dove posare al buio e all’umido quello che non serve (per ora); perchè non si addice all’arredo della casa. Ma senza buttare via niente perchè tutto può tornare utile: magari per farsi rieleggere. In periferia non si fanno infrastrutture, servizi, scuole, una politica per i giovani e cnro l’illegalità; non conviene. E’ come decidere di imbiancare le mura della propria cantina: chi c’entrerà mai! Per 12 anni si sono susseguiti vari personaggi incaricati dell’emergenza (creata dalla politica o mancanza di questa) rifiuti senza chiedersi quanto tempo ancora poteva resistere la discarica e la gente di Pianura, di Giugliano e di altri comuni della provincia, eppure erano pagati per questo: dovevano fare due calcoli, organizzare un vero ciclo dei rifiuti. Adesso comincerà un altra battaglia, forse più dura di quella di Pianura perchè quella di realizzare una discarica nelle cave di Chiaiano-Marano è una scelta scellerata oltre che da incapaci; sì, perchè chi getta 700 mila tonnellate di spazzatura nel primo buco che trova senza preoccuparsi di cosa comporterà sull’economia, sulla vivibilità e sulla salute una scelta del genere, più che da incompetente è di una persona che sà di aver fallito.

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  2. forse hanno proprio esagerato stavolta. Scelte scellerate anche quelle di taverna del re e di cava riconta, insicure e puzzolenti, ma ora avvicinarsi così tanto al centro abitato….La tensione potrebbe salire alle stelle, anzi lo è già. A Marano si sente forte lodore della guerriglia (e non solo per i cassonetti rovesciati in strada…). Stamattina sono stati abbattuti anche degli alberi per bloccare il passaggio delle ruspe (che potrebbero arrivare all’alba per rimuovere gli ostacoli e cominciare i lavori all’interno del sito). Questo è inaccettabile, anche se è vero che proprio questi atti di inciviltà a Pianura hanno contribuito a scongiurare l’apertura della discarica dei Pisani.

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  3. Sarà peggio di Pianura e il “guaio” è che la gente ha pienamente ragione. Ora attendiamo con ansia che l’immancabile Cassandra – exit8 ci additi come camorristi, facinorosi, gente che non si assume le proprie responsabilità. Prima di lanciarti in queste considerazioni (demagogiche e prive di fondamento), vieni a vedere dove vogliono piazzare la megadiscarica.

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  4. DISCARICA DI CHIAIANO
    Un assordante e omertoso silenzio mass-mediatico!!!
    Caro concittadino,
    voglio portare alla tua attenzione alcune considerazioni…
    Il giorno 06 maggio u.s., l’Italia è stata deferita dall’Unione Europea alla Corte Europea di Giustizia, in quanto nulla è cambiato per l’emergenza rifiuti in Campania dal maggio 2007, quindi di fatto obbligando la Regione Campania a presentare un completo ed efficiente piano di smaltimento rifiuti entro sei mesi, pena la multa di 100mila euro per ogni giorno di ritardo, riscossa all’origine dei naturali finanziamenti all’Italia come Stato membro UE.
    Per quanto sopra, le Cave di Chiaiano rappresentano la soluzione ideale per il sistema Italia, è la soluzione ideale per tutto l’assetto politico italiano, trasversalmente da destra a sinistra: Non a caso il decreto esecutivo del progetto è stato firmato dal premier uscente PRODI, su proposta degli amministratori locali IERVOLINO/BASSOLINO e sicuramente concordato con l’entrante premier BERLUSCONI, che con la situazione rifiuti campana ha fatto un bel po’ di campagna elettorale (che siano le Cave di Chiaiano il suo asso nella manica?).
    Lo sversamento di 700mila tonnellate di “tal quale” (così com’è) nella prima cava ex poligono, giustificate dall’emergenza della “monnezza” lasciata ad hoc per le strade di Napoli ed esposta ai primi caldi stagionali, rappresenta la chiave d’ingresso ad un’ampio territorio (secondo polmone verde di Napoli dopo Capodimonte) costituito da circa dodici cave di cui due già di proprietà della FIBE, quest’ultima società è la stessa del termovalorizzatore di Acerra, nonché società già in mora in quanto responsabile di un paio di siti CDR non a norma con le vigenti disposizioni in materia.
    Ad oggi i signori dell’informazione, nonostante i sei giorni di protesta continua, nonostante la recisione di un’arteria fondamentale per la viabilità del territorio a nord di Napoli (str. prov. S.Maria a Cubito proseguimento Via Emilio Scaglione), nonostante il problema riguardi circa 200mila abitanti residenti nelle immediate vicinanze della zona in questione, nonostante il progetto statale rappresenti un’aggressione alla salubrità della collettività ed epilogo di un più radicato modus operandi criminale posto in essere in ben quindici anni di emergenza rifiuti dagli amministratori territoriali, l’informazione è assente all’appello dei cittadini. Nessuna rete nazionale ha dato il giusto rilievo a quanto sta accadendo alle nostre vite.
    I pochi giornalisti presenti sul territorio si limitano a presentare una realtà superficiale delle cose, rappresentando che il rifiuto alla discarica per la popolazione locale sia solo per la puzza o per il danno patrimoniale arrecato ai beni immobili della zona e stando ben attenti più alle violenze perpetrate da pochi facinorosi che in queste occasioni non mancano mai.
    Invece, il nostro grido deve essere unico ed univoco: L’immondizia, gli scarti della stessa, l’umido, le scorie della termodistruzione non li vogliamo nelle cave di Chiaiano perché la discarica sarebbe troppo vicina all’abitato, la monnezza non la vogliamo per il nostro innegabile diritto alla salute, la discarica non la vogliamo perché sotto a quel territorio c’è una falda acquifera che verrebbe esposta ad un immane inquinamento da percolato (o succo di monnezza), quando dopo venti anni superata la dovuta impermeabilizzazione andrebbe a contatto con il poroso e filtrante tufo (i materiali d’impermeabilizzazione del suolo delle discariche è garantito circa venti anni), la discarica non la vogliamo perché la città di Napoli verrebbe menomata di un polmone, di un’area verde, di un parco con vincolo paesaggistico e perché ancora una volta il territorio, i cittadini ed i nostri figli verrebbero mortificati dalle solite speculazioni dei prepotenti… oggi con le mani sulla monnezza e domani sulle lottizzazioni dei “buchi appilati” ed ad hoc cementificati.
    Invece, l’informazione che sta passando sui mass-media è ben altra, la nostra protesta da consona e civile sta diventando sterile e violenta, come se all’improvviso gli abitanti di queste zone si fossero all’uopo trasformati a volte in snob altolocati poco sensibili all’emergenza rifiuti e a volte facinorosi ultrà o guerriglieri urbani spinti da anarchico sentimento. Addirittura qualche giornalista ha parlato di attacchi terroristici tra Marano e Chiaiano.
    La manipolazione dell’informazione in tal senso, imprime una coscienza diversa a coloro che sono lontani dal problema ed è il preludio legittimante delle future azioni violente e di forza dello “stato” che intraprenderanno al fine di appropriarsi della zona da destinare a pattumiera campana.
    Per ultimo, ma non meno grave è l’atteggiamento assunto dai locali rappresentanti ecclesiastici, che esortati alla piazza ed a manifestare pacificamente insieme al popolo, hanno espressamente sindacato l’attuale protesta come violenta e quindi lontana dagli intendimenti della “chiesa”, lasciando intendere chiaramente le disposizioni impartite dal superiore cardinale Sepe, più vicino alle scelte ed allo scellerato progetto dei tristemente famosi politici.

    Caro concittadino, ti esorto a manifestare pacificamente per rivendicare il tuo diritto alla salute e ti prego di fare attenzione ai giornalisti (in questi giorni imbonitori televisivi). Presta attenzione alle domande che ti pongono e riprendono, non lasciare passare il messaggio che non vogliamo la discarica per la puzza e i danni immobiliari da questa arrecati, ma digli che sono aspetti secondari sicuramente non sottovalutabili e che rivendichi soprattutto il tuo DIRITTO ALLA SALUTE!

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  5. Luigi ha detto tutto. Ma una cosa la voglio chiarire: è vero che la stampa notizia anche degli atti criminali che si verificano durante la protesta (l’abbattimento degli alberi, per esempio, è un dolore al petto per me e dovrebbe esserlo per chiunque si spenda per proteggere il proprio territorio..) ma è pur vero che non è possibile non registrare la tensione che c’è. Se ci sono degli arresti, bisogna scriverne. Se una donna viene ferita da un automobilista che tenta di forzare un blocca, bisogna raccontarlo. Quello che molti colleghi non riescono a fare è a inquadrare la protesta in un quadro più generale…Le visioni sono sempre parziali. Io, per esempio, ho registrato dei ragazzi che giocavano a pallone ascoltando musica, ma non è (l’ho precisato, però) l’unica “realtà” della manifestazione di questi giorni.

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  6. Aiutatemi a capire.
    Napoli soffoca, il problema è la conseguenza, della camorra, del mal governo degli ultimi 15 anni.
    Or bene, il problema va risolto con la raccolta differenziata.
    Ma nel frattempo che s’avvia la raccolta, che si deve fare?
    Oltre a protestare e dire dove NON si vuole la discarica, bisogna che qualcuno dica cosa fare, altrimenti non capiamo.
    All’estero ci prendono tutti in giro, il turismo Campano è compromesso, e non solo, perchè all’estero Napoli non è lontana da Firenze o Milano, faticano a acapire che Salerno è pulita…
    Mi pare chiaro ciò che i napoletani NON vogliono, quello che non capisco è ciò che vogliono.
    Grazie
    Anerella

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  7. anerella, scusa ma la domanda che poni è fin troppo complessa. Avrai seguito le vicende giudiziarie legate alla pessima gestione degli impianti e credo potrai capire che non sono i napoletani a volere l’emergenza…

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