Viviamo in una città veramente balorda

Guerriglia con la scusa dei rifiuti in un clima di intolleranza e di violenza che fa paura in una città sotto assedio dove è facile morire per pochi spiccioli. Questa è Napoli? Alle medie andavo in giro felice per il centro storico, tra un bar e una libreria. Alle superiori i pomeriggi al cinema sono diventati leggendari e ne raccontavo meraviglie a chi si sottraeva per pigrizia o indifferenza. Sono cresciuta tra piazza Cavour, dove abitano ancora i miei nonni, e piazza del Gesù pur senza mai appartenere a quella folla che passava la serata a fumare erba sugli scalini, ma sentendomi parte di un mondo vitale dove mi muovevo entusiasta tra un club magico (Riot) dove di domenica sera suonavano i musicisti più bravi e le bancherelle di libri di via Foria e sotto port’Alba. Quella città per me non esiste da un pezzo. Vabbè che sono adulta e i tempi dell’università li passavo già nel giuglianese, ma anche quando ci ritorno mi sento estranea e a disagio. Odio Napoli oggi: il traffico, l’arroganza, la prepotenza, l’ignoranza delle persone. I rifiuti. Anche umani. Quelli che ti colpiscono a morte per rubarti pochi spiccioli e distruggono in un niente e per un niente la vita tua e dei tuoi cari. Mario Costabile è la vittima che, purtroppo, fa notizia oggi, ma ci sono sicuramente tanti altri che aspettano di vedere giustizia e rimossi, oltre ai cumuli, anche i rifiuti veri di questa città.

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14 Pensieri su &Idquo;Viviamo in una città veramente balorda

  1. Camorra, cattiva politica e problematiche strutturali da sempre affliggono la città. Negli ultimi dieci – dodici anni, tuttavia, a questi fenomeni (le motivazioni sono tante) si è andato ad aggiunere un progressivo imbarbarimento dei costumi. Quella Napoli che hai descritto, quella tra la fine degli ’80 e i primi anni ’90 non esiste più. Anch’io, talvolta, mi sento un alieno nella mia città. Ma dopo il patatrac di questi giorni sono più fiducioso: è stato toccato il fondo e credo, come storia insegna, che d’ora in avanti, seppur lenta, ci attende una fase di risalita.

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  2. ritengo non servira’ a nulla,
    e il problema si ripresentera’, puntuale.
    il motivo e’ , che la soluzione, anche questa volta,
    si e’ trovata NON a napoli, NON in campania, NON nei napoletani, NON nei campani ma nell’aiuto delle altre regioni tramite l’intervento dello stato/governo/commissario da poteri fantascientifici/esercito/ecc.ecc.
    la storia insegna, invece, che tutto questo ricalca l’assistenzialismo che dal dopoguerra ad oggi ha sempre supportato tutte , chi piu’ chi meno, le regioni del meridione d’italia.
    qualcuna e’ riuscita a diventare autosufficiente,
    a reggersi in piedi da sola e a camminare anche se con andatura ancora malferma.
    non la campania.
    ergo, tra qualche tempo ci ritroveremo tutti quanti sul blog della sig.ra tonialimatola a riparlarne.
    scommettiamo???

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  3. io in posta non metto nulla, anche perchè l’azzardo non mi piace, ma hai ragione…lo stato d’emergenza non finisce con la rimozione dei rifiuti in strada. La Campania deve imparare a camminare da sola. I docenti mancano, però.

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  4. sicuramente i docenti non sono quelli inchiodati alle poltrone.
    lo avevo detto in un’altra discussione:
    portate la monnezza sotto casa di bassolazzo e jervolazzo,
    poi invitateli a scendere tra voi gente onesta (quindi diversa da loro) e
    COSTRINGETELI CON QUALUNQUE MEZZO a dimettersi.
    e invece no, questo non succede ne’succedera’.
    la storia, si diceva, insegna.
    riporto fedelmente dal libro GOMORRA del buon SAVIANO, pag 176.:

    “I giornalisti si avvicinano appena. antonio bassolino e rosa russo iervolino sono terrorizzati, temono che il quartiere possa rivoltarsi contro di loro. Non accade, la gente di Forcella ha imparato a trarre vantaggio dalla politica e non si vuole inimicare nessuno.”

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  5. Saviano ha contribuito a dipingere la cartolina nera di Napoli a disposizione di chi, come si dice qua, “ci vuole male”. Anche io penso che si debbano dimettere, ma conto di più che la sia la magistratura a fare bene il proprio dovere!

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  6. ritengo che a dipingere di nero la cartolina di napoli non sia stato saviano,
    ma i napoletani non onesti.
    a meno che saviano non abbia scritto una marea di balle.
    a lei cosa risulta?
    se saviano e’ un bugiardo, allora si puo’ benissimo denunciare alla magistratura…
    anche se a quanto pare, e se ne sara’ accorta anche lei, di questi tempi i magistrati onesti ( o scomodi a qualcuno), in italia vengono rimossi e addirittura indagati.

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  7. mai detto che saviano scrive palle, per carità. Solo che la versione nera di Napoli è sulla bocca di tutti, ora più che mai. I napoletano furbetti per così dire sono fin troppi, come i magistrati imbavagliati purtroppo.

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  8. a proposito,
    ho letto del povero mario costabile.
    che dire, chi mi conosce sa come la penso,
    qualcosa ho scritto anche su questo blog,
    quindi nessuno si meravigliera’ se scrivo che spero tanto che i colpevoli assassini vengano presi, arrestati, e scoperti la mattina dopo impiccati in cella, ovviamente per il rimorso di quanto commesso

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  9. parlo a nome di chi come me “napoletana” vive lontano da napoli e dalla campania… Non sono solo le istituzioni legali e non ad aver danneggiato napoli ma purtroppo anche i napoletani… non esiste senso civico e mi viene in mente una pubblicità (che come succede alle belle pubblicità non mi ricordo cosa pubblicizza!) cmq c’è una donna al volante di un’utilitaria che sta facendo manovra per parcheggiare ma arriva una jeep tutta sparata che le ruba il parcheggio il bello è che va a sbattere contro i paletti)… una bella soddisfazione no? Il senso che volevo dare a tutta la situazione campana (ma vi posso assicurare che è mentalità degli “italiani”) è che “a fare i furbi” non sempre porta a qualcosa di buono!! Non esiste più la napoli che si “inventa” il lavoro o la maglietta con disegnata la cintura di sicurezza. L’inventiva, la creatività, il “cuore” di napoli non esiste più e se prima una furbata era costruttiva, adesso è distruttiva! e purtroppo mi sto convincendo che come a milano “se ti senti male x strada pure a napoli ti guardano e passano oltre!” Sta prevalendo il motto “ti devo fottere prima che tu fotti me!”. La gente di napoli forse è stanca, ha subito tanto e da sempre e, adesso ha mollato. Forse le nuove generazioni non sono in grado di combattere contro tutto e tutti o forse non ci credono più alle promesse!
    Un abbraccio a tutti quelli che invece ci credono e che vogliono che NAPOLI torni REGINELLA!

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