Rifiuti. Siamo in guerra ma senza strategia

Non sono pratica, diciamo, ma per vincere una guerra credo si debba lavorare di fino. Quello che comanda mette in campo mezzi, strumenti, competenze e notevoli risorse finanziarie. In una strategia di guerra, la determinazione degli obiettivi, immagino, sia vitale per vincere almeno una battaglia. Invece, per l’emergenza rifiuti si va avanti a tentativi. Prima un commissario straordinario, poi un altro, poi un altro ancora. Poi le colpe vanno all’ingerenza dei clan, poi al fallimento della raccolta differenziata, poi all’inciviltà e alla violenza….Senza strategia, regna il caos. E l’emergenza diventa crisi, oppure come meglio dice Napolitano, tragedia. Si è dovuti arrivare fin qui perchè si capisse che la monnezza in Campania è un’emergenza nazionale. Non solo per i media, ma anche per il Governo. Ora attendiamo direttive, strategie. Nel frattempo qua registriamo un bel picco di violenza. Stasera di ritorno da Napoli ho visto centinaia di poliziotti in assetto di guerra a bordo della tangenziale, gli stessi che c’erano a Taverna del Re. Tre uscite chiuse nell’area flegrea a causa delle manifestazioni non proprio pacifiche di chi in un posto protesta contro la riapertura della discarica a Pianura e chi, in un altro, forse contro i rifiuti per strada (le soluzioni al problema sono chiaramente inconciliabili..). A Napoli serve un mago per mettere d’accordo tutti e una zingara per leggere le carte (mappe) del futuro….

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4 Pensieri su &Idquo;Rifiuti. Siamo in guerra ma senza strategia

  1. sto seguendo la vicenda anche in tv.
    che dire,
    tanta tristezza mista a tantissima rabbia.
    quando gruppi di balordi aggrediscono i vigili del fuoco e distruggono i loro ( NOSTRI, VISTO CHE MICA GLIELI REGALA LA BEFANA, LI PAGHIAMO NOI CONTRIBUENTI),
    cosa meriterebbero?
    ve lo dico io: un bel proiettile in mezzo agli occhi

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  2. condannare a cosa?
    6 mesi?
    tanto quando escono ne combinan di peggiori.
    certe cose speravo succedessero solo a baghdad o kabul.
    ma, purtroppo, sbagliavo.
    certe cose non succedono NEMMENO a baghdad o kabul, tant’e’ che anche nelle tv arabe, tipo aljazeera e simili, passano i servizi sulla “questione napoletana”.
    chissa’ se i telespettatori mediorientali ridono o piangono

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