Una sala stampa in trattoria

By rosario cefalo

giornalisti al lavoro in trattoria

Hanno prima invaso casa di Monica e Gerardo, al quarto piano del condominio Poggio Vallesana, poi la sera successiva il giardino della trattoria Il Cancellino. Io sono cresciuta con gli gnocchi al tegamino di don Guglielmo, il papà di Francesco, nello stesso posto dove da bambino arrivava mio padre con l’Alifana assieme ai suoi nonni dalla stazione di piazza Carlo III. Loro abitavano a salita stella, vicino piazza cavour. Da piccola non avrei mai immaginato che quel posto sarebbe diventato un teatro di guerr(iglia)a…

Francesco ha accolto i giornalisti delle maggiori testate cucinando  meraviglie. Dai crocchè alle alici fritte. C’erano Pietro Treccagnoli (Il Mattino), Attilio Bolzoni e Giuseppe D’Avanzo (la Repubblica), Guido Ruotolo (La Stampa), Marco Imarisio (Corsera). La settimana scorsa, noi “picciriddi” del posto abbiamo anche scroccato una pizza a piazza Leonardo (francesco stava chiuso).

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13 Risposte a “Una sala stampa in trattoria”

  1. Pietro Dice:

    Beh, hai dimenticato Nino Cirillo del “Messaggero” (in primo piano nella prima foto) e, se non sbaglio (la serata fu confusa), c’era anche Alessandro Trocino (“Corriere della Sera”), che di sicuro era a casa di Gerardo, insieme a Fulvio Bufi (sempre “Corriere della Sera”) e a un giovane collega dell”Unità”, pure lui nella sala stampa Cancellino.

    Le alici fritte ripiene erano imperdibili.

  2. Pietro Dice:

    Non so perché è spuntato l’emoticon con lo zennetto. Bah.

  3. tonialimatola Dice:

    ahahaha. Da grande voglio fare ankio l’inviato!

  4. Pietro Dice:

    Per fare l’inviato non bisogna poi andare troppo lontano. Basta Chiaiano. Che, per chi è di stirpe giuglianese, è quasi un ritorno a casa.

  5. tonialimatola Dice:

    sarà stato il ricordo delle alici….

  6. tonialimatola Dice:

    allora mi posso sentire inviato pure muà.

  7. Pietro Dice:

    I corrispondenti sono inviati a vita. ;-)

  8. tonialimatola Dice:

    arghhhhhhh. Tasto dolente. Ho in mente una rivendicazione sindacale. Magari chiedo agli amici di chiaiano di venire ad incatenarsi con me sotto qualche redazione importante…

  9. kris Dice:

    X me sei già inviata leggo le notizie dal tuo blog x tenermi aggiornata con informazioni non manipolate! Grazie Tonia x il tuo continuo lavoro! Continua a scrivere x me, noi, che siamo lontani fisicamente ma cn il cuore a Napoli.

  10. nando bocchetti Dice:

    Della pizza scroccata dai fratelli La Bufala e della serata al Cancellino mi sono rimaste impresse alcune cose: la fame da lupo di Guido Ruotolo; l’ironia e l’autorevolezza di Peppe D’Avanzo; la sobrietà di Bolzoni (dal quale ho ricevuto un bell’apprezzamento per un mio commento su Roberto Saviano), la vastità culturale e la dialettica jazzy di Pietro Treccagnoli (non me ne vorrà se lo accosto a questo genere musicale), l’area pensosa e allucinata di Marco Imarisio; le grandi critiche che quasi tutti, anche se con modalità e argomentazioni differenti, hanno dispensato al fenomeno Gomorra. E poi quei venti minuti in macchina trascorsi con D’Avanzo e Bolzoni, con loro a chiederci (a me e alla Limatola) quanto riuscite a ragranellare con il Mattino, vi trattano una schifezza e cose del genere. E poi quella frase prounciata all’unisono dai due maestri: “Pensavamo che non esistessero più trentenni con questa passione ed entusiasmo”.

  11. tonialimatola Dice:

    e i piccirridi eravamo nando et muà, chiaramente.

  12. costanzo Dice:

    per problemi personali non ho potuto affacciarmi alla manifestazione ma i tuoi riferimenti alla trattoria il Cancellino mi riportano ad un bel periodo della mia vita, invece la prossima volta che venite nella mia zona (Piazza Leonardo) fatemi un fischio (intanto noi di Avvocata stiamo dietro alla nostra piccola discarica di Eternit in via Girolamo Santacroce)

  13. tonialimatola Dice:

    ehehehehe, il cancellino ha reso felici intere generazioni di napoletani…. la discarica di eternit?? tenetevela stretta, va a finire che la trasformano in un sito di stoccaggio per “ecoballe”…scherzi a parte. In bocca al lupo.

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