A Napoli stamattina davanti agli sportelli di Equitalia si è consumata una guerriglia urbana, con i manifestanti che lanciavano bombe carta e tentavano di entrare all’interno degli uffici di corso Meridionale (sono stati aggrediti anche dei funzionari), mentre a Giugliano i giovani de La Destra appendevano manichini impiccati ai lampioni dei corsi principali per ricordare simbolicamente i suicidi degli ultimi tempi (di cui uno anche a Giugliano) e chiedere all’amministrazione comunale di rescindere il contratto con Equitalia, che dovrebbe occupare gli spazi coperti del parcheggio interrato di via Basile per aprire uno sportello in città. Un dato spaventa ora più che mai: nel corso della raccolta dati sul reddito di cittadinanza, la panoramica sul disagio economico delle famiglie di Giugliano è risultata sconfortante. Non c’è welfare che tenga, la situazione è da collasso. Così non è difficile capire il perchè di tanta violenza. Bisognerebbe ammettere che la tensione sale alle stelle perchè in un momento in cui è necessario indebitarsi per campare, ci sono famiglie che rischiano di non poter far fronte ai propri impegni e di “morire”. Quello che molti chiamano lo strozzinaggio autorizzato, rischia di trasformare il disagio economico in guerra civile. E le notizie delle aggressioni a Equitalia non sorprendono nessuno, diventano un’occasione di sopravvivenza. Quello che sembra inspiegabile è perchè non ci si fermi a ragionare su questo rischio.
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Tombini fumanti, a Giugliano si chiude una scuola per inquinamento
Non è un caso che la chiusura per due giorni di una scuola a causa dell’inquinamento si verifichi sul litorale di Giugliano, il comune col più alto numero di discariche (42) e il maggior numero di ecoballe accatastate in tutt’Italia (sei milioni). Epicentro della terra dei fuochi, dove i rifiuti bruciano senza sosta, o di quel pezzo di territorio che sempre Legambiente chiama il triangolo della morte per l’alta incidenza di patologie tumorali. Qui i contadini hanno poca voglia di coltivare la terra- attività che diventa sempre meno redditizia- e abbandonano i campi, facendo il gioco dei camorristi che acquistano i terreni a poco e li rivendono alle grosse società che ne fanno discariche. E, poi, chissà come mai scaricano abusivamente pesticidi e diserbante appestando l’aria che respirano 400 ragazzini della scuola di Lago patria. La pratica non è originale: Legambiente ha denunciato a più riprese il fenomeno dei “tombini fumanti”, indicativi dello sversamento di materiale nocivo nelle fogne. Finora la pratica era consuetudine a ridosso della zona Asi, ora è evidente che si è estesa anche in altre zone. A testimonianza che negli ultimi trent’anni, a Giugliano si è sempre meglio consolidata la pratica dell’illegale, specie sul litorale, tra Licola, Varcaturo e Lago Patria. Proprio a pochi passi dalla scuola Vitale di via Madonna del Pantano, per esempio, si trovano un’ex cava trasformata in discarica abusiva, poi posta sotto sequestro, e numerosi altri siti di sversamento illegale. E’ una terra che ha tutti i requisiti per essere di nessuno: molti spazi liberi di campagna da sventrare, zero controlli e scarsa illuminazione. Facile in questa condizione attuare lo sversamento incontrollato e abusivo di ogni tipologia di rifiuto. Basta un letto di combustione, offerto dalle pile di gomme d’auto abbandonate qua e là, e il gioco è fatto. E la Vitale non è l’unica scuola accanto a una discarica. Le finestre del Quarto circolo di via Ripuaria, a Varcaturo, si affacciano su un’ex isola ecologica trasformata nel tempo in una pattumiera gigantesca. Ma anche la succursale dell’istituto d’agraria, quasi all’incrocio con la Domitiana soffre della vicinanza cronica di cumuli di sacchetti di spazzatura. Che dire, a sentirsi sacchette tra le sacchette, qua i ragazzi lo imparano da piccirilli.
Andreotti non si logora. E noi cornuti e mazziati
Si sente male e, alla sua veneranda età, si mette a fare battute. Pronto di spirito, anche davanti alla morte. Ammirevole capacità non c’è che dire. L’umana compassione è da persone civili, ma avere simpatia per il senatore a vita è pericoloso, almeno quanto alzare le braccia davanti alle impertinenze di Berlusconi. La scarsa memoria storica e la benevolenza di noi italiani davanti alle malefatte camuffate dallo sberleffo (beffa e danno, che dire..), ci impediscono di mandare a quel paese chi provoca danni e tragedie. L’attuale situazione economica e sociale in Italia è inquietante. I poveracci si suicidano per i debiti, gli imprenditori prendono in ostaggio i dipendenti dell’ufficio delle imposte e noi stiamo ancora qua a commuoverci per chi ha, avendo governato a lungo, grandi responsabilità dello sfacelo in cui ci troviamo. Ha sempre avuto ragione Andreotti nel dire “il potere logora chi non ce l’ha”. E Noi? Senza potere e senza soldi, facciamo finta di niente. Cornuti e mazziati… Che fessi, eh!
L’Herald Tribune si sbaglia: Giugliano non è solo la capitale mondiale dell’euro falso
Ma come sono superficiali questi americani. Giugliano non è solo la capitale dell’euro falso, qua noi siamo la capitale del pezzotto, con licenze edilizie false e false assicurazioni. E un po’ di rispetto, please. Ma si sa, gli americani sono amanti del folclore e delle semplificazioni umoristiche. Per loro, dal dopoguerra noi napoletani restiamo il popolo del vesuvio, della pizza e del mandolino, anche se con qualche new entry, come le immagini legate all’emergenza monnezza. Ora, però, l’Herald Tribune sposta l’attenzione in periferia per affermare una competenza eccezionale, addirittura con un articolo in prima pagina, ma decide di non entrare nel profondo del nostro tessuto sociale, manco per attribuirci meglio un merito. Uffà. Scrivono che Giugliano è la capitale mondiale delle monete contraffatte perchè qui dai noi ci sarebbero i migliori artigiani per la realizzazione di banconote false da 500 euro, le più utilizzate nel traffico di droga. Ci pensate? Altro che banda degli onesti, pasticcioni e rintracciabili, come sarebbero invece i coreani. No, no. Noi siamo i migliori, alè. Peccato che questa capacità creativa non migliori la vita di tutti, ma che fa?! Noi per amore della verità, una cosa la dobbiamo ribadire contestando la stampa Usa, l’HT un errore grossolano lo fa: ignora che Giugliano è la capitale del pezzotto, in tutte le sue manifestazioni. Echecacchio, signori americani, bastava leggere un po’ di cronaca nera per scoprirlo. Siete ingiusti: noi siamo ancora più bravi di quanto voi possiate immaginare. Tiè.
Sono davvero sfasulati i giovani di Giugliano? Io, sì
Il Comune mette a bando con Finetica 600 mila euro da restituire a tasso agevolato in cinque anni e loro si informano, ma a pochi giorni dalla scadenza, fissata per il 30 aprile, solo in tre presentano la domanda . Così il Comune riapre i termini a tempo indeterminato (cioè fino a quando non verrà utilizzato tutto il fondo) per far circolare meglio la notizia e consentire ai ragazzi, fino ai 29 anni, di approfittare dell’occasione di ottenere in prestito fino a 25 mila euro per avviare la propria attività. Unico sforzo: farsi venire un’idea originale ed essere determinati a realizzare il proprio progetto. Facile, no? E allora perché questi ragazzi, ammesso che abbiano saputo del bando, non si fanno avanti? Sono davvero “sfasulati”, cioè che non tengono genio (voglia ed estro) di fare impresa? Per l’autore di “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli” non è così. “I ragazzi sono sfiduciati e sanno di dover superare troppi ostacoli- dice Antonio Menna- Poi, hanno paura degli ostacoli burocratici e i comuni non sono enti a cui affidarsi senza preoccupazione”. Direi proprio che funziona così, anche per me. E per chiudere, se cercate immagini per ”sfasulati Giugliano” su Google, esce una mia foto. Coerente, no?
Vulimme fa’ gli americani con le regate
Abbiamo trasformato la città in un’isola (intanto, pedonale) e arricchito di aiuole e stand il lungomare ritrovato con la musica e le fontane dei colori di quando ero bambina, mentre il resto della città affoga nel caos. E mi piace, piace a tutti. Talmente tanto che, nonostante il vento forte e gli scrosci di pioggia improvvisi (alla faccia della città del sole che amiamo vendere all’estero), siamo scesi tutti a guardare le barche e gli equipaggi dei catamarani vestiti da supereroi e a spiare le manovre in mare sentendoci una volta anche noi fighi come se fossimo americani o di un altro paese normale, sentendocene persino fieri. Ci pavoneggiamo, divertendoci del fatto che anche noi possiamo sfornare fatti belli e sfidare la pioggia, la criminalità, l’indolenza, la povertà, la tristezza e il degrado di questa città. Mi godo questo momento e scappo là, a vivermi il momento. A respirare aria di mare e normalità.
Crociera adventures, ci mancava solo la cena col delitto
Quella di proporre pacchetti vacanza con disavventura e brivido all inclusive, potrebbe essere la trovata turistica del momento. Per ricchi annoiati, come per i veri morti di fame. Fa lo stesso. I primi per sentirsi vivi e selvaggi almeno per un po’, i secondi per magnificare pubblicamente la loro arte nel sopravvivere. Lo avete mai visto sfigurare un “non vip” sull’isola dei famosi? Ditemelo, nel caso, che io non guardo la tv e lo posso solo immaginare. Poi, recuperando dalla memoria un vecchio fatto di cronaca, la crociera col brivido potrebbe prevedere anche un tour col latitante. Oppure, per tornare attuali anche con gli immigrati stivati nel vano motori o la cocaina nascosta tra le derrate alimentari. “Co’sta mi.. che vengo in crociera”, la battuta di Danilo di un po ‘ di sere fa racconta bene la perplessità degli aspiranti vacanzieri che, pur allettati dai prezzi bassi, preferiscono restare coi piedi per terra. La mancanza di investimenti sul comparto, ha portato ai tanti guasti e messo al lavoro personale spesso senza formazione adeguata. Si tratta spesso di un equipaggio, specie per le macchine motore, che resta nascosto. Si tratta di cittadini del sud del mondo sottopagati, e spesso con professionalità zero. Così anche gli italiani, che pure sono molto bravi, ma costano troppo, quando possono, preferiscono fare un altro lavoro. Quest’argomento mi torna in testa perché ho letto la pubblicità di Grimaldi Lines che propone la crociera col delitto per Pasqua. Se il morto non siete voi, ma il capretto, signori e signore, magari ci potete pure andare, no?
Disc-arica. Perchè opporsi a una parola musicale?
Una parola che contiene un insieme di suoni non può significare una cosa nociva, no? Se ne saranno convinti anche in Regione dopo che per anni questa tesi è stata portata avanti con discreto successo anche dal commissariato di governo per l’emergenza rifiuti. Una discarica nuova di zecca al Castagnaro, sulle pendici del Gauro, tra Pozzuoli e Quarto – meta di raffinati e pigri escursionisti che amano affacciarsi sui laghi e sul mare buttando un occhio sul parco degli americani – è musica per le orecchie fini…di chi del ciclo della monnezza sa fare affare, il suo. Ovviamente. E in barba al nostro diritto alla salute e al dolore, fortissimo, che provoca l’impotenza di vedere distrutti i paesaggi. Così se ne annuncia un’altra, la numero enne, nella verde campagna del litorale di Giugliano, nella zona di Masseria Campitello, proprio mentre l’amministrazione comunale promuove la riscoperta delle antiche masserie e tenta invano da qualche tempo di approvare in Consiglio comunale (il prossimo appuntamento in aula è per il 20 marzo) il nuovo regolamento di salvaguardia delle abitazioni rurali ancora in piedi. Poche, in verità. E nessuna sottratta alla monnezza.
Nun te scurdà, nun te scurdà…
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Stamattina a Quarto si protesta contro l’attivazione di una discarica nel Castagnaro, nel verde del Gauro, tra Quarto e Pozzuoli. Un luogo magnifico che altrove tenderebbero a tutelare e, invece, nel napoletano diventa un altro buco per la monnezza. A Quarto come a Chiaiano e Taverna del Re di Giugliano. Posto qua l’autografo filmato di Raiz (ex voce Almamegretta) per ricordare anche a me che non bisogna mollare la presa.
Da paradiso a inferno per colpa della camorra
Da cartolina paradisiaca a simbolo dello scempio edilizio e ambientale. Nel giro di trent’anni, l’abbandono ha aggiunto, di volta in volta, un pesante carico di degrado allo splendore di Lago Patria, l’area di confine tra le province di Napoli e Caserta. Rigogliose pinete, spiagge bianche e profonde, a due passi dal lago salato a forma di cuore, tappa obbligata degli uccelli migratori. Risorse naturali, in pratica, che altrove sarebbero state tutelate e che, invece, tra Giugliano, Napoli e Castelvolturno, occultano veleni e ostentano colate di cemento. Così non sorprende nessuno il mega sequestro dell’impianto turistico Green Domitia Village, con arresti eccellenti e presunte collusioni tra politica, camorra e imprenditoria. D’altra parte tre anni fa, nell’ambito dell’inchiesta Puff Village era stato sequestrato un altro condominio di lusso con un albergo e novantotto villette, realizzato nientepopòdimenoche sui resti dell’Antica Domitiana, a Varcaturo. Cemento e rifiuti tossici restano un business che fa gola, in barba alle coltivazioni e al patrimonio artistico e monumentale. E non sorprende nessuno nemmeno che da queste parti agricoltura e turismo non siano attività redditizie per tutti. E non fa indignare manco il fatto che in queste ore, i contadini della stessa zona di confine (di frontiera, rende meglio) siano costretti a fare le ronde per difendere dalle razzìe i loro raccolti che, poi, finiscono sui mercatini abusivi. Un domino di disagi e povertà che fanno di questo bellissimo paradiso un inferno in terra per tutti.