Anteprima napoletana per Biùtiful Cauntri

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Ha guadagnato una menzione speciale al Film Festival di Torino, diretto da Nanni Moretti, e all’anteprima napoletana al cinema Modernissimo di Napoli, ha provocato brividi e strappato applausi, a più riprese, ai veri protagonisti della battaglia contro lo scempio ambientale, di cui racconta denunce e angosce. E, con i rifiuti in strada, l’emozione è forte anche in chi non ha partecipato alle proteste. Questo il merito del documentario “Biùtiful Cauntri”, che approderà presto nelle sale e che, si spera, contribuirà non solo a denunciare i paradossi di questa terra, ma anche a sensibilizzare chi deve risolvere l’emergenza regionale dei rifiuti. E non sarenne male se riuscisse a convincere le altre regioni a solidarizzare con noi come tenta di fare Legambiente con la campagna “Uscirne si può, volere bene alla Campania”. Un compito gravoso per il lavoro realizzato da Esmeralda Calabria, Peppe Ruggiero e Andrea D’Ambrosio che al festival di Moretti sono stati premiati “per il raggiunto equilibrio tra impegno e rigore espressivo”. Le immagini, non è superfluo ricordarlo, sono state girate tra Giugliano, Villaricca e Acerra. Gli autori fanno parlare Donato Ceglie, magistrato simbolo della battaglia contro le ecomafie, ma anche gli agricoltori che hanno visto morire le pesche sotto quintali di polvere e i pastori di Acerra, il cui bestiame è stato abbattuto a causa della diossina. I rifiuti, ma anche Montefibre. Qui da noi le telecamere hanno ripreso tutte le fasi della protesta di cava Riconta, a Villaricca, e si sono strette su uno spaccato di cultura popolare come la festa della Madonna della Pace di Giugliano per raccontare, a forza di contrasti, il brutto e il bello di questa nostra terra.

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16 Pensieri su &Idquo;Anteprima napoletana per Biùtiful Cauntri

  1. sensibilizzare le altre regioni a solidarizzare con la campania?
    scusami, ma a me risulta che tante regioni hanno fornito “assistenza” negli scorsi anni e fino a ieri, acquistando i rifiuti da smaltire nei propri territori.
    solo che, e riporto il caso specifico della regione umbria, i corrispettivi dovuti non sono stati MAI pagati.
    ripeto, altra solidarieta’ servira’ solo a far si che il problema si ripresenti gia’ domani.
    riguardo il film,
    non penso servira’ a quanto speri.
    io ho letto gomorra, c’e’ tanta di quella roba dentro da DOVER mandare l’esercito per le strade di napoli e dintorni, e NON X LA RACCOLTA DELLA MONNEZZA. eppure, nulla e’cambiato

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  2. solidarietà sì, exit ti ricordo che nel ’91 venne a galla l’affare ecomafia perchè un autotrasportatore, tale Mario Tamburrino, rimase accecato mentre scaricava dei fusti tossici di un’industria del nord a Villaricca. Da allora il ricco settentrione ha continuato ad abbattere i costi dello smaltimento destinando le scorie dalle mie parti. Se mo’ si prendono un po’ di monnezza non nociva pure aggratis che fa?

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  3. Speriamo fortemente che la proiezione del documentario di cui ci parli serva a sensibilizzare le istituzioni di cui avvertiamo da molto tempo l’assenza.
    Ci sentiamo, e penso sia lo stato d’animo di tutti, umiliati, calpestati, violentati.
    Maria Rosaria

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  4. e tu che uomo saresti, omero? forse quello che sta seduto con un grosso chiodo conficcato nel didietro, e che non fa nulla per toglierselo, ripetendo a se stesso: ” ma in fondo non fa poi tanto male, anzi…meglio restare così seduto, va”

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  5. cara tonialimatola, leggendo il tuo ultimo post provo un misto tra meraviglia e delusione. non pensavo fossi una persona che ragiona ” beh, si e’ fatto sempre così, possiamo pure continuare allora”.
    il ricco settentrione destinava le scorie dalle tue parti grazie a chi? faceva tutto di nascosto? forse grazie al signor ambrogio brambilla? o forse grazie al conterraneo dell’onesto gennaro esposito, che intascava corpose bustarelle?

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  6. Ma oltre alle critiche ai malcostumi campani e all’elenco (puntuale e indiscutibile) dei mali che affliggono il nostro territorio, cosa sai proporre caro Exit8? Tu che sei un uomo indegerrimo, nonchè strenuo censore dei comportamenti altrui, dacci la chiave per uscire da questo degrado. Illuminaci.

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  7. ehi, non ci fraintendiamo. Non dico mica di andare avanti così, non era quello il mio ragionamento, ma in questa fase di crisi tragica, un po’ di coscienza da parte di regioni che hanno contribuito al nostro disastro ci sarebbe voluta…la camorra, exit hai ragione, ha avuto un peso notevole e certo non ce la possiamo prendere solo con voi. Per carità…

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  8. omero,
    sicuramente io sono inTegerrimo, tu non so.
    chiedi a me la soluzione?
    te la fornisco subito:
    leggi i malavoglia del grande giovanni verga.
    scoprirai come si rimettono a posto le cose.
    non ti serve un pesce ( che e’ la cosa che aspetti a bocca aperta a quanto pare) ma una canna da pesca.

    TL, nessuno ti ha accusato di prendertela con me. la solidarieta’ continua a tutt’oggi, ma non serve, non basta.
    fai una cosa, dai una lettura anche tu ai malavoglia, poi ne riparliamo.

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  9. I Malavoglia li ricordo anch’io, come mi sembra di ricordare bene che l’opera di Verga, in particolare quella di stampo verista, non condannasse le gesta della povera gente di Sicilia, che in quegli anni era vittima di ogni tipo di sopruso, ingiustizie da parte del potere, ma soprattutto beffata da un destino quasi ineluttabile. Al centro dell’opera verghiana c’è la comprensione e il rispetto per le disgrazie che affliggono gli ultimi, ma anche il richiamo al recupero dei valori più genuini e solidi delle classi meno abbienti del sud (contadini in particolare). Nei Malavoglia chi tenta, con espedienti di vario genere, di sottrarsi o migliorare la propria condizione sociale, viene irrimediabilmente stroncato.
    Dalle narrazioni di Verga di tempo ne è passato e, anche se le vicende attuali per certi versi ricordano quelle descritte dallo scrittore siciliano, non si può negare che di passi in avanti il “popolo”meridionale ne ha fatti. La questione meridionale è tuttora aperta, ma almeno come consapevolezza e voglia di riscatto sociale (anche le dimostranze della gente perbene nei casi delle discariche finite agli onori delle recenti cronache ne sono la testimonianza) qualcosa si muove. Gli elementi che distruggono il sud, e non scopro nulla di nuovo dicendolo, sono riconducibili alla criminalità organizzata e alla casta (da destra a sinistra) politica divenuta autoreferenziale e, in molti casi, collusa direttamente o indirettamente con le forze criminali.
    Alla prossima Exit8.

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  10. gomorra? biutiful cauntri? bhe, ricordo sl che tutto succede a napoli con voci venete, volti cinesi, e gente sparsa di altri posti. ecco perchè gli altri dovrebbero fare la loro parte nelle responsabilità

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